La Regione Umbria verifichi urgentemente le tempistiche e l’attuazione del progetto del nuovo impianto di trattamento e recupero delle scorie all’interno delle Acciaierie di Terni. Azioni imprescindibili per la sopravvivenza del polo siderurgico e per l’eliminazione del problema delle polveri di Prisciano.

L’aggiornamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale avvenuto con la D.D. n° 5598 del 9/6/2021 prevedeva la demolizione del capannone ex RID, l’adeguamento del capannone ferroleghe in storage per ospitare il nuovo impianto al chiuso e la costruzione della nuova rampa scorie (lato nord) entro maggio 2022. Tempistiche utili a rendere il nuovo impianto operativo a gennaio 2023. A che punto siamo, visto che manca poco più di un mese a questa scadenza?

Le dichiarazioni d’intenti della nuova proprietà Arvedi sull’aumento dei volumi produttivi non possono prescindere dell’impianto strategicamente più importante del polo siderurgico: la discarica. Con un milione e mezzo di tonnellate e l’attuale livello di smaltimento, qual è la vita residuale della discarica di Valle? Non esiste alcuna possibilità di ampliamento del sito, basta aprire google maps per rendersene conto. Quante sono ad oggi le tonnellate di recuperato metallico e quante invece finiscono in discarica? Qual è il trend rispetto a quanto avveniva negli scorsi anni? Che monitoraggio sta facendo ARPA su questo?

Per l’ennesima volta siamo costretti a registrare la totale assenza della politica regionale e locale, pronta esclusivamente a sperticarsi in inchini ed incapace di un ruolo terzo a tutela degli interessi della città. «Al massimo nel 2021 l’annoso problema delle polveri di Prisciano sarà completamente risolto. Si tratta di una soluzione definitiva e certa» dichiaravano l’assessore Morroni e la vicesindaca Salvati nel dicembre 2019. Dopo di questo il nulla.