La Lega “condivide e supporta l’azione amministrativa del sindaco di Terni, Leonardo Latini” e “si rinforza con la nomina a vicesindaco di Benedetta Salvati, definita sulla base dell’ottimo lavoro svolto dall’assessore su tematiche fondamentali per la crescita e il rilancio della città”: a dirlo, in una nota, è il referente provinciale del partito, Nico Nunzi, dopo il rimpasto della giunta comunale di palazzo Spada. “Siamo certi – prosegue, augurando anche buon lavoro al neo assessore Federico Cini – che tutte le forze della coalizione contribuiranno in maniera positiva al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi prefissati da questa amministrazione”.

 

Apprezzamento per le scelte del sindaco di Terni Latini da parte dei coordinatori regionale e provinciale di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini e Paolo Alunni Pistoli. “Il sindaco – scrivono in una nota – ha riconosciuto il ruolo di Fratelli d’Italia, grazie alla qualità della nostra azione amministrativa.

Si è così ridisegnato l’equilibrio della Giunta. Il sindaco ha dato la giusta importanza ed il giusto peso a Fratelli d’Italia, secondo partito di maggioranza”.

Soddisfazione viene nello specifica espressa per la nomina del capogruppo in consiglio, Maurizio Cecconelli, alla Cultura e per la delega al Turismo assegnata all’assessore allo Sport, Elena Proietti. “La crescita di Fratelli d’Italia, ribadita ormai da tutti i sondaggi – concludono Zaffini e Alunni Pistoli – non poteva non aprire nuovi scenari anche a Terni”.

 

“Il sindaco faccia chiarezza, che spieghi in Consiglio comunale cosa sta succedendo, come mai l’assessore Bordoni ha preferito lasciare, soprattutto deleghe così calde, e le motivazioni di questo ennesimo rimpasto”: a dirlo è il Pd di Terni in merito alle nuove nomine nella Giunta comunale di palazzo Spada decise dal sindaco Leonardo Latini.

“La situazione di palese ingovernabilità che va avanti da quando l’attuale giunta si è insediata – sostiene il Partito democratico -, ha ormai raggiunto livelli grotteschi, tra la ricerca di strapuntini, seggiole e predellini, con un sindaco debolissimo, ostaggio di sgambetti interni sia dai suoi alleati che dai suoi stessi compagni di partito, in un clima che alimenta chiacchiere e pettegolezzi da cui la comunità ternana, ma la stessa istituzione vanno tutelate. Sindaco che ormai ha preso la strada dell’abbandono delle esperienze civiche, sociali e culturali verso una completa accondiscendenza ai desiderata dei partiti”.

Allo stesso Latini il Pd chiede di decidere, “dato che la boa di metà mandato è più che superata”, quali sono “i programmi per la città, quali i programmi di rilancio e sviluppo economico, siderurgico, chimico, quali per l’università e la ricerca”. “O faccia un passo indietro – conclude il Pd – e ridia ai cittadini la parola, perché sia chiaro che Terni è dei ternani e non può ridursi a oggetto di guerra tra bande, più meno autoctone”.

 

Thomas De Luca (M5S): “Hanno fatto un deserto e lo chiamano Terni”

Chi si meraviglia della giunta Latini, delle miserie umane e politiche che stanno caratterizzando il cosiddetto “rimpasto” dimostra di non aver capito ciò che era certo sin dall’inizio. E cioè che la mancanza di una visione stronca ogni proposta e ogni idea di futuro. Chi oggi si meraviglia dovrebbe finalmente prendere atto, con estrema amarezza, che Terni ha perso un treno fondamentale alle scorse amministrative. E che l’unica proposta politica che avrebbe davvero voltato pagina e fatto uscire Terni dalla palude economica, ambientale, sociale e culturale era quella del Movimento 5 Stelle. Purtroppo, a fronte di un progetto credibile e concreto di una città europea, la maggioranza dei ternani ha scelto altro. Una scelta che abbiamo sempre rispettato, ma che oggi dimostra in maniera ineluttabile il fallimento di una scatola vuota con sopra impressa la faccia di Salvini. Cosa c’è ancora da aggiungere quando si mandano a casa coloro che hanno fatto il loro lavoro in questi due anni e mezzo, al netto delle valutazioni di parte, mentre si promuove la gestione negazionista della questione ambientale e sanitaria della città? Mentre si fallisce clamorosamente sul piano della sicurezza e dell’ordine pubblico e per fare cassa vengono svenduti e privatizzati beni come l’acqua pubblica? In tre anni è il quarto rimpasto di giunta, senza contare gli innumerevoli cambi di casacca interni alla maggioranza perché per qualcuno gli appetiti personali vengono sempre prima del bene dei cittadini. Quando mancano totalmente politiche giovanili e del lavoro, ma si perde un mese per sistemare poltrone e strapuntini, cosa c’è altro da aggiungere?