“La sorveglianza epidemiologica è assente, la regione dell’Umbria è inadempiente da 10 anni, ecco la necessità di un atto specifico del comune di Terni per tutelare la salute dei ternani”, dichiara l’assessore all’Ambiente del Comune di Terni Mascia Aniello.
“Prosegue l’impegno dell’amministrazione di Stefano Bandecchi per iniziare a tutelare concretamente la salute pubblica dei cittadini ternani.
Bene sapere che, da almeno dieci anni, alla luce dei provati eccessi di mortalità per tutte le cause, gli Studi Sentieri, condotti dal Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità, avevano ripetutamente richiesto su Terni l’avvio di un sistema di sorveglianza epidemiologica, di tipo eziologico rispetto all’esposizione ambientale per almeno tre specifiche categorie (lavoratori della siderurgia, donne con tumore alla mammella, giovanissimi).

Approfondimenti che sarebbero tanto più necessari nella città che ospita l’unico SIN dell’Umbria (Sito di interesse nazionale per le bonifiche), esteso per 625 ettari, ricomprendenti le Acciaierie e le relative enormi discariche.

Nonostante la Regione avesse assunto sin dal 2018 impegni formali per implementare tali studi epidemiologici su Terni, siglando uno specifico accordo col Ministero dell’Ambiente, ma anche approvando il nuovo Piano Qualità dell’Aria nel 2022, nessun peculiare sistema di sorveglianza sanitaria è stato finora attivato.

Per questi motivi, il gruppo consiliare di Alternativa Popolare Terni ha presentato uno speciale atto di indirizzo, approvato con il voto della sola maggioranza e del consigliere Claudio Fiorelli (M5S) durante la seduta di lunedì scorso.

Ora la giunta Bandecchi chiederà conto alla Regione di queste gravi inadempienze, per non parlare di altre criticità conclamate, come la condizione dell’ospedale S. Maria, la mancanza di personale, le incredibili liste di attesa.
Poi saranno avviati confronti con gli altri organismi coinvolti, tra cui Ministero dell’Ambiente, Ministero della Salute, e Università di Perugia, così da spazzare via un vergognoso negazionismo ambientale e sanitario che perdura da generazioni”.