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La raccolta firme per tutelare pascoli e sentieri di montagna dall’accesso indiscriminato dei veicoli a motore è la prima iniziativa che i gruppi territoriali del Movimento 5 Stelle porteranno avanti congiuntamente sul territorio umbro. Si comincia con il firma day in programma il 6-7 aprile in vari comuni dell’Umbria con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e proporre ai sindaci dei 92 comuni umbri l’adozione di un Regolamento comunale per la fruizione e la sicurezza della rete dei sentieri, delle mulattiere e dei pascoli sulla scia di quello presentato dall’assessore Luca Tramini a Narni.

Un regolamento che va a tutelare le zone di montagna e chi vuole viverla con rispetto e attenzione, bloccando questa selvaggia deregulation che riflette la politica nera della destra sulle questioni ambientali. L’emendamento ha di fatto deregolamentato ogni tipo di transito dei veicoli a motore sui sentieri e mulattiere dei nostri comuni, creando un vero e proprio vuoto normativo che va a mettere in serio rischio chi ogni giorno vive la montagna. Inoltre mette in capo a comuni, comunanze e realtà che vivono questi territori, in particolare aree marginali, l’onere di tabellare i sentieri. Obbligo che le finanze delle amministrazioni locali non sono assolutamente in grado di sostenere e che saranno causa nella migliore delle ipotesi di debiti fuori bilancio, nella peggiore di vere e proprie omissioni di legge. Che cosa potrebbe accadere se una persona dovesse essere investita su un sentiero in un’area protetta in cui il divieto obbligatorio doveva essere indicato da una tabella non presente? È evidente che la responsabilità penale ricadrebbe direttamente sui comuni, nonostante quella morale sia certamente in capo alla Regione.

Con la raccolta firme il Movimento 5 Stelle intende i sindaci dei 92 comuni ad adottare lo stesso regolamento a tutela anche di chi vuole vivere la montagna sui mezzi a motore, ma ovviamente nei modi e nei luoghi idonei, senza il rischio di far danno alle altre persone e distruggere il patrimonio ambientale, primo asset strategico dell’Umbria. Il danno che la Regione sta creando non è solamente per gli umbri, ma anche e soprattutto per i turisti. L’atto deregolamenta infatti ogni tipo di accesso dei veicoli a motore anche su aree di pregio e percorsi spirituali di enorme interesse turistico come ad esempio la Via di Francesco, il Cammino dei Protomartiri o il cammino dei Borghi Silenti solo per citarne alcuni. Un danno di immagine e materiale incalcolabile per l’Umbria.