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Il gruppo assembleare del Partito democratico ha incontrato stamani a Palazzo Cesaroni i giornalisti per la tradizionale conferenza stampa di fine anno sulle attività svolte. Prima della conferenza stampa è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Enzo Santucci, tesoriere del partito ma soprattutto ex amministratore molto stimato dalla comunità democratica e, ha sottolineato Tommaso Bori, “punto di riferimento per molti di noi”.

La capogruppo Simona Meloni ha ricordato le priorità dell’azione politica del Pd: “diritto alla salute, in un momento in cui molti umbri rinunciano alle cure, istruzione, lavoro, crescita economica e sostenibilità ambientale. Questi temi sono scritti in molte delle proposte che abbiamo avanzato in Assemblea legislativa, molte delle quali sono state bocciate dall’Aula o nemmeno discusse. Su 150 mozioni solo 17 approvate, su 27 proposte di legge approvate 2. Alle numerose interrogazioni, frutto di interlocuzione con i territori, con le scuole, le associazioni di volontariato, sono state date risposte parziali o insufficienti. Le criticità che riscontriamo sono i dati gravi su vittime del lavoro, incidenti stradali, dispersione scolastica, alto tasso di ‘neet’ (giovani che non studiano e non lavorano), il persistente divario di genere. Abbiamo perso 30mila abitanti – ha sottolineato la capogruppo dem – molti dei quali nei piccoli comuni, dove invece c’è la necessità di mantenere presidi scolastici, attività commerciali e servizi. Nel DEFR la crescita del PIL 2023 è stimata all’1% ma tutti sanno che non sarà così. Le previsioni parlano al massimo dello 0,5. La verità è che dopo il rimbalzo post Codiv con il +7,1% il prodotto interno umbro è in caduta libera. Tra il 2015 e il 2019 al netto del risultato negativo (-0,75) nell’anno del terremoto, l’Umbria è cresciuta alla media del 2%. Tra il 2022 e il 2024 si attesta sul 1,5 rispetto alle stime. Riduttivo e avvilente pensare che il principale obiettivo di questa Giunta regionale sia quello di scongiurare una recessione visto che il dato stimato del Pil per il 2024 sfiora lo zero. L’Umbria viene risucchiata verso il Mezzogiorno, come evidenzia anche il classamento europeo che l’ha declassata da regione sviluppata a regione ‘in transizione’. Invece di unire le regioni e le loro politiche per contrastare questo fenomeno a livello nazionale si propone l’autonomia differenziata, ovvero ‘ognuno per sé’. Critichiamo anche la gestione dei fondi del Pnrr umbro, che riserva solo l’1,4% alla sanità, ben al di sotto dell’impegno in altre regioni, con una media che è oltre il 4%. Sulla sanità manca programmazione, c’è uno svuotamento della medicina territoriale. Siamo più bassi anche su lavoro e imprese. Nemmeno il cavallo di battaglia del centrodestra, la sicurezza, fa registrare note positive: le città sono meno sicure che mai. L’unico atto rilevante approvato in questa legislatura è il Piano rifiuti ma noi siamo contro quello che è un non piano, che prevede discariche ampliate fino al 2028, quando forse non avremo ancora un termovalorizzatore e lo dovrà probabilmente costruire un privato”.

Il consigliere e segretario regionale del partito, Tommaso Bori, ha posto l’accento sulla criticità che riguarda le donne: “molte non lavorano perché devono curarsi della famiglia, dei figli, degli anziani e dei disabili, quelle che lavorano non lo fanno alle stesse condizioni degli altri. Critica anche la situazione dei giovani: in Umbria abbiamo il più alto tasso di ragazzi che non studiano, non si formano e non lavorano, ed è alto il tasso di emigrazione, molti se ne vanno. Serve un lavoro degno, non demansionato, non sottopagato, come dimostrano i dati che ci vedono al di sotto non solo della media nazionale ma anche delle regioni limitrofe. Vorrei ricordare la nostra proposta chiamata ‘Umbria studiata per studiare’, di cui alcune cose si sono tramutate in realtà, come l’abbonamento unico per studenti e, mi auguro, anche la soluzione del problema della mobilità notturna, affinché la vita non sia solo studio. Occorre garantire il diritto allo studio e sviluppare politiche adeguate che riguardino mense, alloggi, borse di studio. Tra breve depositeremo anche un’altra proposta, ‘Umbria creativa’, che riguarda la cultura, una vera industria che può crescere. Per quanto concerne la sanità siamo all’emergenza sociale: ad oggi impossibile prenotare visite, controlli, accessi ai servizi. Le liste d’attesa sono chiuse, non si può prenotare, non ci sono state assunzioni, non c’è la volontà di trattenere le persone formate e abbiamo assistito in pochi mesi al cambio di ben 19 dirigenti sanitari apicali. La Tesei mantiene le promesse: si va verso il ricorso alla sanità privata. Noi pensiamo il contrario”.

Il consigliere Michele Bettarelli, vicepresidente dell’Assemblea legislativa, ha sottolineato come “fra le promesse di sostegno ai cittadini di Pierantonio e zone limitrofe terremotate e le cose fatte realmente, si registra una discrepanza: nei fatti in finanziaria gli emendamenti relativi non sono stati ammessi, nemmeno quello che chiedeva l’inserimento dei comuni nel cratere. Tra le nostre proposte di legge due dovrebbero arrivare in fondo: quelle sul welfare e sulla ceramica. L’unica legge approvata da questo governo regionale è il Piano rifiuti, visto che del Piano sanitario non c’è più traccia, per fortuna. Sono riuscito a far approvare un emendamento che prevede una tariffa più puntuale per tutti i Comuni: chi differenzia di più paga meno, non era stato previsto. Diciamo no allo scaricabarile su Auri e Comuni. C’è da fare molto, e smentire quello che viene venduto, cose che non sono meriti della maggioranza, vedi i finanziamenti per la E45, avviati dal governo Renzi. Si dice che la E78 è fatta ma non è così: i sindaci hanno dato completa disponibilità ma il progetto non c’è. Inutile mettere a bilancio la Guinza se non c’è un progetto nel tratto umbro. Sull’ex ospedale di Città di Castello i soldi sono stati chiesti ma non sono a bilancio. L’ultimo errore quello fatto sul Bilancio, sull’emendamento che permette di andare con mezzi a motore nei boschi, un atto che susciterà forti mal di pancia e ha profili di inammissibilità. Prevedibili contenziosi con i privati per la cartellonistica e i soli 10mila euro per 3 anni, quasi una presa in giro. Porteremo avanti le istanze di tutti i territori danneggiati dalla gestione della sanità, a partire da Spoleto che ha chiesto un intervento a gran voce”.

Non ha partecipato alla conferenza stampa il consigliere Fabio Paparelli perché indisposto.