Il BILANCIO CONSOLIDATO fornisce una rappresentazione complessiva dei dati patrimoniali, economici e finanziari dell’Ente. È un’aggregazione di dati che riguardano la Regione Umbria con le società in house, le agenzie e le partecipate. È l’ultimo atto che porta ad aver un quadro chiaro della situazione economica, patrimoniale e finanziaria di tutto il gruppo, intesa come un’unica entità. Le società ed enti rientranti nell’area di consolidamento per l’esercizio 2021 sono: Umbria Tpl e Mobilità, Umbria Digitale, Sviluppumbria, 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Ater – Azienda territoriale per l’edilizia residenziale della Regione Umbria, Adisu – Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria, Arpa Umbria – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, Afor – Agenzia Forestale regionale, Aur- Agenzia Umbria Ricerche, Centro per le pari opportunità, Azienda vivaistica regionale Umbraflor, Arpal Umbria, Gepafin, Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica (Villa Umbra), Umbria Salute e Servizi, Fondazione Umbria Film Commission.

Illustrando l’atto in Aula, il relatore di maggioranza, Daniele NICCHI ha detto che “il bilancio consolidato 2021 conferma una buona ed efficiente gestione delle amministrazioni, anche in una situazione difficile come quella attuale, caratterizzata dalle conseguenze della crisi pandemica, dal balzo dei prezzi dell’energia elettrica e gas, dei carburanti, e dall’aumento dell’inflazione a causa della guerra, che ha avuto conseguenze negative per l’economia di famiglie e imprese. Nonostante questa situazione avversa, la Regione Umbria è riuscita a realizzare un importante trasferimento di risorse, come nel campo della sanità, attuando al tempo stesso un contenimento dei costi riducendo di molto l’indebitamento regionale. Volontà di contenimento dei costi trasmessa anche alle partecipate, le quali conserveranno un proprio equilibrio economico e finanziario anche nel 2022, senza che gli obiettivi di pubblico servizio ne risentiranno. Il consolidato delinea una rotta importante, che è quella della buona gestione dell’amministrazione, prudente, sana, avveduta e tesa all’efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione”.

“Il risultato del bilancio consolidato dell’esercizio per l’anno 2021, – ha sottolineato Nicchi – evidenzia un utile pari a 24 milioni 885 mila euro, con circa 4 milioni di decremento rispetto al 2020 (29 milioni). Nel corso dell’ultimo anno si sono registrati maggiori aumenti di costi, come nel campo della sanità o per l’accantonamento di 8 milioni di euro per il contenzioso con la provincia di Perugia, nonché per le maggiori spese legate ai servizi pari anch’esse a 8 milioni di euro. La riduzione è riconducibile soprattutto alla voce ‘Contributi e trasferimenti’, dove si registrano circa l’88% del totale dei componenti negativi, che ammontano a 2 miliardi 531 milioni. I componenti positivi, 2 miliardi 556 milioni, sono riconducibili alle voci ‘Proventi da tributi’ e ‘Proventi da fondi perequativi’, circa il 78%, attribuibili esclusivamente alla Regione. Il totale dell’attivo consolidato dell’esercizio 2021 è pari a 2 miliardi 944 milioni. Per quanto riguarda i dati, il patrimonio netto consolidato ha registrato un aumento di circa 20 milioni di euro rispetto al precedente (566 milioni rispetto ai 549 milioni del 2020), oltre ad accantonamenti per 115 milioni di euro di risorse destinate a Fondo rischi”.

Il relatore di minoranza, Donatella PORZI, ha spiegato che “la minoranza esprime un voto contrario perché il consolidato è la sommatoria del bilancio di tutte le partecipate e società regionali su cui abbiamo più volte espresso critiche e proposte che non sono mai state prese in considerazione. Ad esempio sui bilanci della sanità abbiamo chiesto e richiesto dati e chiarimenti che non ci sono mai stati dati. Comunque continueremo nella nostra azione cercando di essere una minoranza propositiva, che agisce raccogliendo le impressioni di una comunità che vive le difficoltà note a noi tutti. Abbiamo bisogno di mettere a regime un sistema di risorse sperando di vedere un orizzonte più roseo per la nostra realtà. Anche in Prima commissione la minoranza non ha votato l’atto perché emendamenti e modifiche arrivano in concomitanza con le votazioni stesse. Tema su cui chiedo al Presidente dell’Assemblea legislativa di dimettere ordine”.