Il futuro della Ternana imbocca ufficialmente la strada più tortuosa. L’amministratore unico Fabio Forti ha rassegnato le dimissioni davanti all’assemblea dei soci. La proprietà, facente capo alla Flacla Srl della famiglia Rizzo, ha comunicato l’indisponibilità a iniettare nuovi capitali: una decisione che di fatto spegne le speranze di continuità aziendale.
La società entra ora in liquidazione ordinaria. Con la nomina di un liquidatore, il club punta a gestire i debiti in autonomia, tentando un estremo rinvio del fallimento giudiziario. Si tratta di una mossa per guadagnare tempo prezioso: l’intervento del Tribunale comporterebbe infatti la revoca immediata della matricola e lo svincolo d’ufficio di tutti i calciatori.
Mentre la liquidazione veniva formalizzata, il clima a Palazzo Spada si faceva incandescente. Il sindaco Stefano Bandecchi, dopo aver incontrato alcuni giocatori ed il direttore generale Mangiarano, ha usato toni durissimi contro la proprietà uscente, annunciando una battaglia legale senza esclusione di colpi. “Ho perso due milioni di euro. I miei avvocati faranno di tutto per portare i Rizzo nelle sedi opportune”, ha dichiarato il Sindaco, ipotizzando anche responsabilità che potrebbero colpire i beni personali della proprietà.
Bandecchi ha poi aperto alla possibilità di una rinascita dal basso: se non ci saranno alternative per salvare la categoria, l’obiettivo sarà cercare un titolo sportivo per ripartire dalla Serie D. Per le Fere si apre ora una corsa contro il tempo nel disperato tentativo di evitare che il fallimento diventi definitivo prima di aver trovato una via d’uscita.
