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L’affidamento diretto del progetto stadio-clinica è illegittimo e l’operazione presenta gravi criticità sul piano economico e finanziario. È quanto emerge dalla delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione del 28 ottobre, depositata il 4 novembre, relativa a una concessione dal valore complessivo di 118 milioni di euro.
Secondo l’Anac, il Comune avrebbe dovuto svolgere una gara sul progetto definitivo approvato. La normativa sugli impianti sportivi, richiamata dall’amministrazione per giustificare l’affidamento diretto, consente infatti alcune semplificazioni, ma non elimina l’obbligo di una procedura pubblica per assegnare la concessione.
L’Autorità contesta anche la sostenibilità dell’intervento, che prevede la ricostruzione dello stadio e una gestione della durata di 44 anni. L’equilibrio finanziario dipende in misura determinante dalla realizzazione della clinica privata e dai ricavi collegati al suo funzionamento.
Su questo punto pesa la sentenza del Tar Umbria che ha annullato il provvedimento comunale utilizzato come permesso di costruire la struttura sanitaria. La valutazione della compatibilità con la programmazione sanitaria, ricorda l’Anac, spetta esclusivamente alla Regione.
Il piano economico e finanziario viene definito «indeterminato, incompleto e inattendibile». Tra le criticità figurano la mancata quantificazione dei vantaggi concessi al privato attraverso gratuità ed esenzioni e l’assenza della matrice dei rischi, necessaria a chiarire quali oneri ricadano sul concessionario e quali sull’ente pubblico.
La delibera rileva quindi l’illegittimità dell’affidamento senza gara e dispone la pubblicazione del provvedimento sui siti del Comune e dell’Autorità.

Patto Avanti: “Stadio-clinica, ANAC conferma le nostre ragioni. Terni torni al voto e si lavori a un nuovo ospedale pubblico”

“Avevamo ragione a contestare l’operazione stadio-clinica e ha fatto bene la Regione Umbria a impugnare gli atti del Comune. La delibera ANAC n. 434 del 28 ottobre 2026 conferma la gravità delle criticità. Parliamo di affidamento diretto illegittimo, convenzione compromessa dall’annullamento dell’atto presupposto, piano economico-finanziario incompleto e inattendibile, assenza della matrice dei rischi e benefici economici riconosciuti al privato non quantificati”. Così i capigruppo di maggioranza in Assemblea legislativa (Pd, M5s, Avs e Ud-Pp).

“Avevamo denunciato queste contraddizioni e oggi troviamo nelle valutazioni dell’Autorità una conferma puntuale. L’ANAC rileva infatti – spiegano i capigruppo – carenze significative nella documentazione economico-finanziaria e nell’analisi dei rischi, elementi fondamentali per valutare la sostenibilità e la correttezza dell’operazione”.

“Il fallimento politico e amministrativo dell’amministrazione Bandecchi – concludono – è ormai evidente oltre ogni limite. Terni non può continuare a pagare il prezzo di questa situazione: è arrivato il momento di restituire la parola ai cittadini e tornare al voto. Noi vogliamo voltare pagina e lavorare a una prospettiva diversa, con un nuovo ospedale pubblico per Terni, moderno e all’altezza dei bisogni dei cittadini”.