Gli Arcieri Città di Terni non sono rimasti con le mani in mano. Tutt’altro. La società del presidente Mauro Sbaraglia ha organizzato per l’ultimo fine settimana una competizione casalinga. Il “Trofeo di Natale” legato ovviamente alle imminenti festività

“Abbiamo voluto organizzare questo evento – afferma Sbaraglia – perché crediamo che lo sport debba essere anche aggregazione e un valido supporto nei momenti difficili. Purtroppo questo 2020 di problemi ne ha creati e ne sta creando tanti. Ritrovarsi tutti insieme, sebbene nel pieno rispetto delle prescrizioni vigenti, è servito per far ritrovare ai nostri atleti quel calore che inevitabilmente era andato scemando”.

Ma un Trofeo è pur sempre una competizione. E mai come in questo momento gli arcieri hanno bisogno di gareggiare, di confrontarsi sulla linea di tiro.

“L’allenamento è fondamentale ma anche respirare l’aria che soltanto una gara ti regala lo è – sottolinea Stefano Tombesi, vicepresidente degli Arcieri Città di Terni e consigliere federale – per questo come società stiamo cercando di offrire ai nostri atleti il massimo delle opportunità in tal senso, pur dovendo farei i conti con le tante limitazioni. Siamo l’unica società in Italia ad aver installato un tunnel igienizzante che garantisce la massima sicurezza e possiamo contare su una palestra dove poter svolgere allenamenti e disputare gare. Questo ci consente di andare avanti nella nostra attività”.

La conferma di quanta voglia c’è di gareggiare nel mondo dell’archery è arrivata dalla presenza, al “Trofeo di Natale” di Ilario Di Buò. Il sette volte olimpionico, oggi allenatore della nazionale maggiore femminile, ha onorato la nostra società rimettendosi dopo 10 anni sulla linea di tiro.

“Come Federazione, tramite i nostri comitati regionali, stiamo lavorando ad un progetto per portare il tiro con l’arco nelle scuole. Sarebbe dovuto partire quest’anno ma i fatti ci hanno obbligato a rivedere i nostri piani. Non demordiamo però: ci stiamo attrezzando con i mezzi a distanza per centrare un obiettivo ambizioso ma che riteniamo essere fondamentale per la divulgazione capillare del nostro sport”.