“Sul nuovo ospedale di Terni, dichiara il sindaco Stefano Bandecchi, è tempo di lasciar lavorare chi è in grado di farlo, chi ha a cuore i soldi pubblici e i tempi delle richieste dei cittadini.
Con un apposito accordo di programma il Comune si impegna a realizzare il nuovo Santa Maria a meno di un 1/3 rispetto ai costi avanzati dalla regione dell’Umbria. Noi siamo in grado di costruire la nuova struttura con un esborso massimo di 300 mila euro a posto letto, con 180 milioni possiamo realizzarne i 540 previsti. La Regione sostiene che servono oltre 750 milioni per allestire lo stesso numero di posti letto che costerebbero, quindi, ognuno, quasi un milione e mezzo”.
“Si tratta di cifre fuori mercato, prosegue il Sindaco, se consideriamo che la stessa società che ha fatto lo studio sui siti ha realizzato un nuovo padiglione al Gemelli da 140 posti a 300 milioni di euro. Ecco perché ci vuole un accordo che sia basato sui 180 milioni di nuove tasse all’anno che la Regione sta già facendo pagare agli umbri. Noi chiediamo che quei soldi non se ne vadano in spese correnti, ma in investimenti a lunga programmazione. Sarebbe sufficiente che, di quei 180 milioni, i 50 milioni che corrispondono alle risorse provenienti dalla provincia di Terni, siano destinati al nuovo ospedale in un piano di investimenti di tre, quattro anni. I ternani sarebbero così più contenti di pagare queste tasse perché non andrebbero nel calderone ma in una struttura all’avanguardia, capace, conclude Bandecchi, di fare la differenza in termini di comfort e prestazioni”.
Nota dei capigruppo di maggioranza e dei consiglieri regionali di Terni di maggioranza: “pieno sostegno alla Presidente Proietti nel solco di un percorso serio e fondato su atti concreti, evitando operazioni finanziarie sbilanciate e rischiose per la collettività”
I capigruppo di maggioranza, Cristian Betti (Pd), Luca Simonetti (M5S), Fabrizio Ricci (Avs), Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani-Proietti presidente) e i consiglieri regionali di Terni di maggioranza in Assemblea legislativa, Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti (Pd) esprimono, in una nota, “pieno sostegno all’impegno istituzionale della Presidente Stefania Proietti per dotare Terni e l’intero sistema sanitario umbro di un ospedale moderno, attrattivo e pienamente funzionale, capace di garantire ai cittadini e agli operatori sanitari standard elevati di qualità, sicurezza ed efficienza. Gli umbri e i ternani meritano chiarezza e trasparenza sui costi reali del nuovo ospedale”.
“Prima di tutto – spiegano – è bene chiarire che la stima indicata di 180 milioni di euro per la realizzazione dal Sindaco di Terni, Stefano Bandecchi – che si è impegnato a presentare entro 30 giorni un Documento di fattibilità delle alternative progettuali, passaggio tecnico indispensabile per valutare in modo oggettivo localizzazione, costi, soluzioni progettuali e sostenibilità complessiva dell’intervento – dovrà essere verificata in conformità agli standard definiti dalle leggi di settore, poiché allo stato attuale non risultano riferimenti ufficiali per opere ospedaliere di tale complessità e dotazione tecnologica realizzabili con tale importo”.
“È bene anche chiarire una volta per tutte – puntualizzano – che il precedente progetto di Project Financing non è stato accantonato esclusivamente perché l’Azienda Ospedaliera non era in grado di sostenerne la rata annuale, come sostenuto più volte da Bandecchi e dal centrodestra umbro. La valutazione negativa del Project Financing è stata effettuata dal Gruppo interdirezionale per la Valutazione (incaricato con DD del 4 marzo 2023) e ufficializzata dalla Delibera di Giunta n.1047 del 20 settembre 2024. Ovviamente all’epoca nessuno si scagliò, tantomeno il Sindaco di Terni, contro la scelta della Regione, probabilmente perché si era in periodo elettorale. E la realtà emersa dalle valutazioni tecniche è ben più grave: la proposta presenta criticità strutturali, sanitarie e giuridiche tali da renderla irricevibile, indipendentemente dagli aspetti di bilancio. Peraltro, il costo di costruzione dell’opera (investimento iniziale) non corrisponde alle cifre spesso citate, ma ammonta, dal quadro economico dei lavori, complessivamente a 340.890.902 euro. Eppure, anche questa cifra è ingannevole e incompleta. Il preventivo del progetto non comprende voci di spesa essenziali per rendere l’ospedale funzionante come arredi e attrezzature per il trasferimento (completamente assenti nella proposta), soluzioni di logistica automatizzata fondamentali per ridurre i costi di gestione (robot per trasporti pesanti/leggeri, posta pneumatica, armadi farmaceutici) e moderne dotazioni tecnologiche sanitarie, lasciando al pubblico l’onere di pagarle a parte. Dato ancor più lampante è che l’ente pubblico si sarebbe trovato a pagare un canone complessivo stimato in oltre 2,3 miliardi di euro (IVA inclusa) nell’arco della concessione, ritrovandosi però con una struttura “scatola vuota” da dover arredare e attrezzare con ulteriori risorse milionarie”.
“Per queste ragioni – si legge nella nota – oggi si riparte per garantire a Terni un ospedale sicuro, sismicamente adeguato, tecnicamente all’avanguardia e completo in ogni sua parte, evitando un’operazione finanziaria sbilanciata e rischiosa per la collettività. La maggioranza continuerà a sostenere la Presidente Stefania Proietti nel solco di un percorso serio e fondato su atti concreti, nell’interesse esclusivo della comunità ternana e dell’intero servizio sanitario regionale. Infine, per l’ennesima volta si respingono al mittente atteggiamenti intimidatori e minacciosi che non sono compatibili con le elementari regole di convivenza”.
