Istituzione immediata del Fondo regionale per le vittime dell’amianto e un nuovo censimento sulla presenza di manufatti ormai fermo agli anni 2009-2011. A chiederlo è una mozione presentata dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca. “In assenza di alcuna iniziativa legislativa, il Fondo regionale allo stato attuale non risulta istituito” ha riposto la direzione regionale Salute e Welfare alla richiesta di accesso agli atti sul Fondo regionale per le vittime dell’amianto. Una situazione in netto contrasto rispetto a quanto previsto dalla Deliberazione n. 84/2016 dell’assemblea legislativa dell’Umbria con cui la Regione si impegnava ad adottare una serie di iniziative per la gestione dei manufatti di cemento e amianto.

“La risposta dell’assessore Coletto ricalca il solito schema del ‘faremo faremo’ – dice De Luca dopo aver reso noti i dati relativi alla richiesta di accesso agli atti presentata agli uffici regionali – rispetto alle pratiche raccolte e alle ispezioni effettuate, l’assessore si vanta di obblighi espletati dalle imprese che semplicemente seguono le leggi, a cominciare dal Dlgs 81/08, che le obbliga prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto a predisporre un piano di lavoro ed inviarlo alla Usl competente. I piani di lavoro non vengono redatti quindi da un obbligo regionale. Rispetto alle attività che ‘saranno’ inserite nel nuovo Piano regionale della Prevenzione diciamo che attendiamo fiduciosi. Già nel 2015, con iniziativa dell’ex consigliere Liberati, il M5S chiedeva il censimento della presenza di manufatti di amianto e cemento. Da allora niente è stato fatto, mentre altre regioni come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna si sono dotate di strumenti di indagine e ricerca molto avanzati che permettono di quantificare dove si trovano i manufatti con presenza di eternit, i metri quadri di materiale, il suo stato di conservazione, il numero di persone che ci vivono o lavorano, se si trovano in campagna o piuttosto vicino a parchi giochi per bambini. E perchè l’assessore non propone incentivi per le imprese che vogliono smaltire i manufatti, senza il vincolo di installare impianti fotovoltaici com’era in precedenza? Ad oggi l’unico finanziamento per le imprese lo propone l’Inail che dà il 65% con il click day. Ma i fondi non bastano mai. I dati confermano la necessità di aumentare la sorveglianza medica ed epidemiologica. Anche sulla proposta di istituire un Fondo regionale – prosegue De Luca – l’assessore Coletto ripete ‘faremo faremo’ ma chissà nel frattempo quanti lavoratori ex esposti hanno perso la vita”.

Oltre alla richiesta di istituzione del Fondo regionale, la mozione presentata dal M5S vuole impegnare la giunta a disporre immediatamente con i competenti Servizi della Direzione regionale Ambiente e in collaborazione con i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali e ARPA Umbria, l’aggiornamento del monitoraggio dei siti, pubblici e privati, in cui risulti la presenza di manufatti in cemento-amianto. L’avvio immediato nei territori dell’Usl Umbria 2 delle attività di campionamento e controllo analitico degli acquedotti presenti e tutt’ora non campionati. Un’indagine analoga, per metodologia e numerosità dei campioni, a quella realizzata nell’Usl Umbria 1. A distanza di cinque anni dalla delibera del 2016 permangono infatti molte zone d’ombra. “Per questo chiediamo l’istituzione immediata del Fondo regionale – conclude De Luca – individuando congrua quantificazione economica e contestuale regolamento attuativo in modo che possa essere attivo al più presto. È necessario seguito, senza ulteriori indugi, al censimento dettagliato dei siti in cui è stata riscontrata la presenza di manufatti in cemento e amianto”.