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Il mondo del calcio saluta Rino Marchesi, spentosi all’età di 88 anni (ne avrebbe compiuti 89 a giugno). Milanese di nascita ma fiorentino d’adozione, Marchesi è stato un signore del rettangolo verde, capace di distinguersi per competenza e discrezione sia come calciatore che, soprattutto, come allenatore di alto profilo.

​Sebbene la sua permanenza a Terni sia durata una sola stagione, quella del 1977-78, il legame tra il tecnico e la piazza rossoverde è rimasto indissolubile. In quella stagione, Marchesi guidò una Ternana operaia, priva di nomi importanti, trasformandola in una macchina da gioco quasi perfetta.

​Il sogno della Serie A svanì per un soffio: la squadra chiuse il campionato a soli due punti dalla promozione. Tuttavia, la qualità del gioco espressa e l’organizzazione tattica impressa dal tecnico lombardo restano tra le pagine più belle della storia del club rossoverde.

Il valore di Marchesi non passò inosservato ai piani alti del calcio italiano. Dopo l’esperienza sulla panchina rossoverde, il tecnico confermò il suo talento in piazze importanti. A Napoli trascinò gli azzurri a un incredibile terzo posto, lottando per lo scudetto fino alle battute finali del campionato. Fu il primo allenatore italiano di Maradona. Alla Juventus ebbe il difficile compito di gestire il delicato “dopo-Platini”, portando avanti con dignità e professionalità la transizione del club bianconero.

Figura schiva e mai sopra le righe, Marchesi ha incarnato un calcio fatto di studio, rispetto e pacatezza. Nonostante il passare dei decenni, a Terni il suo nome evoca ancora l’emozione di una città che, grazie a lui, si riscoprì grande.

Con la sua scomparsa, il calcio italiano perde un professionista esemplare e un uomo d’altri tempi. Alla famiglia le più sentite condoglianze della redazione di Radio Galileo e Tele Galileo.