“L’emergenza idrica che colpisce la zona di Papigno, dove l’accesso all’acqua fluviale è negato agli abitanti, ha portato i cittadini a spegnere l’ultimo incendio che si è verificato nella zona addirittura con secchi d’acqua riempiti dai rubinetti domestici”. Lo evidenzia il capogruppo M5S all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Thomas De Luca, annunciando la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale “a seguito dello scaricabarile da parte del Comune di Terni che afferma la non competenza ad intervenire per ripristinare il servizio. La Regione ha il dovere di intervenire per garantire il diritto di accesso all’acqua da parte degli abitanti evitando disagi e potenziali situazioni di pericolo agli abitanti e al centro abitato di Papigno”.

Il consigliere De luca spiega che “la frazione del Comune di Terni sorge all’incrocio di due fiumi che attivano centrali idroelettriche, a due passi dalla Cascata delle Marmore, ma ad oggi non riceve acqua fluviale neppure per la sicurezza pubblica. Le fontanelle e i fontanili di acqua fluviale sono cronicamente asciutti, come denunciato più volte sugli organi di stampa dall’associazione di volontariato ‘Papigno Pesche’”.

“Non esistono – continua De Luca – bocchette antincendio e prese che garantiscano flussi d’acqua continuativi in caso di emergenza. E come se non bastasse, trattandosi di un antico centro medievale, le autopompe dei Vigili del Fuoco non hanno facilità di accesso. L’ultima volta che dalle sterpaglie si è sviluppato un incendio è stato spento dalle secchiate d’acqua potabile gettate dai residenti dalle finestre. Ciclicamente le tubature si otturano in mancanza di manutenzione rendendo impossibile innaffiare orti e giardini. Sono problemi che gli abitanti di Papigno devono affrontare ormai da dieci anni, con notevoli disagi per gli agricoltori e rischi che potrebbero rivelarsi fatali in caso di incendi, emergenze idriche o eventi avversi di altro tipo. Non è concepibile che in una delle antiche Municipalità di Terni non vi sia accesso continuo all’acqua fluviale che sgorga così copiosa nel nostro territorio mandando avanti grandi turbine elettriche. L’acqua – conclude il consigliere regionale – è un bene comune e primario, l’accesso un diritto universale riconosciuto dallo Statuto regionale”.