L’Assemblea legislativa dell’Umbria, nella odierna seduta di Question time, ha discusso l’interrogazione a risposta immediata “Appalti Ast Terni”, a firma del consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd).

Illustrando in Aula l’atto ispettivo, Paparelli ha chiesto “di avere notizie certe circa le reali intenzioni di Ast rispetto alla scadenza degli appalti e sul futuro di tutti i lavoratori coinvolti. Il 31 dicembre 2022, infatti, andranno in scadenza la maggior parte degli appalti attualmente in essere presso l’Ast di Terni. È necessario scongiurare altre possibili perdite occupazionali in un momento di enorme difficoltà per il tessuto sociale territoriale. Sono a rischio 1500 lavoratori nell’indotto. La vicenda dell’appalto della vigilanza è stata il primo campanello d’allarme, che ha prodotto 12 licenziamenti. Occorre quindi attenzionare gli altri appalti in scadenza. È una vicenda di grande impatto che potrebbe avere su centinaia di aziende, le quali vivono in funzione delle acciaierie e che danno lavoro a un pezzo importante della città e del nostro territorio. Aprire la discussione sul piano industriale di Ast è un’esigenza non più rinviabile e questa discussione deve includere anche lavoratrici e lavoratori degli appalti multiservizi (mense, pulizie, vigilanza, etc.). È in gioco l’assetto economico della provincia di Terni, in cui il sistema degli appalti è così pervasivo, dell’Umbria e dell’intero Paese. Ho chiesto che sia convocato tavolo regionale e ministeriale per piano industriale, contratto di sviluppo e finanziamento area crisi complessa”.

Nella sua risposta, l’assessore Michele Fioroni ha sottolineato che “stiamo vivendo una fase complessa di mercato. Ma la Regione sta monitorando e dialogando costantemente con proprietà e Ministero sia sul piano di investimenti che sulla necessità di preservare il tessuto industriale ed economico per il forte impatto occupazionale che ha sul territorio. Ad aprile Arvedi ha incontrato la Regione per presentare il nuovo piano industriale con investimenti per circa un miliardo di euro. Ieri con la presidente Tesei abbiamo incontrato il ministro Urso anche su siderurgia e Ast: siamo alle soglie della presentazione del piano siderurgico nazionale. La Regione sta cercando di accompagnare questo grande piano di investimento in tutti i percorsi necessari. La nostra attenzione è forte anche sull’indotto e sulla dimensione occupazionale che riveste. La storia del gruppo Arvedi mostra attenzione per i territori in cui opera e per l’occupazione. In uno scenario così complesso l’approccio industriale di Arvedi passa per la rivisitazione del processo produttivo e la filiera degli appalti. Ma le nostre valutazioni sono in divenire. Comunque la definizione della scadenza di gennaio è stata fatta dalla nuova proprietà per un cambio di coincidenza dell’anno solare con l’anno fiscale, che in precedenza era diverso ed è stato necessario modificare l’esercizio fiscale. Conseguentemente Ast sta provvedendo al rinnovo degli appalti per tutto l’esercizio fiscale successivo. In alcuni casi alcuni gli appalti sono ridimensionati, in alcuni sono in corso trattative per il rinnovo, in altri si sta procedendo alla rinegoziazione di interi contratti di filiera. L’elemento positivo è che Ast ha ribadito l’intenzione di mantenere gli attuali livelli occupazionali, con 41 nuovi interinali e la stabilizzazione di 59 interinali di lungo corso e altri 61 stabilizzati entro marzo 23”.

Nella sua replica Paparelli ha parlato di “una risposta di cortesia istituzionale da parte dell’assessore, così come l’incontro che avete avuto ad aprile. I piani industriali si presentano al Mise. La risposta dimostra la totale assenza di politiche industriali di questa regione. Le richieste dei sindacati per un tavolo regionale dove discutere è totalmente abbandonato. Si doveva inserire nell’accordo di programma l’area di crisi complessa, cosa che il Consiglio aveva chiesto all’unanimità, ma dopo 2 anni non vediamo ancora nulla. Ci sono impegni disattesi su infrastrutture e università. Arriviamo a fine anno senza alcuna certezza di quello che accadrà. La Regione deve immediatamente convocare i sindacati e renderli edotti su cosa accade. Serve un incontro formale al ministero con lavoratori e azienda per capire cosa si sta facendo sull’accordo di programma, sul contratto di sviluppo e sul piano industriale”.