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La Lancia di Luce, il monumentale obelisco progettato da Arnaldo Pomodoro e simbolo della città, mostra i segni del tempo e richiama l’attenzione sulla necessità di una manutenzione programmata. Negli ultimi giorni si è parlato della presenza, alla base dell’opera, di una sostanza biancastra la cui origine dovrà essere accertata attraverso una verifica tecnica. Tuttavia, osservando la struttura, non si può escludere che si tratti semplicemente di depositi calcarei o di residui lasciati dall’acqua piovana nel corso degli anni. Se così fosse, la loro rimozione potrebbe richiedere un intervento di pulizia relativamente semplice, naturalmente da effettuare con le tecniche più idonee per un’opera d’arte di questo valore.

Il tema più importante, però, riguarda lo stato generale del monumento. A oltre trent’anni dalla sua installazione, appare opportuno programmare una manutenzione straordinaria che non si limiti all’aspetto esteriore. Sarebbe

infatti utile verificare le condizioni dell’interno dell’obelisco, controllando lo stato della scala di accesso, degli elementi strutturali e della bulloneria. Si tratta di un’operazione più complessa, che richiede personale specializzato e adeguate misure di sicurezza, ma indispensabile per garantire la conservazione dell’opera nel tempo. La Lancia di Luce rappresenta uno dei simboli più riconoscibili di Terni e racconta il profondo legame tra arte contemporanea e tradizione siderurgica cittadina. L’opera, inizialmente concepita in bronzo e successivamente realizzata in acciaio presso la fonderia dell’AST, vide il determinante contributo delle maestranze dell’acciaieria coordinate dal maestro Mario Finocchio, la cui esperienza rese possibile la trasformazione del progetto di Pomodoro in uno dei monumenti più rappresentativi della città.

Ma la Lancia di Luce non è un caso isolato. Anche la Pressa di Terni, collocata nell’area della stazione ferroviaria, versa da tempo in condizioni che richiederebbero un intervento di recupero e valorizzazione. Si tratta di un’altra testimonianza della storia industriale della città che oggi appare bisognosa di maggiore attenzione.

Da questi esempi emerge l’esigenza di un cambio di approccio. Più che intervenire solo in presenza di criticità, sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale adottasse un piano strutturale di manutenzione dei principali monumenti cittadini, con controlli periodici e interventi conservativi programmati. Una gestione preventiva consentirebbe di ridurre i costi nel lungo periodo e, soprattutto, di preservare il patrimonio artistico e storico di Terni, restituendo ai cittadini monumenti sempre decorosi e sicuri.

La tutela dell’identità di una città passa anche dalla cura dei suoi simboli. La Lancia di Luce e gli altri monumenti ternani meritano un’attenzione costante, perché rappresentano non solo opere d’arte, ma anche la memoria collettiva, il lavoro e la storia di un territorio.

Il Presidente del Centro Culturale di Educazione Permanente dell’UNLA di Terni

Giocondo Talamonti