In tema di assunzioni nelle imprese nel trimestre ottobre-dicembre regione italiana è previsto che faccia registrare dati con il segno più rispetto allo stesso periodo del 2021, ma Umbria, Sicilia e Valle d’Aosta tengono. Lo dice la Camera di Commercio dell’Umbria in base ai risultati della nuova indagine del sistema informativo Excelsior circa gli avviamenti.

L’Umbria – secondo lo studio – si mostra resiliente ed è la seconda in Italia per minore arretramento. A ottobre nella regione ci sono state 5 mila 390 assunzioni, e nel trimestre 13 mila 880, ma è quarta per percentuale di avviamenti considerati “di difficile reperibilità” e resta indietro, pur facendo qualche miglioramento, sulle chiamate per i laureati. Assume l’11% delle aziende umbre.

Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria “la spinta propulsiva del turismo, che nei mesi estivi ha contribuito molto alla crescita delle assunzioni, va a smorzarsi”.

“Dall’indagine Excelsior – aggiunge – emerge un quadro di arretramento degli avviamenti previsti dalle imprese per il trimestre ottobre-dicembre 2022. Un rallentamento pesante figlio della frenata dell’economia fino a prevedere entro l’anno, come ormai concordano tutti gli economisti, l’arrivo di una recessione, che speriamo essere lieve e di breve durata, come stimano non pochi esperti. In questo contesto l’Umbria mostra una grande resilienza, perché gli avviamenti al lavoro a ottobre tengono e nel trimestre sono visti in un calo inferiore di circa il 70% di quello previsto a livello nazionale. Le imprese umbre dimostrano ancora una volta, quindi, non solo di essere resistenti, ma di avere margini importanti di crescita, come avvenuto dal 2021 nel post-pandemia. Un aiuto significativo arriva anche dall’export, che nel 2021 e nella prima parte del 2022 in Umbria ha superato i già buoni dati nazionali. Ora occorre evitare che le nostre imprese si impantanino nella recessione e per questo servono misure precise, tra cui il taglio del cuneo fiscale, supportando i redditi dei lavoratori e sostenendo quindi i consumi in un momento in cui il reddito disponibile scende a causa dell’alta inflazione; misure energiche per ridurre l’impatto dei maxi aumenti dell’energia; rispetto puntuale dei tempi di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dotato di una mole molto ampia di fondi per sostenere l’economia e aumentare la competitività del Paese. Un’occasione davvero da non perdere e gestire bene. In Italia come in Umbria”.

Nel trimestre ottobre-dicembre 2022 l’Umbria – riferisce la Camera di commercio – secondo le previsioni fornite dalle imprese della regione, registrerà 13 mila 880 assunzioni contro le 14 mila 320 dello stesso trimestre 2021, mentre il bilancio dello specifico mese di ottobre è di 5 mila 390 avviamenti, contro i 5 mila 480 di ottobre 2021. Ad assumere è l’11% delle imprese, la stessa percentuale dello scorso anno.

Secondo la rilevazione Excelsior nel trimestre ottobre-dicembre è, dopo la Sicilia, la seconda per minor arretramento delle assunzioni previste (-3,1%, contro il dato italiano del -10,4% e il -7,1% del centro) e anche nel mese di ottobre accusa una flessione degli avviamenti al lavoro dell’1,6% contro il -5,4% del dato medio nazionale e il -2,5% del centro.

Quanto alla difficoltà di reperimento del personale, resta tra le regioni dove il problema risulta più acuto: più di un’assunzione su due (il 51,6%, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a ottobre 2021, quando era il 42%) è considerata di difficile reperibilità. Si tratta della quarta posizione a livello nazionale.

Se si guarda al trimestre, in Umbria in pratica sono di difficile reperibilità oltre 7 mila 100 delle 13 mila 800 assunzioni previste dalle imprese. Nel 25% dei casi (con un leggero incremento rispetto al 24% del 2021) le entrate previste nella regione saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 75% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita); gli avviamenti al lavoro concentreranno per il 62% nel settore dei servizi e per il 70% nelle imprese con meno di 50 dipendenti (con un incremento rispetto al 68% del 2021) e il 15% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale (22%). Aumenta, rispetto al 2021, la quota delle assunzioni di giovani con meno di 30 anni sul totale: era il 31% nel 2021, mentre ad ottobre 2022 sale al al 34%. Cresce in Umbria, sebbene di poco, la percentuale delle assunzioni di laureati (11% contro il 10% di ottobre 2021), ma la distanza con la media nazionale (17%) resta molto ampia. Infine, per una quota pari al 61% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore.