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“Il peso dei costi energetici per Arvedi Ast e per le industrie siderurgiche italiane è diventato insostenibile”. Lo denuncia il gruppo del quale fa parte l’acciaieria ternana. “Ci troviamo ad operare in un mercato europeo caratterizzato da forti distorsioni concorrenziali e da una sostanziale discriminazione nei confronti dei produttori italiani”, sostiene l’azienda in una nota che riprende la posizione già riportata dai media locali umbri.

“Non chiediamo condizioni di favore, ma che un’impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti” ribadisce. “I produttori italiani sono costretti ad approvvigionarsi della loro principale voce di costo in un mercato energetico particolarmente penalizzante rispetto a quello dei principali concorrenti europei” sostiene Arvedi Ast.

“Il gruppo – prosegue la nota -, dal 2022, ha intrapreso un percorso di rilancio a Terni attraverso un piano di investimenti strategici, finalizzato al rilancio della competitività attraverso il riequilibrio e l’ottimizzazione del le capacità produttive dello stabilimento, massimizzando la produzione di laminati a freddo, riducendo contestualmente l’impatto ambientale dei processi e i costi di trasformazione”. Arvedi Ast con oltre 2.550 lavoratori tra dipendenti diretti e somministrati, ai quali si aggiungono un migliaio delle imprese dell’indotto, rappresenta una delle principali realtà industriali e occupazionali dell’Umbria. (ANSA).

 

Arvedi AST. Scarpa/Rampiconi (Fiom): “Il caro energia minaccia produzione e occupazione, mentre istituzioni e Governo restano lontani dalla vita reale del Paese”

“Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Arvedi AST, Dimitri Menecali, sui costi ormai insostenibili dell’energia e sui conseguenti rischi per la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Terni confermano tutte le preoccupazioni che da tempo manifestiamo sulla siderurgia e nello specifico sull’AST di Terni e guarda caso vengono affermate nel peggior momento in cui verte l’ex Ilva e il progetto di Piombino non decolla.

La vicenda AST rappresenta plasticamente la distanza sempre più profonda tra le istituzioni e la vita reale del Paese. Mentre imprese e lavoratori affrontano quotidianamente gli effetti della crisi energetica, dell’inflazione e dell’aumento generalizzato dei prezzi, a partire da quello dei carburanti, il Governo e le istituzioni continuano a rinviare risposte e decisioni che non sono più procrastinabili.

In questi anni Arvedi AST ha realizzato importanti investimenti produttivi e ambientali. Contestualmente, sono stati stabilizzati oltre 250 lavoratori precedentemente impiegati con contratti di somministrazione, in un percorso che dovrà proseguire anche nei prossimi mesi. A ciò si aggiungono gli accordi sui premi di risultato che, dal 2014 a oggi, hanno determinato un incremento significativo di una parte del salario delle lavoratrici e dei lavoratori.

Tutto questo patrimonio industriale, occupazionale e contrattuale non può essere messo a rischio dall’assenza di una politica energetica e industriale nazionale capace di garantire competitività alle produzioni siderurgiche italiane.

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno richiesto fin dal gennaio 2026 la convocazione del tavolo di monitoraggio dell’Accordo di programma. Dopo oltre sette mesi non è arrivato alcun riscontro. È un silenzio grave e incomprensibile, soprattutto di fronte al progressivo aggravarsi della situazione. Così si rischia di mettere in discussione anche quel percorso di decisa decarbonizzazione che rappresentava il cuore dell’Accordo di programma e che, fino a oggi, è rimasto sostanzialmente lettera morta.

Non servono nuove dichiarazioni di principio. Occorre convocare immediatamente il tavolo di monitoraggio dell’Accordo di programma, fare chiarezza sulle risorse disponibili e assumere decisioni concrete sull’energia, sugli investimenti, sull’ambiente e sull’occupazione.

Il tempo delle attese è finito. Il futuro produttivo e occupazionale delle aziende siderurgiche e dei territori dove insistono gli stabilimenti non può essere lasciato in balia dei costi energetici e dell’inerzia istituzionale

Quando le istituzioni si allontanano dai problemi concreti, sono sempre le lavoratrici e i lavoratori a rischiare di pagare due volte: da una parte attraverso l’inflazione e l’aumento del costo della vita; dall’altra attraverso la possibile riduzione dei livelli occupazionali e salariali.

Come Fiom-Cgil riteniamo che questa situazione stia diventando insostenibile e inaccettabile.”

 

Lo dichiarano Loris Scarpa, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Siderugia e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom Terni.

Ufficio stampa Fiom-Cgil nazionale

 

Accordo di programma Ast, nota degli assessori De Luca e De Rebotti: “La Regione Umbria ha fatto la sua parte rispettando tutti gli impegni. Il governo acceleri la riconvocazione del tavolo di verifica”. La presidente Proietti ha già chiesto al ministro Urso la convocazione di un tavolo urgente

“Il tema posto oggi da Arvedi-Ast sul costo dell’energia obbliga ad accelerare la riconvocazione del tavolo dell’Accordo di programma. È quello lo strumento attraverso il quale istituzioni e azienda hanno assunto, con reciproci e dettagliati impegni, una responsabilità fondamentale nel tracciare il futuro produttivo e occupazionale del sito ternano”. Lo afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco De Rebotti, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Arvedi-Ast Dimitri Menecali, sulla differenza dei costi energetici sostenuti dall’industria siderurgica italiana rispetto ai principali competitor europei.

“Quella dell’energia – sottolinea De Rebotti – non è una questione che emerge oggi. È stata anzi una delle principali criticità emerse nel lungo percorso che ha portato alla sottoscrizione dell’Accordo di programma, dopo una fase segnata da continui rinvii e dalla difficoltà di trovare condizioni in grado di sostenere la competitività del sito. Proprio per questo la Regione ha iniziato a lavorare sul tema, consapevole che il costo dell’energia rappresenta una variabile decisiva per il futuro di una realtà industriale come Ast e, con essa, per l’intero sistema economico e occupazionale ternano e umbro”.

La Regione Umbria evidenzia il rispetto puntuale della propria tabella di marcia nell’ambito dell’Accordo di programma. Entro 9 mesi dalla firma sono state concluse (con informativa in data 15/07/2026) le valutazioni del Gruppo di Lavoro regionale. È stato preadottato un disegno di legge in materia idroelettrica per garantire l’accesso alla partecipazione societaria ad aziende energivore “hard to abate” (approvata con dgr N. 800 il 20/07/2026). Rispetto dei tempi per l’autorizzazione landfill mining e discarica fornendo il massimo supporto amministrativo per garantire un’istruttoria tempestiva. Mentre per quanto riguarda la rampa scorie che entrerà in funzione dal primo ottobre, secondo gli impegni presi dall’azienda nell’Adp la stessa avrebbe dovuto essere operativa già da aprile.

“È bene chiarire – dichiara l’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca – che l’attuale Giunta regionale ha sbloccato e portato a sottoscrizione l’Accordo di Programma in appena 7-8 mesi dal proprio insediamento, ereditando una situazione rimasta colpevolmente in stallo per oltre due anni. Da quel momento in poi, la Regione Umbria ha dimostrato nei fatti il rispetto totale di ogni impegno preso, dalla legge sull’idroelettrico fino alle procedure autorizzative per la discarica. Non possiamo tuttavia nascondere un forte rammarico nel constatare come si tenda a mettere impropriamente sullo stesso piano chi, come la Regione, ha fatto interamente il proprio dovere e chi invece non ha ancora dato le risposte necessarie. I nodi cruciali del costo dell’energia, gli accordi strategici con Enel e la regolamentazione sul recupero dei rottami ferrosi dipendono esclusivamente dalle politiche e dalle decisioni del Governo nazionale, e non certo da questa amministrazione regionale. Ogni tentativo di sovrapporre i ruoli rischia di spostare l’attenzione dalle vere sedi decisionali”.

La presidente della Regione Stefania Proietti, condividendo la preoccupazione dell’azienda, ha già chiesto al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso la convocazione di un Tavolo urgente proprio sulla produzione e dei costi energetici anche di verifica ufficiale ai sensi dell’articolo 9 dell’Accordo di Programma (Monitoraggio degli interventi).

Tale articolo istituisce il Comitato Esecutivo con il compito di verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti e monitorare il costante rispetto degli impegni. Poiché l’articolo 9 stabilisce esplicitamente che il Comitato Esecutivo è presieduto dal rappresentante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, spetta al MIMIT esercitare la responsabilità della convocazione straordinaria dell’organismo.

Necessario quindi che il confronto entri rapidamente in una fase operativa. “Il punto non è chiedere condizioni di favore per Ast – concludono gli assessori De Luca e De Rebotti – ma mettere l’azienda nelle condizioni di competere in un mercato europeo nel quale oggi esistono differenziali di costo energetico molto significativi. Se vogliamo salvaguardare produzioni, mercati e occupazione, dobbiamo affrontare questo tema con strumenti concreti e con una visione di medio-lungo periodo”.

In questo quadro, secondo gli assessori regionali, il tavolo dell’Accordo di programma deve tornare a essere la sede nella quale verificare gli impegni assunti e individuare, insieme al Governo e agli altri soggetti coinvolti, le soluzioni necessarie.

“La Regione è pronta a fare la propria parte e a portare con determinazione il tema sui tavoli nazionali. L’obiettivo deve essere quello di creare le condizioni affinché gli investimenti già programmati e realizzati possano tradursi in una prospettiva industriale solida e duratura per Terni. Parliamo di un sito che rappresenta un patrimonio industriale strategico e di migliaia di lavoratori, diretti e dell’indotto. Per questo – concludono – non possiamo permetterci che un differenziale strutturale sul costo dell’energia finisca per compromettere la competitività conquistata sui mercati. Serve accelerare il confronto e serve farlo adesso, dentro l’Accordo di Programma, con responsabilità e concretezza”.

 

Ugl metalmeccanici: Ast Terni, allarme energia e rischio occupazione, serve un tavolo permanente

Dopo le dichiarazioni apparse sulla stampa dell’Amministratore Delegato di Arvedi AST, Ing. Dimitri Menecali, sui costi energetici e sui rischi per la competitività e l’occupazione, riteniamo necessario intervenire con chiarezza e chiedere un confronto immediato.

Il problema energetico non nasce oggi. L’UGL lo affronta da anni nelle sedi nazionali ed europee, difendendo la siderurgia, contrastando il dumping, sostenendo il mercato europeo, la gestione del rottame inox, la revisione dei costi ETS e lo sviluppo del nucleare sicuro e sostenibile.

Quando AST fu sanzionata dall’Unione Europea per la vicenda delle tariffe energetiche e degli aiuti di Stato, l’UGL si mobilitò a Bruxelles e nel Parlamento Europeo per difendere lo stabilimento e i lavoratori.
I lavoratori non possono apprendere dalla stampa che il loro futuro è a rischio. Chiediamo quindi l’apertura immediata di un tavolo permanente con chi ha firmato l’Accordo di Programma, assumendosi ognuno le proprie competenze e responsabilità .

Servono soluzioni concrete, tempi certi e impegni verificabili, lavoro svolto e relazioni istituzionali.

Il Segretario, Daniele Francescangeli