Asili nido comunali, PD-M5S-AVS Terni “ No alle esternalizzazioni”. ACTL replica
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La vicenda degli asili nido comunali di Terni non può più essere trattata come una semplice questione tecnica o come l’ennesima emergenza amministrativa da scaricare all’esterno.
Da oltre un mese la città attende la delibera con cui Sindaco e Giunta dovrebbero definire il futuro dei nidi di Via Cadore e Peter Pan. Nel frattempo, in Commissione consiliare, abbiamo ascoltato dichiarazioni inaccettabili del Sindaco sulle educatrici e sui bambini stranieri, insieme a motivazioni legate a presunti problemi tecnici per giustificare il ritardo dell’atto. Ma il dato politico resta immutato: la volontà dell’amministrazione è procedere verso l’esternalizzazione della gestione dei due nidi.
Nella conferenza stampa di ieri, il Presidente della Cooperativa Sociale ACTL ha presentato al Comune una proposta di coprogettazione per la gestione di Peter Pan e Via Cadore. È lo stesso soggetto che nelle settimane scorse aveva preso pubblicamente le distanze dall’ipotesi di assegnazione diretta. Con questa proposta si aprono oggi le condizioni per quell’assegnazione.
Da questi fatti emerge un quadro chiaro: la direzione è verso l’esternalizzazione e il soggetto gestore è già individuato.
È inaccettabile che strutture ristrutturate o riqualificate con risorse pubbliche, comprese quelle del PNRR e del Piano Periferie, vengano poi sottratte alla gestione diretta comunale a causa di una mancata programmazione del personale. Mentre la Regione Umbria ha messo a disposizione 6 milioni di euro per 500 nuovi posti negli asili comunali, Terni sceglie di non rafforzare la gestione pubblica dei propri nidi e di procedere verso l’esternalizzazione.
La carenza di educatrici non è un destino inevitabile: è il risultato di scelte precise. I piani assunzionali di questi tre anni non hanno previsto il personale educativo necessario a sostituire chi va in pensione, garantire il pieno funzionamento delle strutture esistenti e ampliare l’offerta con la riapertura di Peter Pan e l’attivazione del nuovo nido aziendale.
I numeri dimostrano la gravità della situazione. A fronte di 173 richieste per l’accesso ai nidi comunali, i posti disponibili sono 78. Terni ha una copertura dei servizi educativi 0-2 anni ferma al 16%, mentre Perugia arriva al 52%. In una città in cui ogni anno i nati sono circa un terzo dei decessi, questi dati non possono essere derubricati a problema gestionale: sono il cuore della crisi demografica e sociale che Terni sta vivendo.
Gli asili nido non sono parcheggi per bambini e non sono una voce di bilancio da comprimere. Sono parte integrante del sistema educativo 0-6, spazi di crescita, relazione, autonomia e fiducia. Sono uno strumento decisivo per la conciliazione tra vita e lavoro, per il sostegno alla genitorialità, per la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per contrastare le disuguaglianze tra famiglie.
Le scelte di questa amministrazione non danno oggi garanzie su disponibilità dei posti, continuità educativa, qualità del servizio e unitarietà del progetto 0-6 nei nidi comunali.
Non si può creare un’emergenza con tre anni di mancata programmazione e poi usare quella stessa emergenza per giustificare l’esternalizzazione.
Chiediamo quindi che il Comune non proceda con l’esternalizzazione dei nidi Peter Pan e Via Cadore, che venga rivisto fin da questo esercizio finanziario il piano assunzionale dell’Ente, inserendo un numero adeguato di educatrici per i bisogni delle strutture attuali e future, e che venga presentato un vero piano pubblico 0-6 per Terni.
Serve una scelta di responsabilità verso i bambini, le famiglie e il futuro della città.
Terni non ha bisogno di scaricare sui privati la gestione dell’infanzia. Ha bisogno di un’amministrazione capace di programmare, assumere, investire e garantire servizi educativi pubblici di qualità.
PD -M5S – AVS Terni
Questa la replica di Sandro Corsi, Presidente di Coopsociale ACTL
Leggo il comunicato di Partito Democratico, M5s e Avs di Terni che, con una particolare disinvoltura sembrano ignorare distinzioni giuridiche e istituzionali che chi siede in Consiglio Comunale dovrebbe conoscere. Qualche chiarimento, a questo punto, è non solo opportuno ma doveroso.
La proposta che ACTL ha presentato martedì al Comune di Terni non è un’operazione di “esternalizzazione”. È una proposta di coprogettazione. La distinzione non è lessicale, non è tecnicismo burocratico: è una distinzione sostanziale, politica e di valore, che mi sarei aspettato venisse colta proprio dai gruppi consiliari che ora la ignorano.
Mi permetto di ricordare che la Legge Regionale 6 marzo 2023, n. 2 – Disposizioni in materia di amministrazione condivisa – approvata dall’Assemblea legislativa dell’Umbria con voto unanime – riconosce e disciplina la coprogettazione come strumento fondamentale di collaborazione tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore: non rinuncia alla responsabilità pubblica, ma suo esercizio in forma condivisa e partecipata. È, per dirla con il linguaggio che il centrosinistra ha storicamente usato con orgoglio, sussidiarietà orizzontale.
La Legge Regionale 29 febbraio 2024, n. 2 – Qualità del lavoro e dei servizi alla persona – anch’essa approvata all’unanimità – stabilisce inoltre che le procedure ordinarie di affidamento costituiscono una soluzione residuale, da attivare solo quando non sia possibile ricorrere all’amministrazione condivisa.
Non è quindi ACTL a operare ai margini del sistema: è ACTL che propone esattamente ciò che il legislatore regionale indica come strada maestra.
A conferma di ciò, proprio ieri, in un comunicato della Giunta Regionale dell’assessore Barcaioli, illustrando le Linee guida applicative della legge n. 2/2024, si valorizzava il rafforzamento degli strumenti di amministrazione condivisa e della coprogettazione, “che la legge regionale individua come modalità da privilegiare nell’organizzazione dei servizi alla persona”.
Vi è infine un elemento che il comunicato omette del tutto, e che pure è decisivo.
ACTL ha presentato un’istanza di avvio di coprogettazione: non una candidatura a gestore designato.
La normativa prevede che, qualora l’amministrazione valuti positivamente l’istanza, debba pubblicare un avviso pubblico ad evidenza pubblica, aperto a tutti gli enti del Terzo settore interessati, avendone i requisiti.
Dire che “il soggetto gestore è già individuato” è falso e rispetto a ciò darò incarico ai nostri legali di verificare eventuale nocumento alla reputazione di CoopSociale ACTL, ricordando che la Cooperativa ha ottenuto il riconoscimento delle tre stelle del Rating di Legalità attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Naturalmente non vogliamo entrare in nessuna disputa politica su esternalizzazioni o meno. Rispettiamo tutti: sindaco, maggioranza e opposizione, ma non permettiamo ad alcuno di mettere in dubbio la nostra onestà intellettuale, morale e d’impresa.
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