Consiglieri regionali di centrodestra in presidio davanti alla sede della Usl Umbria 2 di Terni per contestare la linea della giunta regionale guidata da Stefania Proietti, titolare anche della delega alla sanità, e lanciare l’allarme sull’ipotesi-accorpamento delle due aziende sanitarie, con creazione della sede unica a Foligno.
“Abbiamo presentato una mozione in Assemblea – ha detto Enrico Melasecche (Lega) – per far dire finalmente alla presidente che non intende chiudere la Usl 2, tema su cui non ha mai preso una posizione. La prima volta ci è stato impedito di discuterla e non è stata messa all’ordine del giorno. La seconda, il centrosinistra in blocco ha ‘tagliato la corda’. Questa giunta sta portando avanti una politica contro Terni e noi non lo permetteremo. L’ultimo esempio, il Salone Internazionale del Libro di Torino dove il vice presidente Bori ha portato quindici progetti culturali, nessuno relativo a Terni. Non si può continuare così e la stessa cittadinanza deve farsi sentire”.
Per Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), “le voci di fusione delle due Usl iniziano a diventare certezze”. “A preoccuparci – prosegue – non è solo la linea della presidente Proietti, ma anche quella dei consiglieri regionali di centrosinistra di Terni. Come centrodestra e civici, siamo uniti per dire ‘no’ a una fusione che si tenta di perpetrare da anni e che noi cercheremo in ogni modo di impedire. Questo territorio è sempre più ignorato dal centrosinistra, basti pensare al tema del nuovo ospedale di Terni che è arenato da mesi e alle assunzioni di nuovo personale in sanità su cui siamo molto indietro: chi lavorerà, ci chiediamo, nelle ‘case di comunità’ realizzate grazie alla giunta Tesei?”.
“Il Movimento 5 Stelle – ha spiegato Laura Pernazza (Forza Italia) – ci ha accusati di fare becero campanilismo. Ma quando l’assessore De Luca era all’opposizione, parlava di ‘saccheggio dell’Umbria meridionale’ e oggi che governa resta in silenzio. Nel programma della Proietti non c’era la fusione delle due aziende sanitarie, che sarebbe una perdita di peso e servizi a danno di tutti. Con la nostra battaglia vogliamo sventare questa azione che è in continuità con il ricorso della Regione contro il progetto stadio-clinica a Terni e l’assenza di azioni reali per il nuovo ospedale di Terni. Spiace che i consiglieri di maggioranza ternani non facciano la nostra stessa battaglia”.
Presente al presidio anche Michele Rossi di Umbria Civica, in rappresentanza del consigliere regionale e coordinatore Umbria, Nilo Arcudi. “Questa – ha detto – è l’ennesima battaglia di dignità per un territorio che non può subire un altro saccheggio. Diciamo ‘no’ coinvolgendo l’intera città, oltre le istituzioni”. (ANSA).
Nota di Luca Simonetti (M5S): “Garantire il diritto alla cura significa affrontare i problemi, non nasconderli”
“È legittimo che il centrodestra manifesti sotto la sede della Usl, nel pieno rispetto del ruolo delle opposizioni. Ma vedere oggi chi protesta fuori dai palazzi contro i problemi della sanità umbra fa inevitabilmente riflettere, perché fino a diciotto mesi fa quelle stesse persone erano dentro quei palazzi a prendere decisioni. E sinceramente avremmo voluto vedere la stessa determinazione mentre crescevano le liste d’attesa, aumentava la mobilità passiva, si aggravava il disavanzo strutturale della sanità regionale e i cittadini incontravano sempre più difficoltà nell’accesso alle cure. Senza la capacità di realizzare un piano socio-sanitario che manca da 15 anni”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti.
“A tutto questo – prosegue Simonetti – si aggiunge un altro dato evidente: dopo cinque anni di governo non esisteva ancora un progetto concreto per il nuovo ospedale di Terni. Anche su questo si è preferito rinviare, senza assumere decisioni definitive. La verità è che per troppo tempo molti problemi sono rimasti chiusi nei cassetti, rinviati o affrontati senza il coraggio delle scelte necessarie. Noi invece abbiamo il dovere di affrontarli. Lo faremo con responsabilità, trasparenza e con un obiettivo chiaro: garantire il diritto alla cura e difendere la sanità pubblica umbra”.
“Non abbiamo intenzione – conclude Simonetti – di sottrarci alle decisioni difficili. Dopo la fase di preadozione, ogni scelta sarà condivisa attraverso un confronto reale con territori, amministratori, operatori sanitari e cittadini, perché crediamo che il governo della sanità debba basarsi sull’ascolto e sulla partecipazione, non sulla propaganda. Comprendiamo le preoccupazioni e il clima di tensione che si sta creando, ma proprio per questo serve serietà istituzionale. La sanità pubblica non può diventare terreno di scontro permanente: è un bene fondamentale che richiede responsabilità, visione e capacità di assumersi fino in fondo il peso delle decisioni”.
