“Il necessario azzeramento della giunta comunale per intensificare l’attività amministrativa nella secondo parte del mandato non avrà nessuna ripercussioni sulla attività amministrativa di questi giorni.
Il comune di Terni – sottolinea il sindaco Stefano Bandecchi – continua a lavorare in maniera assidua e produttiva. Questa mattina ho fatto il punto della situazione con il direttore generale Carbone e con il capo di gabinetto Bernocco affinché si attivassero nei confronti dei dirigenti.
Veniamo da un mese e mezzo di maltempo che ha provocato danni di non poco conto. Questa mattina il rup Leonardo Donati ha attivato le procedure di somma urgenza per intervenire sulla frana sul versante montuoso di via Sant’Onofrio a Cesi. Si tratta di un importo di 310 mila euro. Entro la primavera contiamo di mettere in sicurezza la situazione e di ripristinare il versante.
Per quanto riguarda le buche ieri ho effettuato un sopralluogo in quasi tutta la città. Veniamo da anni di abbandono e da 45 giorni di piogge alternate a gelate notturne. È chiaro che ci sono numerose lesioni alle bitumazioni delle vie cittadine.
Abbiamo fatto il punto con il tecnico responsabile Stefano Carloni. Al momento sono al lavoro due squadre interne, con i mezzi comunali, e una squadra esterna. Ogni giorno vengono stesi 50 quintali di bitume a caldo, fermo restando che a gennaio, per la pioggia, i giorni laborativi sono stati 13 e a febbraio, finora, appena 3. Confidiamo in un miglioramento del tempo per essere ancora più incisivi”.
Sinistra Italiana terni: “Amministrazione allo sbando”
Una pattuglia di senza arte né parte, a cominciare da chi l’ha guidata, dal 2023. Il disastroso epilogo della esperienza bandecchiana al Comune di Terni è una conclusione coerente con tutto l’andamento politico ed amministrativo di questi tre anni meno qualcosa.
Scompare tutta la baldanzosa sicumera esibita fino alla settimana scorso con l’irruzione di un manipolo di peones in Consiglio Regionale, e poi nell’ultima seduta di Consiglio Comunale in cui il Sindaco è arrivato a presentare una interrogazione ai gruppi consiliari di opposizione, procedura bislacca consentita solo da una caricaturale presidenza del consiglio.
La conclusione politica è chiara ed era chiara da tempo: l’esperienza bandecchiana al Comune di Terni è politicamente naufragata, annegata nel mare del ridicolo e della inconcludenza. Le più inverosimili promesse hanno lasciato il posto ad una sgangherata gestione del giorno per giorno, ad un vivacchiare spento, alla contemplazione inerte dei problemi: sanità, lavoro, servizi, periferie, mobilità, politiche sociali. Se mai con qualche crudele accanimento sulle tasche dei ternani, a partire da IRPEF e IMU ai massimi.
Se si dovesse trarre un bilancio di questi tre anni meno qualcosa si dovrebbe concludere amaramente: il nulla. Hanno tentato in tutti i modi di parlare d’altro, di sviare l’attenzione, di inventare nemici ovunque. Ma se si chiedesse loro di citare un risultato, uno solo, di un qualche rilievo la risposta è desolante: il nulla.
Hanno perso due assessori, un segretario provinciale, il capogruppo, un paio di consiglieri comunali, che via via se ne sono andati per la loro strada, avendo avvertito puzza di bruciato.
Hanno imbarcato qualche transfuga folgorato sulla via di Damasco, senza percettibili miglioramenti nella capacità di rispondere ai temi aperti nella città. Hanno diviso la città come a settembre scorso, con le frasi su Gaza che gli hanno fatto meritare una ferma e composta manifestazione di piazza contro. Dietro le contumelie, le ingiurie, gli insulti, le minacce, le intimidazioni, le frasi sessiste sono via via apparsi, sempre più chiari, sia la mancanza di cognizione di cosa significhi governare una città sia la pervicace ricerca dell’interesse personale.
Tanto è vero che solo la compiacente mancanza di verifica della rispondenza alle norme di legge ha consentito a Bandecchi di rimanere in sella. Questa compiacenza è venuta dal centro destra, che con Bandecchi ha una affinità politica e culturale, plasticamente evidenziatasi in occasione delle elezioni regionali di poco più di un anno fa.
Bandecchi è incompatibile con la carica di Sindaco, le condizioni di incompatibilità non sono mai venute meno in tutti questi tre anni meno qualcosa. E sarebbe ora che la legge si facesse rispettare.
È del tutto possibile che questa paventata cancellazione della Giunta Municipale si riveli l’ennesimo tentativo di stringere i ranghi, di serrare le fila e quindi si tratti dell’ennesima bolla di sapone. Come è avvenuto a Febbraio 2024, quando prima Bandecchi ha annunciato le dimissioni, per poi, poco decorosamente, ritirarle.
Resta il fatto che quando libereranno Terni dalla loro presenza, avranno lasciato solo macerie. Se ne vadano, prima possibile, per riconsegnare la parola ai cittadini e consentire a Terni di avere una guida più dignitosa ed adeguata.
Sinistra Italiana – Federazione provinciale di Terni
Reset della Giunta comunale di Terni, Pd Provinciale: “E’ il fallimento di questa amministrazione”
“Purtroppo per Bandecchi, che ha definito la dialettica politica ‘inutili chiacchiere’, sentiamo la necessità di esprimere fortissima preoccupazione, certi di interpretare il pensiero di molti ternani, per la deriva verso cui ha trascinato, sta trascinando e trascinerà le istituzioni cittadine, picconandone la credibilità e il ruolo e tenendo una postura indegna e lontana dalle regole della democrazia.
E’ svilente definire ‘partita’ un quinquennio amministrativo, che significa responsabilità verso la città nella vicinanza ai problemi, nella ricerca di soluzioni, nella definizione di progetti. Problemi che Bandecchi non vede o non vuole vedere, soluzioni che non ci sono, progetti che non esistono.
Ma ancora più preoccupante è la considerazione che il sindaco mostra di avere per chi gli sta intorno, a partire dai suoi più stretti collaboratori politici. Ci domandiamo se non sentano l’umiliazione di fronte al baratto che gli è stato offerto: smettere il proprio ruolo per ‘servire’ l’imprenditore Bandecchi.
Toni e atteggiamenti inaccettabili, azioni politiche imperiose e strumentali, oltre che senza una concreta utilità per i cittadini, provocazioni continue (e se lo fosse anche questa?) stanno costruendo giorno dopo giorno un clima di generale e crescente allarme e preoccupazione. Continueremo a batterci, insieme alle forze del Patto Avanti, perché Terni abbia le istituzioni dignitose e responsabili che merita, augurandoci che questo possa realizzarsi nel più breve tempo possibile».
Segreteria provinciale ternana Pd
Giunta azzerata, M5S: “Terni non è un’azienda privata. I ternani meritano un’amministrazione seria che risolva i problemi non colpi di teatro”
Il Movimento 5 Stelle di Terni prende atto della decisione del sindaco di azzerare l’intera giunta comunale. Un atto di questa portata non può essere liquidato come un “normale processo sostitutivo” o come l’inizio di un “secondo tempo”. È evidente che se dopo 3 anni di amministrazione, il sindaco caccia tutti gli assessori, la sua giunta ha fallito.
In questi anni abbiamo assistito a dimissioni annunciate e ritirate, tensioni interne nascoste, due rimpasti e ora un azzeramento totale. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e quali siano le vere motivazioni politiche e amministrative di questa scelta. Quando si cambiano tutti gli assessori dopo tre anni di mandato, il tema non è il linguaggio calcistico: è la stabilità amministrativa di una città che vive una crisi complessa come Terni.
C’è poi una dichiarazione del sindaco che non può essere ignorata. Quando ha dichiarato che molti assessori continueranno a collaborare con lui “per i molteplici affari che gestisco come imprenditore” si apre un tema serio di conflitto d’interessi: dove finisce il Comune e dove iniziano gli affari privati? La distinzione tra funzione pubblica e attività privata deve essere chiara e netta.
Terni non è una società per azioni e il Comune non è il consiglio di amministrazione di Unicusano, ma è un’istituzione pubblica che richiede trasparenza, separazione dei ruoli e rispetto delle regole.
In questa fase delicata, con partite decisive aperte sul nuovo Ospedale, sui progetti finanziati dal PNRR che devono essere conclusi entro agosto per non perdere risorse fondamentali, sulle bonifiche dell’area SIN e del Parco Rosselli, sulle politiche industriali che necessitano di essere governate come la cabina di regia sulla ZES ed il monitoraggio dell’attuazione dell’Accordo di Programma AST e sulla vertenza Moplefan.
La città ha bisogno di stabilità e competenza, non di continue ripartenze. Terni ha bisogno di un’amministrazione autorevole, che sappia costruire rapporti di sana collaborazione istituzionale con la Regione e il Governo nazionale, in modo da portare a compimento progetti di sviluppo necessari a far ripartire la nostra città.
Il Movimento 5 Stelle continuerà a svolgere un’opposizione seria, pretendendo massima trasparenza sulla formazione della nuova giunta e sui criteri che verranno adottati.
Nei prossimi mesi presenteremo alla città una proposta concreta, fondata su competenza, trasparenza e stabilità.
Terni merita istituzioni solide, non colpi di teatro.
Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle Terni
Terni, azzeramento giunta, Centrodestra: “Il tempo degli annunci è finito, ora servono risultati”
“Se oggi la squadra viene giudicata inadeguata, la responsabilità non può che ricadere su chi l’ha scelta e difesa fino a ieri”, sottolinea il partito. “Il Comune non è una Srl da riorganizzare a piacimento, ma una comunità che merita rispetto, stabilità e visione”.
Rifondazione richiama inoltre la manifestazione del 4 ottobre come segnale della “crescente stanchezza della città” e solleva interrogativi sulla tempistica della decisione, adottata a ridosso della sentenza del TAR relativa al ricorso della Regione.
“Non si può cambiare l’intero equipaggio sperando che nessuno si accorga che il problema è al timone”, conclude il partito, chiedendo al sindaco di assumersi fino in fondo la responsabilità politica di quanto accaduto.
Rifondazione Comunista rivolge infine un appello alle forze del centrosinistra ternano affinché si apra immediatamente una fase di confronto serio e unitario per costruire un’alternativa credibile, radicata nella città e capace di restituire a Terni stabilità istituzionale, partecipazione democratica e giustizia sociale.
