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Alle ore 17 sono terminate le operazioni di scrutino nei 129 seggi del comune di Terni.

Il no ha ottenuto il 52,67% (26 mila 252 voti), il si 47,33% (23 mila 586 voti).

Le schede bianche sono state 80, le nulle 180, schede contestate 1.

 

Referendum Giustizia il voto definitivo in Umbria. Ha vinto il No 

Vittoria di poco più di tre punti percentuali in Umbria per il no al referendum sulla riforma della giustizia in base ai dati di tutte le 997 sezioni. I contrari sono stati infatti il 51,68 e i favorevoli il 48,32. Netto il risultato definitivo di Perugia, con il no al 55,31 per cento e il si al 44,69. A Terni invece i contrari sono stati il 52,67 per cento e i favorevoli il 47,33.

 

Referendum: Bandecchi, il verdetto dei cittadini va rispettato “Ora maggioranza e opposizioni si confrontino su una nuova riforma” (ANSA )- “Il risultato del referendum è chiaro: ha vinto il No. Ed è un risultato che va rispettato senza ambiguità, perché quando i cittadini votano, la loro scelta è sempre sovrana. Resto convinto che, quella proposta, fosse una riforma giusta e necessaria, una riforma che puntava a rendere la Giustizia più equilibrata, più trasparente, più credibile. Ma in democrazia non basta essere convinti di avere ragione: serve il consenso dei cittadini, e oggi quel consenso non c’è stato”.

Lo afferma in una nota il leader di Dimensione, Stefano Bandecchi. “Non ha neanche importanza il tipo di campagna, il clima in cui si è svolta, le gravi sbavature da entrambe le parti, le informazioni distorte: il verdetto si accetta. Questo voto ci consegna comunque un dato importante, una inversione di tendenza dopo anni di fuga dal voto: quando vengono coinvolti davvero, gli italiani partecipano e decidono. Ed è un segnale positivo per tutto il sistema democratico. Ora – aggiunge il sindaco di Terni – però è il momento della responsabilità. Il 46% circa degli italiani ha votato convintamente Sì, tra chi ha vinto in tanti hanno votato no perché non hanno condiviso il metodo o per posizionamento politico. Ma non si può far finta di niente né tornare allo status quo come se nulla fosse. I problemi della Giustizia restano tutti sul tavolo e chiedono risposte serie, concrete, condivise”.

Per Bandecchi “è indispensabile quindi avviare una nuova fase di confronto, senza pregiudizi e senza slogan, che coinvolga maggioranza e opposizioni. Si lavori a una riforma migliore, capace di tenere insieme efficienza, garanzie e indipendenza e che possa essere la riforma di tutti. Perché se è vero che oggi ha vinto il No, è altrettanto vero che il bisogno di cambiare la Giustizia non è stato cancellato”. (ANSA).

 

Referendum Giustizia – Pavanelli, De Luca, Simonetti e Fantauzzi (M5S): “L’Umbria protagonista della vittoria del NO a difesa della Costituzione. Sconfitto chi voleva trasformarlo in un voto contro la Giunta Proietti”

L’esito del referendum sulla giustizia conferma che i cittadini hanno pienamente colto l’importanza della posta in gioco: la tenuta dell’ordinamento democratico della nostra Repubblica basato sulla nostra Carta Costituzionale. È stato clamorosamente sconfitto chi ha tentato di utilizzare questo Referendum politicizzandolo contro l’attuale Governo regionale. Il grande lavoro di informazione e sensibilizzazione svolto capillarmente sul territorio ha portato gli elettori alle urne, questo è senza dubbio l’elemento più importante. Aver informato ha permesso alla cittadinanza di comprendere la reale portata dell’appuntamento referendario e le conseguenze di un eventuale vittoria del SI. I dati sull’affluenza dicono che l’Umbria si attesta come la terza regione in Italia per partecipazione al voto. Questo risultato dimostra che, quando sollecitati su temi fondamentali, i cittadini rispondono con una partecipazione attiva e consapevole. Il Movimento 5 Stelle rivendica con orgoglio il proprio ruolo in questa campagna, avviata già a gennaio attraverso un’intensa attività sul territorio e interrogazioni parlamentari. Ci siamo esposti anche quando i sondaggi per il NO erano fermi al 30%, abbiamo puntato sulla trasparenza, sulla necessità di un voto consapevole, libero e maturo. Vogliamo ringraziare gli elettori umbri, i portavoce, gli attivisti, i comitati e i volontari che hanno reso possibile questo risultato. L’informazione ha funzionato e l’Umbria ha dimostrato, ancora una volta, di essere una regione dove il senso civico e l’attenzione ai diritti costituzionali hanno radici profonde e condivise. La vittoria del NO ribadisce un principio cardine della nostra democrazia: tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge.

on. Emma Pavanelli deputata M5S
Thomas De Luca assessore Regione Umbria
Luca Simonetti consigliere regionale M5S
David Fantauzzi coordinatore regionale M5S Umbria

 

REFERENDUM GIUSTIZIA, PD AMELIA: “CON LA VITTORIA DEL NO VINCE LA NOSTRA COSTITUZIONE”

La vittoria del No al referendum sulla giustizia è un risultato bello e importante, soprattutto sul piano politico e civile. E lo è ancora di più alla luce di un dato di affluenza straordinario: in un referendum confermativo, in cui non era previsto alcun quorum, la partecipazione è stata altissima, segno di un Paese che ha sentito il peso di questa scelta e ha voluto esserci. Pur trattandosi di un voto referendario, il suo significato va ben oltre il quesito: questo voto ha rimesso al centro la Costituzione e il suo valore di casa comune di tutte e tutti.

Per il Partito Democratico di Amelia è una notizia che parla al Paese, ma che consegna un messaggio anche alla nostra città. Il dato locale, che vede prevalere il Sì, non cancella ciò che in queste settimane si è mosso: partecipazione, confronto, presenza, un’energia nuova che ha riportato al centro parole troppo a lungo rimaste ai margini.

“Abbiamo lavorato a viso aperto, tra e con le persone, per ridurre le distanze e generare un risveglio, ripartendo da un tema decisivo come la tutela della Costituzione, la nostra casa comune”, dichiara Laura Dimiziani, segretaria del PD di Amelia.

“Il risultato di oggi è anche il frutto di un impegno comune, costruito insieme al Comitato cittadino per il No. Abbiamo condiviso un cammino fatto di presenza, ascolto e confronto vero. Questo voto dice una cosa semplice e forte: quando sono in gioco i principi fondamentali della democrazia costituzionale, c’è ancora un Paese vivo, consapevole, pronto a scegliere da che parte stare. E anche ad Amelia, dentro un risultato diverso da quello nazionale, abbiamo visto crescere attenzione, coinvolgimento e desiderio di scegliere consapevolmente. È da qui che si riparte”, aggiunge Dimiziani

Tra i dati più significativi c’è anche il voto giovanile per il No. È un segnale che parla al futuro e alla coscienza democratica del Paese. Ci piace pensare che, se ottant’anni fa i loro nonni hanno contribuito a costruire la Costituzione, oggi i loro nipoti abbiano scelto di difenderla.

“Saremo nel campo, con le nostre parole, le nostre idee e la nostra proposta. È finito il tempo del silenzio, perché il silenzio non protegge nessuno. Per noi questo risultato concorre ad aprire un capitolo nuovo. Continueremo a stare tra le persone, ad abitare Amelia, portando fiducia, confronto e proposta politica. Il risveglio che abbiamo visto in queste settimane è un patrimonio da non disperdere”, conclude la segretaria.

 

Referendum, l’Umbria del NO ha difeso la Costituzione: presidente Proietti, “un messaggio forte di democrazia e libertà”

“L’Umbria ha detto un ‘No’ forte e chiaro a difesa della Costituzione e della separazione dei poteri, cardine dí democratica e libertà”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, commentando l’esito della tornata referendaria che ha visto il territorio regionale protagonista di una grande mobilitazione civile.
“I grandi Comuni umbri hanno trainato il cambiamento – ha affermato la presidente – Infatti il dato politico che emerge con nitidezza dall’analisi dei voti nei centri urbani più popolosi è che i cittadini hanno scelto di salvaguardare l’attuale assetto costituzionale. L’affluenza oltre il 65% ci restituisce l’immagine di un’Umbria che si è mobilitata per difendere la costituzione e i valori fondanti della democrazia. Si sono mobilitati i giovani e tantissime cittadine e cittadini, voglio profondamente ringraziare tutti loro e, in modo particolare, i comitati per il no”.
Un segnale che, secondo la presidente, dimostra quanto la consapevolezza democratica sia radicata nel cuore delle nostre comunità, segnando una mobilitazione e un’alleanza tra i giovani e gli over 60 che ha difeso la democrazia.
“A dare nuova linfa a questa vittoria – ha proseguito Proietti – è stata la straordinaria partecipazione delle nuove generazioni con il ruolo cruciale dei giovani tra i 18 e i 34 anni, che sono accorsi alle urne con una determinazione sorprendente”.
“I nostri giovani hanno mandato un messaggio inequivocabile: la nostra Costituzione non si tocca e la difesa di questo valore li ha mobilitati. I nostri giovani per quello che conta davvero si recano ai seggi. Noi politici dobbiamo prendere atto anche di questo straordinario risultato di affluenza. È una dimostrazione di crescita civile, questa, che ci riempie di orgoglio e che smentisce ogni pregiudizio sul disinteresse delle nuove generazioni verso la cosa pubblica”.
Per la presidente Proietti però, “l’esito del voto non rappresenta solo un traguardo, ma un punto di partenza:
“Dall’Umbria e da tutta Italia è arrivato un grande messaggio di civiltà democratica – conclude -. Questo risultato ci investe di una responsabilità enorme e dobbiamo farci carico di questo grido di partecipazione e continuare a lavorare, ogni giorno, per attuare pienamente quei diritti che sono già scritti nella nostra Costituzione, ma che attendono ancora di essere vissuti appieno da ogni cittadino”.

 

SINISTRA ITALIANA TERNI
REFERENDUM: IN PROVINCIA DI TERNI VINCE IL NO. HA VINTO LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE, HA PERSO L’ARROGANZA DEL POTERE

Il voto del 22 e 23 marzo consegna un dato politico netto: in provincia di Terni vince il NO con il 51,54%. Vince anche nei principali comuni del territorio: Terni 52,67%, Narni 53,54%, Orvieto 53,99%.

È una vittoria politica vera, costruita sul campo. Non è un incidente, non è casualità: è il risultato di una mobilitazione popolare, militante e capillare fatta di banchetti, volantinaggi, assemblee, iniziative pubbliche e presenza costante in tutto il territorio provinciale.

Abbiamo fatto quello che andava fatto: stare tra le persone, spiegare, convincere, organizzare.
Abbiamo detto NO perché questa riforma era un attacco alla Costituzione e all’equilibrio democratico del Paese. Un tentativo pericoloso di concentrare il potere e piegare le istituzioni a una logica autoritaria.

A Terni questo voto ha anche un altro significato politico: Bandecchi e il suo manipolo di uomini hanno perso ancora. Hanno perso due confronti su due.

Hanno perso perché arroganza, propaganda e aggressività non bastano a guidare una comunità. Hanno perso perché a Terni esiste ancora un popolo che non si piega, che difende la dignità delle istituzioni e che non scambia il comando personale per politica.

Noi ripartiamo da qui. Dalla forza di una campagna combattuta fino in fondo. Dalla generosità di militanti, volontarie, volontari, cittadine e cittadini che hanno reso possibile questo risultato.

E sia chiaro: non finisce qui.
Dopo averli battuti su questo terreno, arriveremo anche a Palazzo Spada, per restituire a Terni dignità, democrazia e giustizia sociale, contro ogni deriva padronale e autoritaria.

La Costituzione non si difende a parole. Si difende lottando. E noi continueremo a farlo.

Emiliano Listanti
Segretario provinciale Sinistra Italiana Terni

 

Referendum, De Meo (FI): “Occasione mancata. Significativo il sì degli italiani all’estero”

Bruxelles, 24 marzo – “Ci rimettiamo, come sempre, alla scelta dei cittadini. Il voto è l’espressione più alta della democrazia e va rispettato, ma resta il rammarico per un’occasione importante che non siamo riusciti a cogliere”. Così in una nota l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, Responsabile del Dipartimento italiani all’estero.

“Dispiace che una riforma proposta per rendere la giustizia più equa e credibile sia stata trasformata in uno scontro politico, perdendo di vista il merito. Noi abbiamo scelto di lavorare sui contenuti, con serietà e responsabilità, senza cedere a letture ideologiche o a narrazioni distorte”, prosegue De Meo. “Ne è la prova il dato degli italiani all’estero in cui il sì ha prevalso con il 56,34% contro il 43,66%, segno che, lontano da pressioni e strumentalizzazioni, si è votato in modo più consapevole e oggettivo”.

“Se fosse dipeso dal voto degli italiani all’estero, questa riforma sarebbe stata approvata. È un segnale chiaro che rafforza il valore di una comunità attenta, informata e profondamente legata al futuro del Paese. Resta l’amarezza per una grande occasione mancata, ma anche la volontà di andare avanti, valorizzando sempre di più il ruolo degli italiani all’estero, autentici testimoni della nostra cultura e delle nostre eccellenze nel mondo”, conclude De Meo.

 

FORZA ITALIA GIOVANI COMUNE DI TERNI

Nota del Coordinatore Comunale

In merito all’esito del recente referendum, non possiamo che prendere atto di una sconfitta che rappresenta, al tempo stesso, un’occasione mancata per il Paese. Si trattava di un passaggio importante per rafforzare un percorso di riforme e di chiarezza istituzionale, che purtroppo non ha trovato il necessario consenso.

La linea che abbiamo sostenuto è sempre stata coerente con i valori di responsabilità, libertà e sviluppo che da sempre contraddistinguono il nostro partito. Il risultato evidenzia come sia ancora necessario un lavoro profondo di comunicazione mediatica, ascolto e di radicamento sul territorio, per avvicinare i cittadini a una visione politica concreta, pragmatica e orientata al futuro.

A Terni, questo esito rappresenta uno stimolo ulteriore a rafforzare la nostra presenza e la nostra azione politica. Non intendiamo arretrare, ma anzi rilanciare con maggiore determinazione un progetto amministrativo credibile e inclusivo.

Le elezioni nazionali del 2027 e le comunali del ’28 rappresentano già oggi il nostro orizzonte di riferimento: un traguardo verso cui costruire, passo dopo passo, una proposta solida, capace di interpretare i bisogni reali della comunità. Da qui ripartiamo, con serietà e impegno, consapevoli che ogni battuta d’arresto può trasformarsi in un’opportunità di crescita politica e umana.

Continueremo a lavorare con dedizione, mettendo al centro i giovani, il territorio e una visione di sviluppo che guardi con fiducia al futuro.

LEONARDO MISSINATO

 

Giovani Democratici Terni, Referendum Giustizia: Terni sceglie il NO. “Ha vinto la costituzione, ha vinto l’Italia”

Il dato definitivo delle urne boccia la riforma della giustizia. Il risultato del NO non ha solo un valore tecnico, ma ha soprattutto un valore politico espresso attraverso un atto di amore per i valori fondanti del nostro Paese: ha vinto la Costituzione, ha vinto l’Italia.

Il culmine di questo percorso è stata la manifestazione di celebrazione di ieri nella quale tanti cittadini si sono ritrovati spontaneamente per festeggiare. Vedere le strade di Terni riempirsi di persone unite dalla gioia di aver difeso la Costituzione è la risposta più potente a chi pensava di poter decidere il destino del Paese e della città chiudendosi nei palazzi del potere.

Il segnale politico locale è dirompente: il fronte del NO ha trionfato nonostante l’aperto sostegno espresso alla riforma da parte del sindaco Stefano Bandecchi e del suo partito oltre che da tutti i partiti del centro destra. La città ha scelto di andare contro la linea dell’amministrazione comunale dimostrando ancora una volta che Terni non ha padroni.

“La piazza di ieri dimostra ancora una volta che i cittadini e le cittadine di Terni hanno a cuore i valori della nostra Costituzione – dichiara Luca Serantoni, Segretario dei Giovani Democratici di Terni – Il voto in città, in contrasto con l’indicazione del sindaco e del governo, è sintomo di una disconnessione tra chi siede nelle istituzioni e i cittadini. Ora abbiamo il dovere di trasformare questo dissenso in proposta politica.”

La vittoria del NO a Terni e in Umbria blocca una riforma pericolosa e riafferma che i principi costituzionali sono patrimonio di ogni cittadino italiano. Principi che soprattutto i giovani hanno difeso con il 61% di voti per il NO: nonostante la lontananza anagrafica, la nostra generazione dimostra di sentire molto vicini i padri e le madri costituenti.

L’affluenza a questo referendum costituzionale ha riportato al voto molte persone che avevano perso fiducia nei confronti delle istituzioni, adesso è nostro dovere fargli mantenere questa fiducia nei confronti dei processi democratici.

Questa coalizione, nata dal basso e avvalorata dal voto, resterà un presidio vigile. La partecipazione e il confronto nelle piazze hanno dimostrato che Terni è una città viva, senza padroni e che protegge le proprie radici democratiche.