La Gdf del comando provinciale di Perugia ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale su richiesta della locale Procura nei confronti di sette persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione dedita al traffico di cocaina proveniente dall’Albania e diretta in Umbria e nel resto d’Italia.
Tre di queste sono state condotte in carcere a Capanne, a Perugia, una è stata sottoposta ai domiciliari, mentre tre sono allo stato irreperibili.
Cinque degli indagati sono cittadini di origine albanese, di cui tre residenti ln provincia di Perugia, uno è italiano e un altro di origine romena, anche questi ultimi residenti nella provincia.
Sequestrati circa 68 kg di stupefacente.
Le indagini, avviate nel 2024 dalla Sezione Goa del Gico del nucleo di polizia economico-finanziaria a partire dalle risultanze investigative emerse da un altro procedimento penale ed hanno permesso di delineare – spiega la Procura – “gravi indizi” sull’operatività nell’area perugina di un sodalizio piramidale al cui vertice è stato riconosciuto un cittadino di origine albanese, il quale coordinava e gestiva dall’Albania le attività di approvvigionamento e smercio di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente in Umbria. Il capo promotore dell’associazione si avvaleva – secondo la ricostruzione degli investigatori – della collaborazione della moglie, socia di un’ attività commerciale operante nel settore della ristorazione a Foligno, e di un albanese e un italiano. L’attività commerciale si ritiene fosse utilizzata come copertura.
