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“Le esternazioni, volgari e gravissime, del sindaco di Terni Stefano Bandecchi, pronunciate ieri in consiglio comunale, offendono le donne e la democrazia. Riteniamo inaccettabile il continuo vilipendio delle istituzioni e la sistematica umiliazione della città davanti all’opinione pubblica nazionale”. È quanto si legge in una nota dei coordinamenti donne della Cgil di Terni e dell’Umbria, in merito alle parole pronunciate dal primo cittadino nel corso del consiglio comunale di lunedì 22 gennaio, nel quale si discuteva un emendamento delle minoranze sui temi della violenza di genere.
“Esternazioni triviali, considerazioni sessiste, che sminuiscono, offendono e danno purtroppo il senso delle conseguenti azioni politiche – continuano i coordinamenti – La violenza contro le donne nasce da radici culturali e sociali precise, si alimenta con stereotipi che sono radicati nel linguaggio e nella comunicazione. Impegnarsi per sconfiggere questi stereotipi rappresenta una priorità, che evidentemente non appartiene al sindaco di Terni. Ma da chi riveste ruoli istituzionali così importanti ci si aspetta sensibilità e un linguaggio corretto, tanto più nei luoghi della democrazia, come il consiglio comunale. Per questo chiediamo che almeno i componenti della giunta comunale si dissocino chiaramente dalle gravi affermazioni del sindaco”.