Lunedì 4 dicembre, durante i servizi predisposti dal Questore Failla per la prevenzione e il contrasto dello spaccio delle sostanze stupefacenti – attuati in tutto il territorio, ma con particolare attenzione questa volta nel quartiere di Borgo Rivo – la Polizia di Stato di Terni ha arrestato due giovani ternani per detenzione ai fini di spaccio.

L’attività si è concentrata su una precisa zona, Cinque Strade, zona conosciuta dagli “addetti ai lavori” come “zona anti-sbirro”, in quanto isolata, ma comunque parallela alla strada principale, oggetto di segnalazione da parte dei residenti, perché presumibile area di spaccio, non solo nei parchi, ma anche nelle abitazioni.

In particolare, nelle segnalazioni veniva indicato un appartamento dove erano stati notati movimenti sospetti, come andirivieni di vari individui estranei al quartiere, che transitavano in una strada chiusa, in genere riservata ai soli residenti, residenti molto attenti e collaborativi tanto che, qualche giorno prima, avevano permesso alla Squadra Volante di recuperare e restituire al legittimo proprietario un ciclomotore rubato ed abbandonato proprio nel loro quartiere.

Il servizio di appostamento, da parte della IV Sezione Antidroga della Squadra Mobile, non ha potuto far altro che accertare che quanto era stato dichiarato dai residenti corrispondesse a verità: intorno alle 18:30 di lunedì, infatti, gli agenti hanno visto un’auto con due uomini a bordo avvicinarsi alla casa segnalata, il passeggero scendere, entrare nel portone ed uscirne subito dopo per poi ripartire.

L’auto è stata fermata e i due sono stati controllati: il passeggero aveva con sé due cilindri di hashish da 50 grammi l’uno, il conducente – risultato completamente all’oscuro dei fatti – ha detto agli agenti che il suo amico gli aveva chiesto di accompagnarlo perché aveva l’auto rotta e di fatto questi era rimasto in auto, ignaro di quello che stava facendo l’altro.

Una volta in questura, il passeggero è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio: si tratta di un ternano, di 30 anni, titolare di una ditta edile, con un precedente per reati legati alle manifestazioni sportive.

Il servizio è continuato con un’altra pattuglia che, non appena ha avuto la certezza dell’identità dello spacciatore, lo ha fermato all’uscita di casa, procedendo poi alla perquisizione domiciliare: in una stanza adibita a laboratorio di confezionamento dello stupefacente, divise in diversi contenitori ermetici, infiorescenze dette anche “cime” di marijuana, per un totale di 1 kg, poi altra marijuana, risultata di qualità superiore e per questo distinta dalle altre, in vasetti in vetro in diverse grammature.

Presente anche una macchina per confezionare i sacchetti sottovuoto, come per quelle per gli alimenti, e ancora: bilancini, taglierini e un coltello “alla Rambo” con ancora la lama sporca di hashish.

Nelle altre stanze, altri 4 panetti per un totale di 420 grammi, più diverse dosi già pronte da 15 e 5 grammi, poi altri 20 cilindri per 1,050 grammi e altri due cilindri per 1 etto e 5 grammi.

Oltre alla droga però, gli agenti hanno trovato anche una sorpresa: un tesoretto di 26.000 euro, in vari tagli, suddivisi in mazzetti da 1.000 euro ciascuno, confezionato sottovuoto nel cellophane e contenuto in una cassetta militare a chiusura ermetica, utilizzata normalmente per le cartucce; inoltre, altri mazzetti di soldi da 1.000, 450 e 310 euro, per un totale di 27.460 euro, probabile frutto dell’attività illecita.

Il ternano, di 29 anni, con alcuni precedenti, è stato arrestato e il Pubblico Ministero di turno ha disposto la direttissima per mercoledì, rito in cui il Giudice, dopo aver convalidato gli arresti, ha accolto la richiesta del PM, disponendo gli arresti domiciliari per lui e l’obbligo di firma per il 30enne.

Tutta la droga sequestrata, acquistata in parte da uno dei due arrestati per 200 euro a cilindro, avrebbe fruttato, una volta suddivisa per essere venduta sul mercato, poco meno di 50.000 euro.