Adottata dal Comune di Perugia l’ordinanza per il contrasto al fenomeno della prostituzione su strada.

E’ vietato, nel periodo dal 6 maggio al 31 ottobre, in via Settevalli, via Nuvolari, via Conti, viale del Percorso Verde, via Trasimeno Ovest (compresa la strada che permette l’accesso al raccordo Perugia- Bettolle direzione Perugia), via del Tempo Libero, via Mario Angeloni con relative aree di parcheggio, via Canali, via Campo di Marte, via del Macello, via Piccolpasso, via Dottori, via Penna, via Soriano, via Corcianese, via Cestellini, via della Scuola, “intrattenersi con soggetti dediti al meretricio, che mettano in atto contemporaneamente o in alternativa uno dei seguenti comportamenti: permanere a lungo nelle suddette vie al fine della prostituzione; assumere atteggiamenti congruenti allo scopo di offrire prestazioni sessuali; indossare abiti idonei a manifestare l’intenzione di adescare al fine del meretricio o che offendano il pubblico pudore”.

La violazione si concretizza anche “consentendo la salita a bordo di un veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati o con la semplice fermata al fine di contrattare la prestazione sessuale con il soggetto dedito al meretricio”.

La violazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa di 450 euro.

 

Sen. Pavanelli: “donne colpevolizzate dall’ordinanza; sono vittime di un sistema”.

“Il sindaco di Perugia vuole eliminare la prostituzione vietando abiti idonei a manifestare l’intenzione ad adescare, così cita la nuova ordinanza del Comune di Perugia in vigore a fine mese per contrastare la prostituzione.

Sarebbe opportuno capire quali criteri determineranno se una donna sia vestita in maniera succinta o meno.

Come al solito si colpevolizza la donna e non si determinano politiche per contrastare realmente il fenomeno della prostituzione e offrire un aiuto a queste donne che sono solo vittime di un sistema”. E’ quanto osserva in una nota la senatrice umbra del M5s Emma Pavanelli.

“La mercificazione del corpo femminile – prosegue – è un tema culturale a cui vanno contrapposte azioni contro la disparità di genere. Invece che firmare ordinanze, sarebbe stata auspicabile una riflessione sullo sfruttamento sessuale, sul maltrattamento fisico e psicologico delle donne. Si colpevolizzano le donne ma sono gli uomini che vanno a prostitute. Una decisione ridicola e grave che ci fa capire a che livello è arrivata la destra: un livello medioevale, omocentrico e privo di idee”.