Si è tenuta questa mattina nella sede della Regione Umbria a Terni, in via Saffi, la conferenza stampa di presentazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per la realizzazione del nuovo Ospedale Santa Maria di Terni. Il Docfap è uno studio approfondito svolto per analizzare e mettere a confronto in modo oggettivo tutte le opzioni possibili per la realizzazione del complesso ospedaliero, fornendo una base di dati trasparenti indispensabile per condividere le scelte e definire insieme agli enti il futuro accordo di programma.
All’incontro hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti, i direttori regionali Daniela Donetti e Gianluca Fagotti, e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari. Presenti anche gli assessori Fabio Barcaioli, Thomas de Luca e i consiglieri Luca Simonetti, Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi, Eleonora Pace e Enrico Melasecche.
Il documento presentato oggi, approvato con delibera di Giunta n. 864 del 31 luglio, definisce le caratteristiche che dovrà avere la nuova struttura, confermandone il ruolo di Dea di II livello, ovvero di polo ospedaliero di massimo livello per le emergenze-urgenze ad alta complessità, strettamente integrato con la ricerca scientifica e la didattica universitaria. I parametri presi a riferimento (contenuti nel quadro esigenziale approvato con DGR n. 863 del 29 luglio 2026) prevedono circa 600 posti letto, una superficie complessiva compresa tra 110.000 e 120.000 metri quadrati e una dotazione tra 2.000 e 2.500 posti auto.
Lo studio ha preso in esame otto diverse opzioni divise in tre grandi strade: la ristrutturazione o ricostruzione nel sito attuale di Colle Obito, la realizzazione in nuove aree del tessuto urbano e la localizzazione in altre zone del territorio comunale. La valutazione ha analizzato venti aspetti tra cui i costi, i tempi di realizzazione, i servizi sanitari e l’impatto sul territorio.
Dalla classifica tecnica emersa dal Docfap la soluzione nell’area di Sabbione è risultata al primo posto con il punteggio più alto, pari a 4,07 su 5, seguita da Campitello con 3,89, Colle Obito nuovo ospedale integrato con 3,46, Gabelletta con 3,36, Stazione Rfi con 3,19, Colle Obito nuovo da 120.000 metri quadrati con 3,14, Colle Obito ristrutturazione e ampliamento con 2,63 e Colle Obito ristrutturazione integrale con 2,59.
L’ipotesi di Sabbione ha mostrato il miglior equilibrio generale, poiché unisce costi stimati in circa 550 milioni di euro, tempi complessivi di progettazione, autorizzazione e realizzazione contenuti in massimo 8 anni e ha l’ulteriore vantaggio di evitare i disagi logistici del dover lavorare all’interno di un ospedale già in funzione. In pratica, è stato spiegato in conferenza stampa, il nuovo ospedale a Sabbione potrà essere progettato e realizzato in 8 anni, con la posa della prima pietra e l’apertura del cantiere entro i primi 5 anni.
La presentazione odierna segna una tappa fondamentale del percorso verso il nuovo ospedale di Terni. Nei prossimi 4-6 mesi si svolgerà il dibattito pubblico, sarà definito il quadro finanziario dell’opera e si completeranno gli ultimi adempimenti necessari per avviare la progettazione.
“Il nuovo ospedale di Terni – ha detto in apertura della conferenza stampa la direttrice Salute e welfare Daniela Donetti – rappresenta una scelta strategica per la sanità pubblica umbra: una struttura moderna, digitale e sostenibile, progettata per migliorare la qualità delle cure e rispondere ai bisogni di salute della comunità. Non stiamo immaginando soltanto un nuovo edificio, ma un modello di sanità capace di mettere Terni al centro di un percorso destinato a durare nei prossimi decenni, con una vocazione anche interregionale”.
“Il nuovo ospedale è pensato per rispondere non solo ai bisogni di salute di oggi, ma anche alle trasformazioni demografiche, epidemiologiche e tecnologiche dei prossimi decenni – ha spiegato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari –. Il progetto si fonda su quattro valori guida – uguaglianza e umanizzazione delle cure, sicurezza e qualità, sostenibilità ambientale, innovazione e ricerca – e su un modello organizzativo con tre flussi separati, dedicati all’emergenza-urgenza, ai ricoveri programmati e all’attività ambulatoriale, articolato in nove poli funzionali specializzati e integrati. Sarà un ospedale che nasce digitale, con processi e tecnologie progettati fin dall’origine e non adattati successivamente”, ha concluso Casciari.
Illustrando il Docfap, il direttore regionale al Governo del territorio e Riqualificazione urbana, Gianluca Fagotti, ha spiegato che “rappresenta il punto di arrivo di un percorso istruttorio articolato, che ha preso in esame otto diverse ipotesi, valutandole attraverso un’analisi comparativa basata su costi, tempi, rischi, accessibilità, impatti e profili sanitario-funzionali e territoriali”. Tra le soluzioni analizzate, ha aggiunto Fagotti, “emerge una chiara preferenza per la nuova costruzione rispetto agli interventi di riqualificazione del polo esistente, in quanto offre maggiori margini di sviluppo, funzionalità e sostenibilità nel lungo periodo”.
“Il nostro obiettivo – ha evidenziato l’assessore Francesco De Rebotti – è realizzare un ospedale con un bacino di riferimento che va oltre il territorio ternano e regionale, capace di recuperare quella capacità attrattiva che il sistema sanitario umbro aveva negli anni passati, riducendo la mobilità passiva e rafforzando l’offerta sanitaria dell’Umbria. Con questo atto – ha aggiunto – si compie un passaggio decisivo: dopo anni di dibattito, oggi viene individuato un percorso chiaro irreversibile. Parliamo dell’opera strategica più importante per l’Umbria dei prossimi anni. È un investimento che rappresenta anche un’inversione di tendenza per il sistema ospedaliero dell’Umbria meridionale e che rafforza l’intera rete sanitaria regionale. Per questo sarà fondamentale il contributo e la responsabilità di tutte le istituzioni affinché il percorso possa proseguire con il necessario sostegno anche sul piano finanziario”.
“Quella di oggi è una pietra miliare per il nuovo ospedale di Terni – ha dichiarato in conclusione della conferenza stampa la presidente Proietti -. Questa amministrazione parla con gli atti e il percorso che ci ha portato fin qui si fonda su tre provvedimenti concreti, l’approvazione del nuovo Piano esigenziale, la delibera di Giunta che recepisce il Documento di fattibilità delle alternative progettuali e l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione. Si tratta di un passaggio decisivo per realizzare quella che è l’opera più strategica del Piano sociosanitario dell’Umbria. Entro 4-6 mesi – ha aggiunto la presidente – concluderemo il dibattito pubblico e definiremo – con il supporto di Cassa depositi e prestiti in termini di advisoring – il quadro finanziario dell’intervento, così da avviare la progettazione. Oggi come Regione siamo qui per ribadire la nostra fiducia nel futuro di Terni, da cui passerà il futuro della sanità pubblica dell’Umbria”.

Patto Avanti Umbria: “Svolta storica per la sanità pubblica Terni: la Regione mantiene l’impegno sul nuovo ospedale. Noi lavoriamo per accelerare l’opera, Bandecchi tifa contro Terni”
Oggi l’Umbria segna un punto di svolta decisivo per la sanità pubblica a Terni. Con la presentazione ufficiale del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (Docfap) sul nuovo ospedale, la Giunta regionale guidata dalla Presidente Stefania Proietti conferma che la Regione crede concretamente in questa opera, rispettando la parola data ai cittadini e la scadenza del 31 luglio per la presentazione dello studio che definisce il percorso del nuovo polo ospedaliero di Terni.
L’area di Sabbione è stata individuata come la soluzione tecnica d’eccellenza, quella con un esito più elevato grazie alla sua posizione strategica e alla facilità di collegamenti. Parliamo di un investimento monumentale da 550 milioni di euro per un progetto che rappresenta una pietra miliare per il territorio. Una struttura interamente pubblica, moderna e funzionale, con 600 posti letto, i cui lavori avranno una durata stimata di otto anni. La scelta tecnica è ricaduta sull’area che ha ottenuto l’esito tecnico più elevato (con un indice di 4,07) grazie alla sua pianura, all’assenza di vincoli e alla posizione strategica servita dalla futura variante Sud-Ovest. Tutte le ipotesi possibili, compresa Colle Obito, sono state valutate con relative potenzialità e criticità. Questo è il frutto di un lavoro serio, trasparente e basato su evidenze scientifiche, che mette al centro il diritto alla salute dei ternani e degli umbri e che a tale scopo prevede anche una fase di partecipazione pubblica sulle tre aree con punteggio maggiore. La Regione crede in quest’opera e l’ha dimostrato accelerando su progettazione e autorizzazioni per giungere alla posa della prima pietra entro cinque anni.
Mentre noi lavoriamo per dotare Terni di una struttura sanitaria moderna e interamente pubblica, il sindaco Stefano Bandecchi continua a tifare contro la città. È imbarazzante assistere al suo tentativo di ostacolare la Regione, arrivando a profetizzare che l’ospedale non vedrà mai la luce. I fatti smentiscono i suoi proclami e la memoria non ci manca. Resta emblematico il blitz in Regione, quando Bandecchi si era solennemente impegnato a presentare un proprio Docfap per l’area di Colle Obito entro il termine tassativo di 30 giorni. Sono passati mesi e di quel documento non c’è traccia. Le sue sono state, ancora una volta, vane parole spese per illudere i cittadini, mentre la Regione oggi consegna atti concreti e progetti pronti a partire. Il Patto Avanti Umbria sostiene questo percorso di trasparenza e legalità. Chi vive di slogan e promesse mancate, vuole solo bloccare lo sviluppo sanitario di Terni. La Regione lavora e rispetta le scadenze, Bandecchi continui pure a tifare contro, noi continueremo a costruire il futuro pubblico della nostra sanità.
Bandecchi: “Eccola la supercazzola della Regione sul nuovo ospedale, purtroppo si sono concretizzate le peggiori aspettative”
“Le peggiori aspettative per il nuovo ospedale di Terni – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi – oggi si sono concretizzate. E dico purtroppo perché a Terni il nuovo Santa Maria serve come il pane.
La presidente Proietti ha dato luogo a una supercazzola senza precedenti, un mega pasticcio nel quale non si comprendono modalità e tempi. Anzi, sui tempi abbiamo capito che ci vorrà un prossimo mandato della Proietti per vedere la posa della prima pietra. Dopo aver perso quasi due anni in chiacchiere, la presidente oggi ci fa sapere che ce ne vorranno altri cinque per aprire il cantiere, cioè nel 2031. Nella migliore delle ipotesi, perché se continuiamo con questo passo non arriveremo mai a nulla. La presidente Proietti fa addirittura un passo indietro rispetto a quanto finora deliberato dalla presidente Tesei che aveva definito il Docfap ed era arrivata al documento di indirizzo della progettazione.
La giunta Proietti in tre giorni ha approvato atti amministrativi tra di loro contraddittori, che non possono generare una progettualità seria e idonea a realizzare il nuovo ospedale. L’attuale giunta regionale sta camuffando la propria inerzia con un atto che ritorna indietro di anni.
Oggi il quadro economico è ancora più nebuloso, perché si chiama in causa la Cassa depositi e prestiti a fare da advisor senza avere nulla in mano sulle risorse finanziarie. Si parla di Inail ma nei piani di investimenti di Inail non c’è traccia del nuovo Santa Maria.
Una delle pochissime cose che si capiscono è che la Proietti vuole fare l’ospedale a Sabbione, ai confini con Narni, proprio per indorare la pillola del fatto che l’ospedale di Narni e Amelia non si farà più, perché l’ubicazione è folle, perché le infrastrutture stradali a supporto sono da matti, perché non si può pensare di iniziare l’ospedale di Narni e Amelia prima di quello di Terni.
Per essere seria e credibile sulla questione delle coperture finanziarie la presidente ci deve portare gli atti deliberativi che attestano le coperture finanziarie a cui fa riferimento. E cioè: gli atti deliberativi di Inail riferiti ai 280 milioni; l’accordo di programma riferito ai 70 milioni ex articolo 20,nonché alle delibere di cassa depositi e prestiti riferito al mutuo fondo di rotazione per la copertura delle spese di progettazione (30,40 milioni).
Senza queste pezze di appoggio amministrative la presidente Proietti è l’unica responsabile della supercazzola che la Regione vuole propinare a Terni”.
Nuovo ospedale Terni, minoranza Regione: “solo propaganda della Proietti e nessuna risposta”
“La presidente Proietti afferma di aver individuato nell’area di Sabbione quella più indicata per la realizzazione del nuovo nosocomio. Tuttavia annuncia un confronto pubblico che durerà fino alla fine dell’anno (dai 4 ai 6 mesi) dove si discuterà non della scelta di Sabbione, ma di tutte le ipotesi di aree idonee individuate nel docfap, come affermato dalla stessa presidente in risposta alla domanda di un giornalista. Insomma si fa un passo avanti, per farne due indietro all’unico scopo di prendere tempo.
Dopo due anni di governo regionale la presidente ha davvero deciso dove vuole costruire il nuovo ospedale oppure siamo ancora nella fase delle discussioni preliminari? Se dopo tutto questo tempo non è stata ancora individuata in maniera definitiva l’area dove realizzare l’opera, è difficile immaginare tempi rapidi per la sua costruzione. La stessa presidente ha ricordato che dalla posa della prima pietra serviranno circa otto anni. Significa che ogni ulteriore ritardo nella fase decisionale si tradurrà inevitabilmente in un ulteriore allungamento dei tempi e che i cittadini ternani non avranno mai una struttura ospedaliera moderna ed efficiente.
Ancora più grave è il silenzio totale sulle risorse necessarie. La presidente Proietti non ha spiegato il quadro economico dell’intervento, non ha indicato un piano finanziario concreto e si è limitata a parlare della richiesta di ulteriori fondi statali attraverso l’art. 20. Ma un’opera strategica di questa portata non può vivere di annunci e richieste generiche, servono certezze d numeri che non sono stati minimamente forniti.
Quella di oggi è stata una conferenza stampa fotocopia rispetto a quella già andata in scena nel mese di dicembre 2025, quando è stato illustrato lo studio Binini, con tante parole e nessun passo avanti. Un vero e proprio teatrino della propaganda, utile soltanto a tentare di nascondere l’assenza di risultati concreti da parte della Giunta regionale.
Ancora una volta emerge una presidente più interessata all’apparenza che alla realizzazione delle opere. Terni non ha bisogno di passerelle o annunci, ma di decisioni, tempi certi e investimenti. È ora di abbandonare le chiacchiere e iniziare a fare cose concrete”.
Nuovo ospedale di Terni, Luca Simonetti (M5S): “Il più grande investimento pubblico della legislatura meriterebbe un confronto sui fatti, non polemiche senza dati”
Stiamo alzando l’asticella perché vogliamo che il nuovo ospedale di Terni diventi uno dei poli sanitari più moderni e attrattivi del Centro Italia. Solo puntando all’eccellenza potremo restituire prospettive a una comunità che per troppo tempo è stata abituata ad accontentarsi dei rattoppi e delle briciole.
Quando siamo arrivati in Regione non abbiamo trovato alcun progetto. Oggi, invece, esiste un Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, un percorso amministrativo definito, un cronoprogramma e risorse già individuate per avviare la progettazione. Non siamo più nella stagione degli annunci: da oggi esiste un percorso istituzionale scandito da passaggi obbligati e tempi realistici che porterà alla scelta definitiva del sito, alla progettazione e alla realizzazione del nuovo ospedale. È un percorso ormai tracciato, sul quale non si può più tornare indietro.
La Regione ha già individuato circa 50 milioni di euro per la progettazione e le attività preliminari. L’investimento complessivo, a seconda dell’alternativa che sarà scelta al termine della fase di dibattito con partecipazione aperta, supera i 500 milioni di euro. Si tratta del più importante investimento pubblico programmato dalla Regione Umbria in questa legislatura per il territorio ternano.
Il documento non individua ancora il sito definitivo. Attraverso una valutazione tecnica costruita su tre macrocriteri e venti subcriteri seleziona le tre alternative migliori – Sabbione, Campitello e Colle Obito – che saranno ora sottoposte al confronto pubblico previsto dalla legge prima della decisione finale.
In queste ore, però, alcune forze politiche stanno alimentando polemiche che non trovano riscontro nei dati. Il lavoro svolto non si limita a confrontare tre aree, ma valuta ogni alternativa sotto tutti i principali aspetti: organizzazione sanitaria, costi di realizzazione e di gestione, tempi, accessibilità, mobilità, viabilità, aspetti urbanistici, geologici, idrogeologici, sismici, ambientali e possibilità di sviluppo futuro. La graduatoria nasce da questo lavoro tecnico, non da valutazioni arbitrarie.
Uno degli elementi più importanti riguarda il bacino di utenza. Il DOCFAP confronta le diverse localizzazioni anche attraverso lo studio delle isocrone di percorrenza, dimostrando come anche uno spostamento di pochi chilometri possa modificare in maniera significativa il bacino di utenza e l’accessibilità del nuovo ospedale. Nelle ipotesi meglio classificate il bacino arriva quasi a raddoppiare, rafforzando il ruolo del nuovo ospedale come punto di riferimento per la sanità dell’Italia centrale e rendendolo molto più attrattivo anche per medici, ricercatori e professionisti sanitari che oggi troppo spesso scelgono altre realtà.
Anche sul piano ambientale è bene attenersi ai fatti. L’attuale ospedale di Colle Obito è già collocato a ridosso del polo siderurgico di Terni e dell’area industriale di Maratta. Tra le valutazioni effettuate rientrano anche quelle sulla qualità ambientale delle diverse localizzazioni e, nel caso di Sabbione, l’area individuata risulta esterna alla zona di ricaduta delle emissioni dell’inceneritore. Sono proprio queste analisi tecniche, insieme a quelle idrogeologiche, sismiche e urbanistiche, ad aver contribuito alla graduatoria finale.
Vale infine la pena ricordare che il sindaco di Terni aveva annunciato la presentazione di una propria proposta progettuale entro febbraio dello scorso anno, sostenendo che il nuovo ospedale sarebbe stato realizzabile con 150 milioni di euro. Quella proposta non è mai arrivata. Oggi, invece, esiste un percorso concreto, una procedura definita dalla legge, risorse già stanziate per la progettazione e un investimento complessivo superiore ai 500 milioni di euro.
Le opinioni sono sempre legittime. Ma quando la Regione mette in campo il più importante investimento della legislatura per Terni, il confronto politico dovrebbe partire dai fatti, dai numeri e dalle analisi tecniche, non da ricostruzioni prive di fondamento. Dopo anni di immobilismo, il nuovo ospedale ha finalmente un percorso concreto, strutturato e definito che accompagnerà il territorio fino alla realizzazione di un’infrastruttura all’altezza delle sfide dei prossimi decenni.
Luca Simonetti – capogruppo M5S in consiglio regionale
Comitato per la difesa dell’Azienda Ospedaliera di Terni: “forte preoccupazione per il tono emerso”
Il Comitato esprime forte preoccupazione per il tono emerso, secondo quanto riportato, nella conferenza stampa tenuta questa mattina dai vertici della sanità regionale: più che favorire un confronto leale e utile alla comunità, alcuni interventi sono apparsi concentrati sulla puntigliosa rivendicazione delle competenze amministrative, con tanto di richiamo alla Carta costituzionale.
Ciò che continua a mancare è uno spirito autentico di collaborazione istituzionale, condizione preliminare per affrontare questioni che riguardano il bene della comunità e non il perimetro, più o meno elastico, delle singole attribuzioni.
La sensazione è quella di assistere a una gara a chi pianta per primo la propria bandierina: esercizio forse utile nei tornei di protagonismo, ma poco adatto a rispondere ai bisogni reali dei cittadini.
Da questo atteggiamento nasce anche la crescente sfiducia verso le istituzioni, che emerge con evidenza nei commenti e nei giudizi sempre più frequenti sui social.
Di questo deterioramento del rapporto tra cittadini e istituzioni faremmo tutti volentieri a meno.
Sulle questioni di merito, che restano immutate, il Comitato ribadisce la propria disponibilità a un confronto serio, trasparente e finalmente operativo: un confronto richiesto da tempo e finora mai ottenuto.
In conclusione, ciò che è mancato di più alla presentazione, a nostro giudizio, è la cornice programmatica in cui dovrebbe inserirsi questo intervento (PSR) insieme alla rete delle relazioni funzionali di cui farà parte; il sito prescelto è di fatto vicinissimo al programmato nuovo ospedale di Narni-Amelia. Non è stato neanche posto il problema della sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento, che rappresenta la premessa per qualsivoglia idea di fattibilità.
Lega Terni: “nuovo ospedale in una delle zone più inquinate della città? diteci che è uno scherzo”
“Una decisione che soltanto chi conosce poco la storia, la geografia e le sensibilità di Terni poteva pensare di assumere. L’area si trova nelle immediate vicinanze del Tubificio delle Acciaierie, di svariati insediamenti produttivi, del centro di finitura Ast, del centro di raccolta dei rifiuti speciali, di varie fabbriche e dell’impianto inceneritore. La presenza concomitante del mangimificio genera, inoltre, emissioni a forte impatto olfattivo, incompatibili con la presenza di un polo ospedaliero.
Questa scelta rappresenta una vera e propria presa in giro per i cittadini ternani e l’intera città. Dopo mesi di studi si individua l’area meno idonea possibile del territorio, senza contare che la Proietti non ha ancora definito le tempistiche e con quali risorse intende realizzare la struttura. La volontà di avviare oltre sei mesi di confronto pubblico, inoltre, rappresenta un evidente tentativo di perdere tempo per continuare a gettare fumo negli occhi dei ternani”.
Futuro Nazionale, Daniela Cirillo su nuovo ospedale di Terni a Sabbione
Il luogo scelto dalla santona (governatore umbro) e i suoi accoliti è Sabbione, dove ci sono i fumi dell’inceneritore, la puzza della fabbrica di mangimi, su terreno alluvionale che non permette di scavare oltre pochi metri prima di trovare l’acqua. Naturalmente il nuovo ospedale sarà a circa 5 km in linea d’aria con l’altro da costruire, quello di Narni.
