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9.000 metri di dislivello positivo, 154 chilometri complessivi e una sola salita ripetuta venti volte. L’impresa di Massimo Di Lorenzi, della “Asd Quelli che lo Sport Piediluco” porta Ferentillo al centro di una delle più dure sfide del ciclismo di endurance.

C’è un modo particolare di misurare la fatica in bicicletta: non in chilometri, ma in montagne. E Massimo Di Lorenzi ha scelto una delle prove più impegnative per mettersi alla prova, affrontando per 20 volte consecutive la stessa salita nel territorio di Ferentillo.

La partenza era fissata al bivio della Strada Statale 209 Valnerina, all’incrocio con Precetto di Ferentillo, mentre il traguardo di ogni singola ascesa era individuato al primo tornante dopo Castellone Alto.

“Una sfida con se stessi per vedere i propri limiti ed essere consapevoli delle difficoltà ma come dice il mio grande amico Colonello Carlo Calcagni… MAI ARRENDERSI – ci dice Massimo – personlmente un everesting è molto di più 8848 metri di salita: è fatica, dolore, solitudine, dubbi…e quella forza incredibile di continuare quando tutto dentro di te ti dice di fermarti. Al raggiungimento dei 8848 metri ti rendi conto che hai conquistato una parte di te che non sapevi nemmeno quanto fosse forte. Un ringraziamento particolare va ha tutti coloro che mi hanno sostenuto ed accompagnato in questa sfida amici e parenti e sopratutto mia moglie Marusca sempre presente e mio figlio Matteo che nonostante la lontananza non ha mai smesso di motivarmi. Questa non è stata solo una salita portata a termine è una storia di coraggio sacrificio e determinazione. È una di quelle storie che resteranno per sempre”.

Un segmento di 7,7 chilometri di salita, seguito dai rispettivi 7,7 chilometri di discesa. Ogni ripetizione consentiva di accumulare circa 450 metri di dislivello positivo. Moltiplicati per venti, fanno la cifra che racconta meglio di qualsiasi altra parola la dimensione dell’impresa: circa 9.000 metri di dislivello positivo.

In totale, quindi, Di Lorenzi ha percorso circa 308 chilometri complessivi tra salite e discese, affrontando per venti volte lo stesso tracciato e accumulando un dislivello paragonabile a quello necessario per scalare l’Everest dal livello del mare.

Ed è proprio da qui che nasce il nome della sfida: Everesting. La pratica consiste infatti nel scegliere una singola salita e percorrerla tutte le volte necessarie per raggiungere almeno 8.848 metri di dislivello positivo, l’altitudine dell’Everest. Non conta soltanto la distanza percorsa: la vera sfida è continuare a pedalare quando le gambe sono già provate, mantenendo concentrazione, ritmo e determinazione per molte ore.

Nel caso di Di Lorenzi, la salita di Ferentillo si è trasformata così in una vera e propria montagna da affrontare venti volte. Un’impresa sportiva, ma anche un modo originale per raccontare il territorio. La strada che sale da Precetto verso Castellone Alto, normalmente percorsa da ciclisti, motociclisti e automobilisti diretti verso la Valnerina, è diventata per un giorno il teatro di una sfida personale di grande resistenza.

Venti volte la stessa strada. Venti volte lo stesso tornante. Venti volte la scelta di ricominciare.

E alla fine, quei circa 9.000 metri di dislivello positivo raccontano non soltanto una prestazione atletica, ma soprattutto la forza mentale necessaria per portare a termine una sfida nella quale, dopo un certo punto, il vero avversario non è più la salita. È la propria capacità di continuare.

Per Ferentillo, una storia di sport e di territorio che merita di essere raccontata.