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Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore su tutto il territorio provinciale, la Polizia di Stato di Perugia, coadiuvata dagli uomini del Reparto Prevenzione Crimine Umbria Marche e da personale della Polizia Locale, è intervenuta presso il complesso edilizio di via Mario Angeloni per la presenza di persone coinvolte nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
Dopo un primo sopralluogo esterno, gli agenti hanno controllato alcuni appartamenti segnalati dove, oltre a una situazione igienico sanitaria deprecabile e uno stato di degrado, gli operatori hanno trovato quattro uomini extracomunitari sprovvisti di documenti di identità. Gli stessi, interrogati circa la loro presenza nell’appartamento, non sono riusciti a fornire alcuna giustificazione attendibile. Nel controllare l’abitazione, inoltre, gli agenti hanno rinvenuto degli involucri contenenti della sostanza, poi risultata dalle analisi essere di tipo stupefacente.
Considerata la circostanza, gli operatori hanno accompagnato gli uomini in Questura per l’identificazione e verificare la loro regolarità sul Territorio Nazionale.
Dagli accertamenti di rito, tutti i soggetti sono risultati irregolari e gravati da numerosi precedenti di polizia per vari reati. Tre di loro, inoltre, erano inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare lo Stato e, pertanto, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria e messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione. L’extracomunitario trovato in possesso dello stupefacente è stato anche sanzionato ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90.
Uno di questi soggetti, che nei vari controlli di polizia aveva fornito diversi “alias”, ovvero identità false, è risultato essere destinatario di un ordine di esecuzione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale di Perugia per precedenti rapine compiute a danno di passanti. Per questo motivo è stato tratto in arresto e, successivamente, accompagnato dagli operatori presso il carcere di Capanne dove sconterà una pena di tre anni e tre mesi di reclusione.
Gli altri due sono stati messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione che ne ha curato l’immediata espulsione dal territorio dello Stato.
Il quarto, infine, è stato immediatamente accompagnato presso il Centro di Permanenza e Rimpatrio di Potenza.