In merito alle recenti dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi e agli articoli di stampa che parlano di una presunta “emorragia” di personale medico e sanitario dall’Azienda Ospedaliera di Terni, è necessario riportare il dibattito su un piano oggettivo, fondato sui dati e non sulle percezioni.
L’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni sta vivendo una fase di rafforzamento delle proprie risorse umane che non ha precedenti negli ultimi anni. I numeri dimostrano infatti una chiara inversione di tendenza rispetto al passato.
“Le recenti dimissioni di alcuni professionisti, riportate dagli organi di informazione, rappresentano fenomeni fisiologici all’interno di qualsiasi grande azienda sanitaria e si inseriscono nelle normali dinamiche del mercato del lavoro medico nazionale”, dichiara il Direttore Sanitario Dr Domenico Montemurro. “L’Azienda Ospedaliera di Terni con i suoi professionisti sta sviluppando modelli organizzativi innovativi che stanno richiamando professionisti che si erano spostati da Terni a rientrare. I processi riorganizzativi, pianificati e programmati, richiedono del tempo per mostrare i risultati. Questo non deve essere scambiato con il fisiologico turnover del personale. L’Azienda Ospedaliera di Terni si sta ponendo in vari ambiti nei ranking nazionali tra cui ad esempio per le performance di chirurgia robotica”.
L’articolo pubblicato riferisce delle dimissioni di tre dirigenti medici e due infermieri, sottolineando al contempo come il turnover sia una costante nella gestione del personale sanitario. Ridurre la situazione dell’ospedale a questi singoli episodi significa fornire una rappresentazione parziale e non corrispondente alla realtà complessiva dell’Azienda. A fronte di alcune uscite, infatti, il “Santa Maria” continua ad attrarre nuovi professionisti, a consolidare i propri servizi e a incrementare il proprio patrimonio di competenze.
L’Azienda è consapevole delle criticità determinate dalla carenza di specialisti che interessa tutte le regioni italiane, ma ritiene doveroso evidenziare come il quadro reale sia quello di una struttura che cresce, assume e investe sul proprio futuro. Parlare di “fuga di medici” o di “smantellamento” dell’ospedale non trova riscontro nei dati disponibili e rischia di generare inutili preoccupazioni tra i cittadini e gli stessi operatori sanitari.
I numeri parlano chiaro: 92 unità di personale in più in organico nell’ultimo anno, di cui 25 medici, oltre alla copertura nell’ultimo anno e mezzo di 8 strutture complesse che erano vacanti da anni, a documentare la capacità attrattiva senza precedenti dell’Ospedale di Terni, confermata anche dal notevole incremento dei volumi di attività di alta specialità regionale ed extraregionale. Dati che testimoniano una prospettiva di sviluppo, non certo di arretramento.
L’impegno della Direzione aziendale resta quello di proseguire nel rafforzamento degli organici, nel reclutamento di nuove professionalità e nel miglioramento continuo della qualità delle cure, affinché l’Ospedale di Terni continui ad essere un punto di riferimento per la sanità nazionale.
Ecco cosa aveva detto il Sindaco di Terni
“Fuga dei medici dal Santa Maria, a rischio la salute dei cittadini”. Il sindaco Bandecchi: “Terni sta già pagando l’incertezza e la mancanza di prospettive della Regione”
“Come massima autorità locale in fatto di sanità – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi – ho l’obbligo di intervenire su una questione cruciale per i ternani che è stata evidenziata anche dai mezzi di informazione.
Nelle ultime settimane si sta accelerando il fenomeno degli abbandoni del personale sanitario dal nostro ospedale cittadino. Stiamo assistendo a una emorragia di medici, primari e specialisti di altissimo livello che scelgono di lasciare il Santa Maria per altre strutture. Gli abbandoni riguardano anche il personale infermieristico.
Un esodo silenzioso che rischia di compromettere la qualità delle cure per l’intera comunità. Una situazione che non può essere ignorata. Dal nostro ospedale se ne vanno professionisti stimati che rappresentavano punti di riferimento assoluti per i reparti. Con particolare riferimento a Pediatria, Ortopedia, Medicina interna, otorinolaringoiatria, neurologia, anestesia e rianimazione, cardiologia.
Mentre il Pd orvietano esprime soddisfazione per il trasferimento di un noto professionista dall’Azienda Ospedaliera di Terni che andrà a potenziare l’organico e i livelli prestazionali del nosocomio di Orvieto, il Pd ternano tace e ben si guarda dal chiedere la giusta attenzione alla “sua” Regione.
Perdere le eccellenze non indebolisce solo l’azienda ospedaliera, ma a pagare è ogni singolo cittadino di Terni e quelli del territorio.
L’incertezza sul futuro della sanità ternana, la mancanza di risposte adeguate da parte dei livelli regionali, aggravata anche dai ritardi cronici sulle prospettive di rilancio e sulla realizzazione del nuovo ospedale, di certo contribuisce al progressivo indebolimento di un ospedale che ha costituito un riferimento affidabile anche per i pazienti fuori regione.
La situazione richiede una presa di consapevolezza e di non rimanere passivi difronte allo smantellmento, pezzo per pezzo della offerta sanitaria della città. L’obiettivo della realizzazione del nuovo ospedale non è sganciato dal futuro del vecchio, anzi le prospettive per il Santa Maria sono propedeutiche a qualsiasi altro tipo di ragionamento. Vorremmo capire, e lo vorrebbero soprattutto i cittadini e i professionisti della sanità, quali provvedimenti e quali iniziative a livello regionale sono in programma per arginare un fenomeno che rischia di compromettere in maniera pesante il diritto alla salute dei Ternani. Serve un piano immediato per bloccare questa emorragia. Chiediamo atti concreti, certezze sul futuro della struttura e il rispetto che Terni e i ternani meritano”.
