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Il commissariamento imposto dal Governo Meloni sul dimensionamento scolastico in Umbria non è una procedura neutra: è una scelta politica, che vuole punire di proposito le regioni di centro sinistra, che punta a far passare tagli e accorpamenti senza confronto e senza rispetto per i territori.

La Regione Umbria aveva chiesto di fermarsi davanti a ulteriori riduzioni, soprattutto nelle aree interne e montane dove la scuola è spesso l’unico presidio pubblico. La risposta del Governo è stata netta: togliere autonomia e imporre un commissario.

Ridurre tutto a un tema di “dirigenze” significa nascondere l’impatto reale.

Accorpare istituti vuol dire caricare una sola dirigenza su decine di plessi, aumentare distanze e difficoltà quotidiane, ridurre presenza e capacità di gestione. Il risultato è sempre lo stesso: meno supporto, scuole piccole più esposte, un indebolimento progressivo della scuola pubblica che prepara chiusure di fatto.

C’è un punto che pesa quanto i numeri: da oltre un anno la Regione Umbria chiede un confronto vero su criteri, dati e ricadute. Dal Ministero non è arrivato niente: nessun tavolo, nessuna disponibilità, solo scadenze e imposizioni. L’unica “convocazione” è servita a commissariare, non a discutere.

Come Patto Avanti Terni siamo al fianco della Presidente Stefania Proietti e dell’Assessore Fabio Barcaioli per difendere il diritto allo studio, la dignità di chi lavora nelle scuole e il futuro delle comunità.

Su Terni la questione non è “generale”: ci riguarda in pieno, perché il dimensionamento e gli accorpamenti toccano plessi e istituti che stanno nel territorio comunale. Qui non si può restare in silenzio, perché quando si ridisegna la rete scolastica di una città cambiano i servizi e la qualità della vita per studenti, famiglie e personale. Quando i cittadini ternani subiranno in prima persona i danni di queste incaute scelte sapranno chi è il responsabile.

Il sindaco di Terni cosa farà adesso? Starà dalla parte di chi difende la scuola pubblica e chiede scelte ragionate, oppure lascerà che tutto venga deciso altrove senza una battaglia politica vera?

Bandecchi scelga da che parte stare: con Terni, con i suoi studenti e lavoratori, oppure con i tagli calati dall’alto dal governo Meloni?

La mobilitazione parte adesso: Il Patto Avanti Terni ci sarà, per contrastare questo atto e difendere una scuola che si governa con responsabilità e ascolto, non con commissariamenti calati dall’alto.

Le forze politiche del Patto Avanti di Terni (PD – M5S – AVS – PSI)

 

Scuola, i sindacati intervengono sul commissariamento della Regione Umbria

“Il commissariamento della Regione Umbria sul dimensionamento scolastico non può essere liquidato come un semplice atto tecnico. Il metodo seguito presenta, infatti, criticità rilevanti, a partire dal mancato aggiornamento dei dati relativi alla popolazione scolastica. Un riconteggio degli alunni, più volte richiesto e basato su numeri reali e verificabili, avrebbe comportato una riduzione dell’impatto del dimensionamento. Una differenza sostanziale, che incide direttamente sull’organizzazione delle scuole e sugli organici di tutto il personale, sul lavoro dei dirigenti scolastici, del personale amministrativo e sull’equilibrio complessivo delle comunità educative”. È quanto affermano in una nota i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Flc Cgil Umbria, Moira Rosi, Cisl Scuola Umbria, Caterina Corsaro, e Snals Umbria, Anna Rita Di Benedetto. “Procedere al commissariamento – proseguono le segretarie –, senza tenere conto di questo aggiornamento, ha significato irrigidire il quadro decisionale e rinunciare a un confronto che avrebbe potuto portare a soluzioni più sostenibili, soprattutto in una regione come l’Umbria, caratterizzata da aree interne e da una significativa dispersione territoriale, con territori tuttora interessati dagli effetti del sisma del 2016. La Regione Umbria ha sempre rispettato i requisiti richiesti, intervenendo ogni volta che le scuole non soddisfacevano i parametri stabiliti dalla legge. Per questo motivo, l’obbligo imposto dal Governo appare ancor più ingiustificato”. “Ribadiamo la necessità – concludono Flc Cgil, Cisl Scuola e Snals – di una vera e leale collaborazione tra Stato, Regioni e parti sociali. Le riforme che incidono sull’assetto della scuola pubblica devono essere accompagnate da dati aggiornati, trasparenza nelle decisioni e ascolto di chi nella scuola lavora ogni giorno”.

 

Dimensionamento scolastico, Umbria commissariata: D’Aprile (Uil Scuola): “Scelta calata dall’alto”

“Siamo di fronte ad un atto grave, che certifica il fallimento di una politica basata esclusivamente sui numeri e non sulle persone. La scuola non può essere considerata come un costo da ridurre, ma come un investimento per il futuro”.

La segretaria generale della Uil Scuola Umbria Loretta D’Aprile va all’attacco, dopo il commissariamento dell’Umbria sul dimensionamento scolastico. “Il commissariamento apre una ferita profonda nel sistema di istruzione regionale. La decisione, infatti, rischia di tradursi in una pesante riorganizzazione forzata della rete scolastica, con accorpamenti, perdita di autonomie e ricadute significative su studenti, famiglie e lavoratori della scuola”.

“Accorpare non significa migliorare – sottolinea D’Aprile – significa aumentare i carichi di lavoro, indebolire la qualità dell’offerta formativa e allontanare la scuola dalle comunità. I dirigenti scolastici non possono essere trasformati in amministratori di mega-istituti.”

Secondo la UIL Scuola, il commissariamento rischia inoltre di produrre un taglio mascherato agli organici, che penalizza gli alunni e tutto il personale della scuola riducendo le opportunità occupazionali sul territorio. Una prospettiva che il sindacato giudica inaccettabile, soprattutto in una fase storica in cui il calo demografico dovrebbe essere l’occasione per ridurre il numero di alunni per classe e migliorare la qualità dell’insegnamento.

“La diminuzione degli studenti – prosegue la segretaria regionale – non può essere usata come alibi per smantellare la scuola pubblica. Al contrario, dove ci sono meno alunni serve più attenzione, più risorse e più servizi. Il commissariamento va in direzione opposta e rischia di accentuare le disuguaglianze educative”.

Per la UIL Scuola Umbria, il commissariamento non può essere la soluzione. “Serve un cambio di rotta che rimetta al centro l’autonomia scolastica, la qualità dell’istruzione e le peculiarità dei territori. In una regione come l’Umbria, caratterizzata da aree interne, piccoli comuni e difficoltà infrastrutturali, il rischio è quello di scuole sempre più grandi e sempre più lontane, con dirigenti costretti a gestire istituti complessi e dispersi su più plessi.”