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“Pensati a 50 gradi: breve manuale per sopravvivere alla sesta estinzione di massa”. E’ il titolo dell’evento promosso dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Thomas De Luca in programma sabato 25 maggio a Bastia Umbra, nella sala della Consulta del Comune in Piazza Cavour dalle ore 17. Saranno presenti anche i candidati consiglieri Laura Servi e Marcello Rosignoli e la candidata del M5S alle elezioni europee Valentina Pococacio.

Esondazioni, alluvioni, ondate di calore, gelate tardive, desertificazione, riduzione della disponibilità di acqua a scopo umano e irriguo: queste sono solo alcune delle questioni con cui avremo a che fare nei prossimi 30 anni. Ma i cambiamenti climatici sono già qui oggi con anomalie termiche che ormai sono la norma. Condizioni che impattano su ogni aspetto della nostra vita. Anche azzerando oggi le emissioni dei gas serra, dovremo comunque fare i conti con le conseguenze della crisi climatica ed adattarci. Continuando a negarla, come fa la destra nera che governa la regione, anche adattarsi sarebbe impossibile.

Grazie al M5S l’Umbria è stata la prima regione in Europa ad inserire la crisi climatica nella propria Costituzione, stesso risultato che abbiamo ottenuto nello Statuto del Comune di Bastia Umbra. Si tratta del primo caso assoluto di un articolo autonomo dedicato al clima che viene inserito nello Statuto regionale.

Politiche volte all’adattamento delle comunità al fine di ridurre e mitigare gli effetti delle crisi climatiche. Come affrontare siccità prolungate, ondate di calore ed eventi estremi senza precedenti. La necessità di una valutazione climatica alla base di ogni politica regionale, non solo nella pianificazione territoriale, ma anche nella tutela dei diritti della persona e l’applicazione di un criterio di giustizia sociale. Un impegno rivoluzionario nel fronteggiare la sfida del cambiamento climatico. Riaffermando il primato della politica e la centralità del metodo scientifico come guida dell’azione dei legislatori. La crisi climatica è già qui e le sue conseguenze sono visibili in maniera preoccupante. Prenderne atto è il passo necessario per cominciare a ripensare urbanistica, pianificazione economica, agricoltura, sanità, protezione civile per salvare vite umane e mettere in sicurezza le nostre città in questa nuova e mutata realtà.