Terni – Arriva un importante riconoscimento istituzionale nella vicenda dei murales dello stadio “Libero Liberati”, realizzati nel 1975 dalla Brigata Pablo Neruda e da settimane al centro del dibattito cittadino.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria ha risposto alla segnalazione presentata da diverse associazioni e gruppi ternani – ARCI Terni, Il Pettirosso, Sentieri Partigiani, ANPI Terni, CGIL Terni, ASD “Gramsci” Terni e i collettivi della Curva Est “Vecchio Stampo” e “Brigata Gagarin” – chiarendo di non essere mai stata informata della presenza né di un eventuale spostamento delle opere.
Contestualmente, l’Ufficio di Perugia ha chiesto al Comune di Terni immediate delucidazioni, aprendo alla possibilità di riconoscere i murales come beni culturali meritevoli di tutela, in quanto testimonianza significativa di storia, identità e memoria collettiva. Una presa di posizione che smentisce alcune ricostruzioni circolate nei giorni scorsi e che restituisce chiarezza sulla vicenda.
Le associazioni hanno accolto con soddisfazione la risposta, sottolineando come i dipinti non siano “semplici decorazioni murarie”, ma rappresentino il lascito degli esuli cileni accolti a Terni dopo il golpe di Pinochet, un simbolo tangibile della solidarietà internazionale espressa dalla città in quegli anni.
Un ringraziamento è stato rivolto anche all’onorevole Elisabetta Piccolotti (AVS), che con un’interrogazione parlamentare ha portato la questione all’attenzione del Ministro della Cultura, contribuendo a rafforzare la richiesta di protezione istituzionale.
Le realtà promotrici hanno infine annunciato la volontà di organizzare a breve una iniziativa pubblica dedicata alla storia dei murales, alla Brigata Pablo Neruda e alla memoria dell’accoglienza ternana verso i profughi cileni, affinché questo patrimonio rimanga vivo e condiviso da tutta la comunità.
