Buona la prima.
Visioni in Musica 2026 parte decisamente col piede giusto e riempie il Gazzoli fin quasi a scoppiare.
Ottima l’apertura cogli italianissimi Four on Six, quintetto swing (2 chitarre, clarinetto, violino e contrabbasso). dal sapore decisamente gipsy, ma che tradisce anche l’amore per le atmosfere di Paolo Conte.
Tra gustosi brani originali e reinterpretazioni – travolgente la personalissima rilettura dell’ouverture dal rossiniano Barbiere di Siviglia – questa giovane formazione colpisce nel segno.
Grande affiatamento, sound frizzantino e incalzante, sense of humor – che non guasta mai – e il pubblico è bello caldo e pronto per Simona Molinari, il nome principale della serata.
La signora del jazz-pop italiano ha confermato anche a Terni la sua abituale propensione alla trasversalità.
Tra sofisticate canzoni pop, sentiti omaggi alle figure di riferimento del jazz che fu – “Mr Paganini” di Ella Fitzgerald è ormai tra i cavalli di battaglia della Molinari – brani originali che svelano gli influssi e gli amori musicali di questa cantautrice sui generis per il nostro paese e persino una parentesi “etnica” dedicata alla argentina Mercedes Sosa, la Molinari è sicuramente una figura perfetta per lanciare la stagione concertistica di Silvia Alunni, che proprio nella contaminazione tra tanti e diversi linguaggi musicali ha trovato la propria azzeccatissima collocazione.
Superlativa la cantante, ma notevole anche la band, con una menzione speciale che va soprattutto al pianista Claudio Filippini, tra i maggiori talenti del jazz italiano.
A breve il prossimo appuntamento al Gazzoli.
Tra due settimane, il 6 febbraio, sarà la volta del bassista tedesco Nils Kugelman, tra i maggiori talenti emergenti del jazz europeo, il cui concerto sarà introdotto dall’ottimo batterista ternano Fabio D’Isanto, che presenterà la sua ultima fatica discografica.
