La striscia negativa di quattro sconfitte consecutive si è chiusa con il pareggio di Cittadella, contro una squadra in lotta, come la Ternana, per evitare la retrocessione, ma a differenza della squadra rossoverde con il morale alle stelle per la rimonta che è riuscita a fare in appena 12 partite del ritorno.

Sul piano pratico il pari del Tombolato consente alla Ternana di guadagnare un punto su Pro Vercelli ed Entella, uscite sconfitte dai loro rispettivi incontri, e di mantenere invariate le distanze dal Trapani e dal Modena anche se le aspettative alla vigilia erano differenti. Si sperava di tornare a casa con i tre punti, ma una Ternana convalescente, timorosa, impaurita dagli insuccessi forse al momento non poteva fare e dare di più.

E’ forse, allora, opportuno dare al pari il giusto significato ovvero quello di esser tornata a far punti in trasferta e di incamerare un pizzico di autostima in più che potrebbe tornar comoda per un finale di campionato davvero complicato.

Giovedì sera Bari, poi, nell’ordine Spezia, fuori, Perugia, Catania in Sicilia, sono impegni che impensieriscono non poco ed affrontarli con una maggiore considerazione nei propri mezzi è essenziale.

Certo, però, non è ancora sufficiente e la squadra deve aiutarsi da sola per sfoderare prestazioni che possano mettere in difficoltà gli avversari.

Quali altre note possiamo annotare dalla prestazione di Cittadella?

Sicuramente una squadra che sull’orlo del baratro nei primi 15 minuti ha avuto la forza e la lucidità di compattarsi e di crescere minuto dopo minuto nel primo tempo e di giocarsela alla pari nella ripresa anche se la Ternana non è riuscita ad esprimere il furore agonistico e l’intensità dei padroni di casa. Forse sul piano del gioco e della manovra ha fatto leggermente meglio in alcune fasi del match, ma con troppi errori sia in fase difensiva che sotto porta con scelte di giocata spesso sbagliate.

Per la prima, aver lasciato almeno due volte l’attaccante a tu per tu con Brignoli è stato un errore madornale che poteva costar caro e fortunatamente il numero 22 rossoverde ci ha messo due pezze determinanti, mentre per la seconda delle pecche non possiamo non considerare ancora una volta come ci sia poca lucidità in area avversaria.

La non ancora ottimale condizione, fisica e mentale di Avenatti,   penalizza la fase offensiva e la Ternana non può fare a meno di un giocatore come lui. Qualche timido miglioramento si, c’è stato ma non è ancora sufficiente. E’ vero, è giovane e sarebbe forse chiedere troppo all’uruguagio di prendersi sulle spalle la squadra e guidarla verso la salvezza. Deve, però, provarci a fare la differenza e a trascinare la squadra perché lui deve convincersi che ne ha i mezzi e le qualità.

Qualche miglioramento anche a centrocampo dove Viola ha fatto meglio e con uno spirito diverso, dove Crecco è sembrato crescere sul piano fisico e dove Gavazzi ancora una volta ha fatto il diavolo a quattro per alimentare l’azione offensiva. In leggera crescita anche Vitale, ma per un giocatore come lui l’apporto non è ancora sufficiente.

Insomma, qualche timido segnale di miglioramento dal Tombolato è arrivato, ma per venire fuori da una situazione delicata come quella odierna occorre dare di più da parte di tutti. Nessuno escluso e con una compattezza di squadra non solo a parole e sul campo, ma anche aldifuori dello stesso. Oggi non serve salvare la propria prestazione, ma serve metterla al servizio della squadra; non serve andare a caccia della soluzione che esalti la propria prestazione ma quella della squadra. E lo abbiamo detto più volte, ma con scarsissimi risultati, anche la società dovrebbe essere in prima linea: confrontarsi, parlare con giocatori e tecnico e magari studiare e mettere in atto iniziative che possano avvicinare più tifosi alla squadra almeno in occasione delle partite casalinghe.  Anche portare 300/400 tifosi in più al Liberati ha un significato importante e, allo stesso tempo, non sarebbe così penalizzante per le casse societarie.

In via Aleardi, insomma, ci si dovrebbe preoccupare molto di più dei danni patrimoniali che causerebbe una malaugurata retrocessione piuttosto che perdere una piccola parte dell’introito ai botteghini.

Una considerazione alla Catalano, ma necessaria in un momento delicatissimo del campionato!

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