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Le ore che hanno preceduto Ternana-Perugia si sono trasformate in un campo di battaglia istituzionale e societario. Tre comunicati incrociati hanno demolito ogni residua speranza di diplomazia, mettendo a nudo una rottura profonda che vede coinvolti la proprietà della Ternana Calcio, il sindaco Stefano Bandecchi e la governatrice della Regione Umbria, Stefania Proietti. Al centro della contesa, il futuro del club ed il progetto della clinica privata.

Tutto ha inizio con la presa di posizione della famiglia Rizzo. La proprietà ha rotto il silenzio accusando frontalmente Stefano Bandecchi di aver garantito la fattibilità di una clinica da 80 posti letto, condizione essenziale per l’ingresso nel club.

Secondo i Rizzo, si è arrivati a un “paradosso grottesco”: da un lato il Bandecchi Sindaco rassicurava sulla bontà del progetto, dall’altro il Bandecchi imprenditore (tramite Unicusano) si sarebbe tirato indietro dall’acquisto del ramo d’azienda sanitario dopo la sentenza negativa del TAR. Risultato? I rubinetti sono chiusi: la famiglia Rizzo ha annunciato che non immetterà più risorse nella Ternana, lasciando al Sindaco ogni responsabilità sul futuro della società.

La risposta di Stefano Bandecchi non si è fatta attendere, arrivando via social con toni a dir poco incendiari. Il primo cittadino ha liquidato le spiegazioni della proprietà come un “tentativo estremo di suicidio scritto da un pescivendolo”. Una replica che chiude definitivamente ogni porta al dialogo e trasforma la crisi societaria in uno scontro personale dai toni violentissimi. Bandecchi, nel corso della giornata, ha più aggiunto: “Ho visto che qualche idiota ha messo in giro la voce che io mi sto dimettendo perché i Rizzo avrebbero toccato dei tasti dolenti. Sereni, non solo non mi dimetterò, ma mi ricandidero’ ancora come Sindaco. Peccato per questo pareggio schifoso della Ternana che mi fa ancora incazzare”.

A chiudere il cerchio delle ostilità è intervenuta la Regione Umbria. La presidente Stefania Proietti ha risposto duramente alle precedenti dichiarazioni del sindaco Bandecchi sulla gestione burocratica della clinica, definendo le sue parole “gravi, fantasiose e prive di ogni fondamento”.

La governatrice ha annunciato di voler tutelare l’immagine dell’Ente nelle sedi legali, invitando il Sindaco a “soppesare le parole” e a non alimentare narrazioni non veritiere. La Regione rivendica la totale correttezza delle proprie procedure amministrative, nate esclusivamente — a detta della Proietti — per tutelare l’interesse pubblico.

Il quadro che emerge è quello di una paralisi totale. Con la proprietà che dichiara il disimpegno finanziario, il Sindaco in guerra aperta con i soci e la Regione pronta a portare le carte in tribunale, la Ternana Calcio si ritrova prigioniera di un groviglio politico e giudiziario che ne minaccia seriamente la sopravvivenza.

Comunicato del sindaco Bandecchi: in quale veste ha davvero parlato?

Letto il comunicato del sindaco Bandecchi sulla vicenda Ternana-Stadio-Clinica, la domanda ormai è una sola, semplice e inevitabile: con quale veste ha parlato?

Come sindaco della città di Terni o come referente politico-istituzionale di un comitato d’affari?

Perché quando un sindaco, in un atto pubblico, mescola continuamente il proprio ruolo istituzionale con gli interessi di un gruppo imprenditoriale privato, fino ad arrivare a evocare la tutela di Unicusano e del suo fondatore, allora il problema politico e istituzionale esplode in tutta la sua evidenza. E, paradossalmente, finisce per dare ancora più forza e fondatezza all’esposto che abbiamo presentato sull’evidente incompatibilità e sulla gravissima commistione tra funzione pubblica e interessi privati.

Bandecchi dice di parlare da sindaco, ma scrive e ragiona da parte in causa. Non da garante imparziale dell’interesse generale, ma da soggetto direttamente coinvolto in una operazione che da troppo tempo prova a piegare istituzioni, procedure e interesse pubblico a un disegno opaco, confuso e pericoloso per la credibilità della città.

Anche per questo, bene ha fatto la Regione Umbria a fare chiarezza attraverso il ricorso al TAR, e bene farà a continuare fino in fondo su questa strada. Oggi più che mai siamo convinti che, per il bene del territorio, si debba chiudere definitivamente questa stagione di ambiguità, commistioni e pressioni improprie.

La scelta giusta è una sola: cancellare definitivamente i posti della sanità privata accreditabile previsti dalla precedente giunta Tesei e ricondurli dentro una programmazione interamente pubblica, per rafforzare davvero il sistema sanitario territoriale. Quelle risorse devono servire alla USL 2, non ad alimentare operazioni ibride e sbilanciate sugli interessi privati.

Per questo riteniamo che quei posti debbano tornare dentro il fabbisogno pubblico e servire a costruire, nella provincia di Terni, una risposta sanitaria pubblica vera, capace di occuparsi di riabilitazione e piccola chirurgia, così da evitare che troppi cittadini siano ancora costretti a curarsi fuori Terni, fuori Umbria, fuori regione.

È bene che la Regione Umbria vada avanti con determinazione fino in fondo, perché il futuro e lo sviluppo di Terni non passano da operazioni opache o da forzature costruite attorno a interessi particolari.

Lo sviluppo vero di Terni passa invece dal nuovo ospedale da 600 posti letto, sul quale la Regione sta investendo come non era mai stato fatto prima per questa città.

È lì che si misura una idea seria di futuro: nella sanità pubblica, nelle infrastrutture pubbliche, nella programmazione pubblica, nella trasparenza istituzionale. Non nelle scorciatoie, non nelle sovrapposizioni di ruolo, non nei progetti piegati a convenienze private.

Per questo chiediamo che si smetta immediatamente con la propaganda, con i ruoli confusi e con le ambiguità istituzionali.

Terni non ha bisogno di un sindaco che si muove come sponsor politico di interessi privati. Ha bisogno di istituzioni limpide, credibili e al servizio esclusivo della collettività.

Su questa vicenda serve finalmente verità. E serve una scelta netta: fuori gli interessi privati dalla programmazione sanitaria, dentro una sanità pubblica forte, trasparente e pienamente al servizio delle cittadine e dei cittadini.

Emiliano Listanti
Segretario provinciale Sinistra Italiana Terni

 

NOTA STAMPA CAPIGRUPPO MAGGIORANZA REGIONE UMBRIA

In merito alle dichiarazioni di Stefano Bandecchi, sulla vicenda Ternana, dichiarazioni rilasciate nella doppia veste di sindaco e imprenditore direttamente interessato, riteniamo che si stia ancora una volta creando confusione, spostando il confronto su un piano polemico, senza riscontri concreti e lontano dai fatti amministrativi e dalle reali competenze istituzionali.

Dopo aver preso in giro un’intera comunità per anni, oggi che i nodi stanno venendo al pettine e sarebbe necessaria un’assunzione di responsabilità di fronte alla città, assistiamo all’ennesimo tentativo di scaricare colpe sulla Regione, che invece ha svolto il proprio ruolo tutelando la legalità e con essa l’interesse pubblico e quello della città di Terni. Evitando così il rischio concreto di ritrovarsi con uno stadio demolito, un iter bloccato nei tribunali e un Comune esposto a pesanti conseguenze finanziarie legate agli impegni assunti nel progetto stadio-clinica.

Tutto questo è avvenuto nonostante i vari richiami degli ultimi mesi da parte della presidente Stefania Proietti ad incardinare l’iter procedurale nel solco della legalità.
I capigruppo di maggioranza esprimono pieno sostegno e solidarietà alla Presidente Stefania Proietti, in un dibattito che è progressivamente degenerato, alimentando tensioni e distorsioni utili solo a coprire la realtà dopo anni di promesse mancate e scelte che oggi richiedono chiarezza, anche di fronte ad evidenti situazioni di conflitto di interesse.
Preoccupa inoltre il fatto che il sindaco continui a gettare benzina sul fuoco, alimentando una spaccatura sociale che sta facendo degenerare il confronto pubblico. Il ruolo di chi guida una città dovrebbe essere esattamente l’opposto: ricomporre, chiarire, assumersi la responsabilità delle scelte e contribuire a un clima istituzionale serio, non esasperarlo. La Regione Umbria continuerà a operare nel rispetto delle norme e delle proprie prerogative, in particolare su materie come quella sanitaria, che non possono essere oggetto di forzature. Allo stesso tempo stiamo lavorando al rilancio della sanità pubblica e al nuovo ospedale di Terni, partendo da una situazione che non aveva né progettualità né soluzioni pronte. Il lavoro è in corso, con serietà, e siamo convinti che porterà risultati concreti.

Lascia perplessi anche l’assetto delle deleghe su materie strategiche come urbanistica, lavori pubblici e pianificazione, concentrate in modo così ampio su figure direttamente coinvolte nei principali dossier. In operazioni così delicate, la separazione dei ruoli e la terzietà non sono dettagli, ma garanzie necessarie. Chi oggi prova a riscrivere i fatti lo fa per evitare il confronto nel merito delle scelte e delle responsabilità.

I capigruppo di maggioranza ribadiscono il sostegno alla Presidente e alla Giunta, con un impegno chiaro: lavorare con serietà, rispettando le regole, per dare risposte concrete ai cittadini.

 

Capigruppo maggioranza Regione Umbria (PD, M5S, AVS, Umbria Domani)