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“L’assemblea generale della Cgil di Terni, riunita martedì 7 maggio, ritiene non più accettabile assistere quotidianamente alle continue morti sul lavoro”. È quanto si legge nell’ordine del giorno approvato al termine dei lavori dal sindacato ternano, che sottolinea come l’Umbria continui a detenere un “triste primato” in tema di infortuni sul lavoro: 2.633 nei primi tre mesi del 2024, di cui oltre 500 in provincia di Terni.
“L’incidente di Casteldaccia nel palermitano – si legge nell’ordine del giorno – è, come affermato dal Presidente della Repubblica Mattarella, l’ennesima strage che non può lasciarci indifferenti. Per questo è doveroso mobilitarsi, come già fatto l’11 aprile scorso con lo sciopero, per chiedere interventi rapidi per arginare questo fenomeno a partire dalle rivendicazioni che come sindacato da tempo sollecitiamo in materia di salute-ambiente-sicurezza, sia nei confronti del Governo che delle istituzioni locali, che, non intervenendo sulle regole del libero mercato, implicitamente alimentano il cono d’ombra su appalti e sub appalti”.
Secondo la Cgil di Terni, mercato del lavoro, appalti e lotta al precariato rappresentano “i punti fondamentali sui quali intervenire per ridare dignità al lavoro”. Per queste ragioni la Cgil tutta è mobilitata nell’azione refernedaria lanciata lo scorso 25 aprile per cambiare le regole in materia di licenziamenti, precarietà, appalti e sicurezza. “I referendum rappresentano l’occasione per poter animare un protagonismo territoriale dove, accanto al percorso di raccolta firme, sarà possibile rimettere al centro dell’attenzione pubblica questi temi fondamentali, troppo spesso trascurati dal dibattito politico ed elettorale”.
“Il passaggio storico che stiamo attraversando – conclude la Cgil di Terni – ci impone uno sforzo straordinario per cambiare realmente le cose. Per questo intendiamo rilanciare e rafforzare la nostra azione in rappresentanza delle tante persone che quotidianamente ci danno fiducia e che vogliono cambiare realmente questa società”.