La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Daniele Nicchi, ha approvato, con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione della minoranza, la proposta di risoluzione che approva il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2024 della Regione Umbria, e che lascia la possibilità di presentare integrazioni e modifiche in Aula alla risoluzione stessa. Relatori saranno il presidente e la vicepresidente della Commissione, Daniele Nicchi (Misto) e Donatella Porzi (Misto). Inoltre i commissari hanno dato il via libera all’unanimità al Bilancio di previsione finanziario per gli anni 2024-2025-2026 per il funzionamento dell’Assemblea legislativa. Relatore in Aula Daniele Nicchi.

Il Defr era stato illustrato dalla presidente della Regione, Donatella Tesei, in una seduta della Prima commissione di qualche settimana fa (https://tinyurl.com/35vtx3zm). In quell’occasione la presidente Tesei aveva sottolineato come, nonostante il contesto difficile, dal 2020 al 2023 il pil umbro è cresciuto del 2% e l’occupazione ha raggiunto il 65%, meglio della media italiana. Le imprese umbre più rilevanti sono cresciute molto rispetto al 2019. Con il bilancio la Regione è riuscita a cofinanziare la programmazione comunitaria per 1,5 miliardi, ed è la terza regione a partire con 149 milioni di opere pubbliche strategiche. Per il quarto anno consecutivo la Giunta ha deciso di non alzare la pressione fiscale grazie a spending review e capacità di gestione. Il Defr ha le imprese al centro, con una manovra di stimolo e supporto. Il Defr individua dieci obiettivi per il 2024: si punta a non entrare in recessione e crescere ancora di poco per il quarto anno consecutivo; essere attrattivi per i nuovi residenti; per le infrastrutture si punta a terminare i lavori Anas, ampliare l’aeroporto, ottenere l’alta velocità, proseguire con tutti i cantieri, ottenere il finanziamento per completare la Tre Valli, far partire i cantieri di Umbriafiere e la nuova Monteluce. Nel 2024 si avvierà l’accordo di programma Ast Arvedi con un miliardo di investimenti. Altro obiettivo è avviare la ricostruzione di Castelluccio, con l’obiettivo di chiudere l’intera ricostruzione in 3 anni. Si proseguirà con la strategia del brand Umbria, i grandi eventi, l’attrattività per gli investimenti stranieri, facendo crescere ancora di più il turismo. Per la famiglia si renderanno strutturali i 30 milioni l’anno. Con i 3,5 miliardi del Pnrr, a cui si aggiungono 1,3 miliardi di cofinanziamento, l’Umbria potrà sostenere il pil per 1,1 punti l’anno per 4 anni, con 5300 occupati all’anno. I 400 milioni di progetti della Regione sono tutti avviati, e si aiuteranno i comuni per quanto possibile. In sanità, Tesei aveva ricordato l’abbattimento delle liste d’attesa del 60%, la consegna dell’appalto per il nuovo ospedale di Narni Amelia, i 116 milioni di euro trovati per il nuovo ospedale di Terni, l’imminente autorizzazione per il Terzo polo. Nel documento vengono confermati gli impegni presi in Aula sul piano rifiuti. Verrà posta maggiore attenzione sulle tempistiche di erogazione dei fondi dei bandi. Inoltre c’è l’impegno in agricoltura rispetto alla costruzione delle filiere ed alla concentrazione dei contributi.

La Prima commissione ha approvato anche il Bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, con un fabbisogno di oltre 19milioni per l’esercizio finanziario 2024 e di 18milioni 600mila euro per il 2025 e per il 2026. Nonostante l’aumento delle materie prime, prosegue la politica di contenimento delle spese di funzionamento dell’Assemblea. Per il 2024 si prevede un aumento delle spese per l’incremento del settore energetico, l’aumento generale dei prezzi e il conseguente adeguamento Istat dei contratti pluriennali sottoscritti, la crescita dell’importo degli assegni vitalizi, il rinnovo del contratto delle Funzioni locali, gli interventi di straordinaria manutenzione di prevenzione incendi da realizzare a Palazzo Cesaroni (circa  470mila euro). Le spese obbligatorie hanno un peso preponderante nel bilancio dell’Assemblea, con un elevato fattore di rigidità della spesa. Per questo nel triennio c’è un incremento della spesa complessiva prevista di circa 100mila euro.