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Dalla piattaforma delle liste di attesa curata da Agenas emerge che l’Umbria conferma il trend di costante e progressivo miglioramento, che riguarda sia le prime visite specialistiche sia gli esami diagnostici.

Le rilevazioni e i dati puntuali più recenti approvano in un certo senso le misure organizzative introdotte nella regione.

I risultati registrati nel mese di settembre mostrano il reale avanzamento del sistema sanitario regionale nel confronto con i parametri nazionali. Per quanto riguarda le prime visite, l’Umbria supera la media italiana per percentuale di prestazioni garantite nei tempi previsti, raggiungendo l’83,2% contro l’80,6% del dato nazionale. Contestualmente, nell’ambito degli esami diagnostici, la regione si riavvicina ai valori nazionali attestandosi all’82,5% delle prestazioni erogate nei tempi, rispetto all’86,3% della media italiana.

Nella classifica dei tempi d’attesa sempre per gli esami diagnostici la Regione Umbria è prima nel miglioramento passando dal 54.5 al 64,7 con una variazione di oltre 10 punti percentuale. Un risultato più che positivo ma che non soddisfa perché bisogna sempre prodigarsi di più.

Un elemento di particolare rilievo emerso dal report Agenas riguarda la marcata variabilità tra le Regioni nell’attribuzione delle classi di priorità in fase di prescrizione, ambito nel quale l’Umbria figura tra le realtà più virtuose. Il ricorso alla classe non prioritaria (P) avviene infatti solo nel 12,3% dei casi, determinando una concentrazione di prescrizioni sulle classi prioritarie pari a circa l’88%.

L’alto numero di richieste urgenti rende più difficile rispettare i tempi di attesa previsti. Come evidenzia Agenas, questo dimostra quanto sia fondamentale organizzare meglio i servizi sanitari, così da garantire a ciascun paziente cure continue, ben pianificate e adatte ai suoi reali bisogni. E proprio questa è la priorità che si è posta la Regione Umbria anche nella stesura del Piano socio sanitario regionale in fase di ultimazione.

L’area oncologica si conferma un fondamentale punto di forza della risposta sanitaria regionale. La percentuale di prime visite oncologiche erogate entro i tempi stabiliti ha raggiunto il 99,70%, con 2.674 visite garantite nei tempi su 2.682 prenotazioni complessive. Sul totale delle visite oncologiche effettuate, ben il 93,6% riguarda percorsi di presa in carico e solo il 6,4% costituisce un primo accesso. Tali evidenze attestano la sostanziale assenza di liste di attesa per la prima visita oncologica e l’efficace operatività dei percorsi successivi di presa in carico, sostenuti dall’attivazione dei PPDTA e dal lavoro dei P.O.L.O..

Parallelamente, le azioni intraprese dalla Regione puntano alla progressiva riduzione dei volumi complessivi dei Piani di Tutela (PdT), che attualmente contano 31.089 prestazioni traccianti. Nell’analisi per classe di priorità, per la classe U (Urgente) non si registrano prestazioni oltre soglia, mentre la classe B (Breve) vede i tempi rispettati nel 99,9% dei casi. Per la classe P (Programmabile) la percentuale di rispetto è pari al 90%, mentre per la classe D (Differibile) si attesta al 79%. Viene inoltre rilevato come una quota di esami erogati oltre la soglia — con percentuali che arrivano fino al 15% a seconda della tipologia e della classe — venga comunque garantita in tempi estremamente prossimi alla scadenza prevista.

L’evoluzione mese su mese conferma dunque una traiettoria positiva e un costante avanzamento verso l’aumento delle prestazioni garantite, dimostrando come i risultati puntuali più recenti risultino nettamente superiori alle medie cumulate sull’intero anno, sebbene il dato complessivo relativo ai primi nove mesi dell’anno si mantenga sotto il 70% — poiché risente negativamente della media dei mesi precedenti.

Un aspetto da rimarcare nella comparazione dei dati è che la piattaforma delle liste di attesa realizzata e messa a disposizione da Agenas presenta ancora un quadro disomogeneo tra le diverse regioni e le difformità toccano aspetti molto concreti della vita delle persone, come durata di validità delle ricette, la perimetrazione degli ambiti di garanzia, l’applicazione dei Rao (Raggruppamenti omogenei di attesa) e i modelli di presa in carico dei pazienti. Insomma i parametri con cui si calcolano i dati non sono uguali per tutte le Regioni pertanto i numeri e le percentuali non possono essere confrontati oggettivamente.

In merito alla classifica delle performance tra le regioni artatamente l’Umbria è stata inserita in fondo ma ciò non corrisponde al vero perché i dati non sono messi in ordine decrescente. Questa specificazione va fatta per rispondere al principio di trasparenza e correttezza.