La cattedrale di Santa Maria Assunta ha accolto con calore e profonda commozione l’ingresso ufficiale di monsignor Alfonso Raimo, novantatreesimo Pastore della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. Un solenne rito di insediamento che ha visto la partecipazione del Nunzio Apostolico in Italia, l’arcivescovo Edgar Peña Parra, e di numerose autorità religiose, civili e militari.
La liturgia ha preso il via sulla porta della Cattedrale con i gesti tradizionali del bacio del Crocifisso, la preghiera nella cappella del Santissimo Sacramento e la lettura del decreto di nomina. Successivamente, con l’insediamento alla cattedra, sacerdoti, religiosi e laici hanno reso omaggio al nuovo Vescovo.
Alla celebrazione, animata dalla Corale diocesana e dagli studenti del liceo musicale Angeloni diretti da don Sergio Rossini, hanno preso parte numerose personalità. Tra queste, il cardinale Gualtiero Bassetti, l’arcivescovo di Salerno mons. Andrea Bellandi, numerosi vescovi dell’Umbria e della Campania e circa novanta tra presbiteri e diaconi. Presenti anche le massime autorità del territorio, tra cui il prefetto Antonietta Orlando, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi e i primi cittadini dei Comuni del territorio diocesano, oltre a delegazioni giunte dalla Campania, in particolare da Eboli e dal paese natale del presule.
Nell’omelia, richiamando l’imminente anniversario della dedicazione della Cattedrale, mons. Raimo ha invitato la comunità a riscoprirsi parte integrante della Chiesa, affermando che è dentro questa Chiesa, e non al di sopra di essa, che oggi egli viene a prendere posto per camminare e servire con il popolo il Signore. Le pietre della Cattedrale ricordano che Dio non smette mai di radunare il suo popolo e interrogano tutti su quale volto di Chiesa si stia consegnando alle nuove generazioni.
Il Vescovo ha poi messo in guardia dai rischi dell’individualismo e delle divisioni nella società odierna, sottolineando come la mentalità della frammentazione non debba insinuarsi nella vita ecclesiale. La comunione, ha ricordato, non nasce dallo stare semplicemente insieme o dalla buona volontà, ma affonda le sue radici nell’amore di Dio che si verifica concretamente nell’amore verso il prossimo.
Soffermandosi sui disagi dell’epoca contemporanea, mons. Raimo ha allargato il concetto di straniero, invitando a non temere chi è diverso e a non dimenticare chi si sente isolato: dai giovani che faticano a trovare il proprio posto agli anziani segnati dalla solitudine, fino alle famiglie che affrontano sofferenze nascoste.
Ricordando la storia della Cattedrale, ferita dai bombardamenti della guerra e poi ricostruita, il nuovo Pastore ha offerto un forte messaggio di rinascita, ricordando che la speranza cristiana nasce quando, davanti alle macerie, qualcuno trova la forza di raccogliere una pietra e ricominciare a costruire.
In chiusura, il Vescovo ha rivolto un invito accorato a tutti i fedeli di diventare uomini e donne che raccolgono e non disperdono, che avvicinano e non allontanano, che costruiscono e non distruggono; uomini e donne che, amando Dio con tutto il cuore, imparano ogni giorno a riconoscere nell’altro non uno straniero da temere, ma un prossimo da amare.
Prima della celebrazione liturgica, mons. Raimo ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni presso la Sala Consiliare del Comune di Terni. Nel suo saluto ha sottolineato la necessità di un dialogo costante basato su rispetto reciproco, lealtà e responsabilità condivisa, ribadendo che la Chiesa non può rimanere estranea alle difficoltà delle famiglie, alle incertezze del lavoro e alle attese dei giovani.
