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“Come Fiom e Cgil di Terni esprimiamo soddisfazione per il tavolo tecnico regionale che sarà coordinato dall’assessorato allo Sviluppo Economico con il supporto di Confindustria Umbria e incentrato sui problemi della filiera dell’automotive, legati alla transizione energetica dell’auto. Forse però, la giunta regionale e Confindustria Umbria, dovrebbero uscire dai particolarismi e considerare anche gli altri attori che provano a discutere di un nuovo modello di sviluppo, che si rende necessario vista la transizione ecologica e tecnologica che stiamo attraversando”. È quanto scrivono in una nota congiunta Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil di Terni, e Alessandro Rampiconi, segretario generale della Fiom Cgil di Terni.

“Nello specifico – ricordano Cipolla e Rampiconi – la Fiom da tempo sta chiedendo di impegnare le risorse e i progetti per sostenere, a partire dal Pnrr, i nuovi modelli produttivi dettati dagli investimenti della nuova proprietà di Acciai Speciali Terni, ma anche per ricostruire la nuova filiera del tubo per i sistemi di scarico, utili ai motori ad idrogeno. Proprio per questo crediamo che Terni debba essere uno dei poli di produzione dell’idrogeno in Umbria, nonostante le scelte regionali sembrino andare in altra direzione. Il Comune di Terni ha sottoscritto insieme ad Acciai Speciali Terni e Busitalia un accordo per recuperare l’idrogeno disperso in aria dal processo siderurgico per alimentare i bus. Questo accordo, tra l’altro sconosciuto alle organizzazioni sindacali, è poca cosa se rimane fine a se stesso, invece, potrebbe rappresentare il volano per arrivare ad un obiettivo ambizioso e strategico, non relegato solo ai bus, ma anche ai veicoli privati, per consentire sviluppo e continuità occupazionale in un settore come quello della componentistica automotive, che se non cambia rischia di far saltare oltre 1000 posti di lavoro nella sola provincia di Terni”.

Più in generale la Cgil di Terni ha costituito un “forum sostenibilità”, insieme ad altri soggetti proprio per mettere a sistema tutte le filiere produttive presenti nel territorio, con proposte non solo relative ai settori industriali, ma anche alla rigenerazione urbana, ad un nuovo welfare cittadino e ad un sistema sanitario che rappresenti il benessere complessivo dei lavoratori e dei cittadini.

“La Fiom e la Cgil di Terni sono da subito disponibili ad avviare la discussione con tutti i soggetti in campo – concludono Cipolla e Rampiconi – anche perché da tempo insieme a Cisl e Uil il nostro sindacato chiede di poter discutere la piattaforma unitaria inviata a tutti i Comuni della provincia e alle associazioni datoriali territoriali. La stessa piattaforma ha avuto ulteriori aggiornamenti e approfondimenti su welfare, sanità, sostenibilità al passo con i repentini cambiamenti in atto. Invece dei proclami ci attendiamo da controparti ed istituzioni una disponibilità al confronto”.