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TERNI – “Metodi intimidatori e scavalcamento del ruolo sindacale”: sono queste le accuse mosse da Andrea Pitoni, segretario generale della Fp Cgil di Terni, in merito all’incontro organizzato dal sindaco Stefano Bandecchi con gli operai del Cantiere comunale, avvenuto nella giornata di lunedì 14 luglio, alla presenza della stampa.

“In modo del tutto inatteso – denuncia Pitoni – abbiamo saputo della convocazione diretta degli operai da parte del sindaco, che si è rivolto a loro con modalità evidentemente intimidatorie. Questo è un metodo inaccettabile, che esclude il sindacato e contribuisce alla destrutturazione del lavoro pubblico”.

Il segretario della Fp Cgil sottolinea la gravità dell’accaduto anche in relazione al percorso di confronto già avviato: “Gli stessi lavoratori erano stati regolarmente convocati al tavolo delle trattative sindacali, con all’ordine del giorno la disciplina dell’orario multiperiodale. I dirigenti del settore avevano aperto a una possibile sperimentazione di turni notturni per gli operatori esperti, finalizzata a migliorare l’efficienza degli interventi di manutenzione. Il tutto in attesa di una nuova convocazione già fissata per il 18 luglio”.

Secondo il sindacato, l’iniziativa del sindaco rischia di minare un processo di concertazione già avviato: “Non possiamo accettare che prevalgano le logiche dei satrapi locali. È necessario, al contrario, lavorare a politiche strutturali e democratiche, che migliorino realmente le condizioni di lavoro”, aggiunge Pitoni, che poi conclude: “I dipendenti pubblici, con stipendi contenuti ma incarichi fondamentali per la collettività, non possono essere oggetto di attacchi scomposti. È tempo che il sindacato torni a essere uno scudo collettivo contro queste derive”.

 

Terni, Uil Fpl: “A difesa dei diritti e delle prerogative dei lavoratori”

 “Abbiamo appreso che il Sindaco ha incontrato gli operai, direttamente, in assenza delle rappresentanze sindacali. Ci è stato riferito che l’incontro ha avuto toni particolarmente accesi. Pur non condividendo né il metodo né il contenuto dell’intervento, non possiamo dirci sorpresi: si tratta di uno stile comunicativo che ormai conosciamo bene”. 

“Riteniamo però che non giovi alla causa dei lavoratori nemmeno un irrigidimento pregiudiziale, né l’innalzamento dei toni, così come richieste che non possono tecnicamente essere accolte, come il reinquadramento dei lavoratori in posizioni che non esistono più da oltre due anni: significa illudere i lavoratori e rischiare, come sembra stia avvenendo, di compromettere il clima di confronto, dando l’impressione di voler sollevare strumentalmente problemi più che trovare soluzioni”. 

“Dopodiché il sindacato c’è e farà la sua parte, nel pieno rispetto delle prerogative datoriali dell’Amministrazione ma con fermezza nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle prerogative sindacali. Confidiamo, quindi, che ogni iniziativa datoriale avvenga nel rispetto delle procedure previste dalla normativa e dal CCNL vigenti, sia in materia contrattuale che, soprattutto, in materia di sicurezza sul lavoro”.

“Abbiamo avviato un confronto diretto con i lavoratori per raccogliere informazioni puntuali e verificate, mettendoci a disposizione per svolgere un’assemblea sindacale che consenta a tutti di chiarirsi, informarsi e confrontarsi: solo partendo dalla consapevolezza dei propri diritti e doveri sarà possibile definire, insieme, soluzioni realmente condivise, nel rispetto del ruolo del datore di lavoro ma anche della dignità e dei diritti di ogni lavoratore”.

Così in una nota la Uil Fpl Umbria.

 

Terni, tensioni tra il Sindaco e i dipendenti comunali: la CISL FP chiede di tornare ad un confronto basato su rispetto e dialogo

La CISL Funzione Pubblica dell’Umbria esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per il tenore delle dichiarazioni espresse durante l’incontro del 14 luglio tra il Sindaco Stefano Bandecchi e i lavoratori della Squadra manutenzioni del Comune di Terni.
“Frasi come “senza di me restavate a casa vostra”, “la stabilità non esiste” o “chi vuole prendere in giro me e i cittadini si è fatto un nemico” – rivolte a lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza – hanno suscitato indignazione tra i dipendenti, anche tra quelli non presenti all’incontro. Il rispetto per le persone, indipendentemente dal ruolo e dall’inquadramento lavorativo, è un principio imprescindibile in ogni ambiente – dichiara la CISL FP – e tali toni rischiano di generare un clima di sfiducia e tensione che compromette il benessere organizzativo e l’efficacia del lavoro quotidiano. Questo episodio riaccende un malessere diffuso tra i lavoratori, già emerso nei mesi scorsi e che aveva portato, su iniziativa della stessa Amministrazione comunale, alla costituzione del “Tavolo per l’innovazione”, con l’obiettivo di individuare strategie per gestire il disagio dei lavoratori, in accordo con i sindacati. In questo contesto, la CISL FP Umbria aveva proposto e promosso una rilevazione delle criticità lavorative attraverso la compilazione di appositi questionari, iniziativa purtroppo ad oggi ancora inattuata.
Riteniamo fondamentale ribadire che lo stile del confronto interpersonale e la conduzione delle relazioni siano elementi cruciali che influenzano profondamente la convivenza in ogni contesto, e in particolare negli ambienti di lavoro. Un clima di diffidenza e sfiducia, come quello che rischia di ingenerarsi dopo eventi di questa natura, può seriamente compromettere la serenità e la dedizione necessarie per un’azione lavorativa efficace ed efficiente.
In vista del prossimo incontro con il Sindaco Stefano Bandecchi – conclude CISL FP Umbria – chiediamo con forza il ripristino di un dialogo basato sul rispetto della persona, indipendentemente dal ruolo e dall’inquadramento lavorativo, e la prosecuzione dei lavori del Tavolo per l’innovazione, ritenendoli fondamentali sia per la serenità dei lavoratori che dell’intero Comune di Terni. Non è alimentando la paura che si aumenta l’efficienza della macchina comunale”.

 

M5S Terni: “Al fianco dei lavoratori. Bandecchi minaccia e ricatta gli operai utilizzandoli come capri espiatori per nascondere i suoi fallimenti”

Dopo gli imprenditori, adesso tocca agli operai comunali. Dopo aver accusato genericamente le imprese locali di “ladruncolismo”, Bandecchi è tornato a usare parole indegne di un Sindaco, questa volta contro i lavoratori del Comune di Terni, colpevoli solo di fare il proprio dovere in un contesto di disorganizzazione e malagestione che non dipende certo da loro. Durante un incontro con la squadra operativa destinata all’uso della famigerata “macchina tappabuche” – costata 170 mila euro ai cittadini e mai entrata realmente in funzione – il sindaco si è lasciato andare davanti ai dirigenti a una sequenza gravissima di insulti, minacce, intimidazioni e frasi volgari, arrivando a: denigrare la Legge 104, con un tono offensivo verso chi ha diritto a permessi per assistenza familiare; trattare i dipendenti come “parassiti” e avanzare pubblicamente ricatti occupazionali “chi non lavora come voglio io, può essere mandato via”.

Un attacco vergognoso e premeditato, con cui il sindaco cerca di scaricare la colpa del suo fallimento politico sulla pelle di lavoratori onesti, trattandoli come servi della gleba, colpevoli solo di essere stati coinvolti in un progetto sbagliato: l’internalizzazione della manutenzione stradale tramite l’acquisto della famigerata “macchina tappabuche”, una scelta anacronistica e fallimentare che è costata ai cittadini ternani 270 mila euro tra mezzi e formazione del personale e che si inserisce in un faraonico progetto che prevede un investimento complessivo di 666 mila euro per la creazione di un parco macchine destinato alla manutenzione stradale.

Il Movimento 5 Stelle di Terni si schiera senza esitazione dalla parte dei lavoratori dei loro diritti costituzionalmente garantiti, contro ogni forma di sfruttamento, intimidazione e ricatto istituzionale. E lo dice con forza: non è il sindaco il padrone dei lavoratori, ma il primo garante della loro tutela, perché i lavoratori non sono i suoi dipendenti personali, ma sono servitori della collettività, quindi, non oggetti da offendere pubblicamente per coprire le proprie inefficienze. Denunciamo un modello amministrativo basato sull’intimidazione, dove l’incapacità gestionale viene mascherata da sfoghi volgari e minacciosi.

La macchina tappabuche, acquistata da questa amministrazione con grande enfasi, è stata più volte esibita come panacea per risolvere i problemi delle strade ternane, con la promessa di tappare 6.000 buche al mese. Per metterla in funzione sono stati assunti operai specifici, che oggi si ritrovano a essere umiliati proprio da chi avrebbe dovuto organizzarli, formarli e affiancarli. Non è colpa loro se i mezzi sono inadeguati e il loro lavoro è mal gestito.

Questo non è amministrare. È violenza istituzionale. Per questi motivi, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Terni depositerà un’interrogazione urgente per chiedere:

  • Chiarimenti ufficiali sull’uso e la gestione della macchina tappabuche;
  • Dettagli su eventuali provvedimenti disciplinari o riorganizzativi adottati;
  • Le scuse pubbliche del sindaco per aver offeso diritti tutelati dalla Costituzione e dalla legge. Non resteremo a guardare mentre si calpesta la dignità di chi lavora: i cittadini di Terni non sono sudditi di Bandecchi.

Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle di Terni

 

Dipendenti comunali Terni, il CSA RAL: “Inaccettabile l’attacco del sindaco, i lavoratori rispettano i contratti”

“L’attacco che il sindaco Bandecchi ha scagliato contro i lavoratori di Palazzo Spada è inaccettabile, sia nei modi che nel merito. Se l’amministrazione ha delle rimostranze, esistono modi e istituti preposti proprio per confrontarsi, a cui noi saremo ben felici di partecipare”. Così la sigla sindacale CSA RAL Terni, dopo che nella giornata di ieri il sindaco Stefano Bandecchi ha convocato gli operai dell’amministrazione comunale a Palazzo Spada.

“I toni utilizzati dal sindaco – spiega Sergio Silveri, segretario provinciale Terni del CSA RAL – sono inaccettabili, perché inquisitori e fuori luogo. Il sindaco infatti, da quanto si vede e legge sui media, ha umiliato i lavoratori con domande dal chiaro tono intimidatorio, chiedendo per esempio quanto guadagnino, e fuori luogo, visto che ha sostenuto di poterli licenziare seduta stante. Per di più in una assemblea convocata con pochi minuti di preavviso, non dando modo ai rappresentanti sindacali di poter essere presenti. Un comportamento del tutto fuori luogo, ancor più in un contesto di amministrazione pubblica. Entrando nel merito della questione sollevata dal sindaco, nessun lavoratore del comparto operai del Comune ha mai mancato nel rispetto dei contratti e delle norme sottoscritte con l’amministrazione comunale. A prova di questo, anche il fatto che il sindaco abbia parlato genericamente di presunte mancanze, senza citare situazioni specifiche. Semplicemente perché non esistono. I dipendenti infatti operano nel rispetto dei contratti e delle norme previste e, se i risultati auspicati dall’amministrazione non vengono raggiunti, non ce la si può prendere di sicuro con l’anello più debole della catena, ossia i lavoratori. Detto questo, come sindacato siamo a completa disposizione per il confronto con l’amministrazione: nel caso ci sia bisogno di rivedere l’organizzazione del lavoro, siamo pronti a sederci a un tavolo per presentare eventuali istanze. In modo pacifico, cordiale e costruttivo”.

 

Fdi:”Garantire l’efficienza della macchina amministrativa non può prescindere dal rispetto dei lavoratori”

Riguardo all’intervento di ieri del sindaco sulle opere di manutenzione a carico del Comune, rispetto alla volontà dell’amministrazione di ricostituire un nucleo manutentivo del Comune di Terni, detta iniziativa, come noto, ha incontrato il favore del nostro gruppo consiliare di Fdi, anche se con qualche differenziazione.

Fdi ha infatti sempre ribadito che tale misura non può e non deve essere intesa – come invece ha spesso fatto il Sindaco Bandecchi – come un’alternativa assoluta al coinvolgimento delle imprese locali specializzate. Pensare che il Comune possa essere autosufficiente, anche attraverso l’acquisto di macchinari dedicati, è un’impostazione che non ci ha mai convinto, né sul piano dell’efficienza né su quello della qualità dell’opera.
Ma, al di là delle legittime differenze di vedute amministrative, ciò che oggi colpisce è il metodo con cui il Sindaco ha scelto di esporre pubblicamente – con toni durissimi e generalizzazioni inaccettabili – un gruppo di persone, prima ancora che di dipendenti comunali, nel caso specifico gli operai del nucleo manutentivo. Se esistono inefficienze, assenze o comportamenti non adeguati, è dovere dell’Amministrazione intervenire con gli strumenti previsti dal diritto del lavoro, ma nel rispetto delle regole, per esempio con il licenziamento per giusta causa per insufficiente rendimento o comunque con provvedimenti disciplinari. Esporre, invece, pubblicamente dei lavoratori come esempio negativo da additare alla cittadinanza è un gesto disumano e, francamente, inaccettabile.
Ancor più faziosa è la visione distorta della funzione pubblica che emerge da queste esternazioni, tesa, come sempre, a raccontare ciò che non è: il Sindaco non ha assunto nessuno e non ha potere diretto sui dipendenti comunali, perché essi non sono “suoi dipendenti”, ma lavorano per l’Amministrazione, nel rispetto della distinzione tra potere politico e gestione amministrativa. È questa distinzione che garantisce equilibrio, legalità e buon andamento della cosa pubblica.
Le istituzioni si guidano con autorevolezza e non con l’autoritarismo.
Fdi auspica quindi che la città, tutta, esca da questa narrazione, dove il “prevaricatore” viene confuso con “il forte”, e si torni nell’alveo del buon senso, del rispetto e soprattutto dell’umanità.
Coordinamento comunale Fdi Terni