Il consigliere regionale Thomas De Luca (M5S) annuncia di aver avviato una procedura di accesso agli atti per verificare “quante operazioni chirurgiche (e a quale costo) sono state effettuate dalla clinica Porta Sole di Perugia in base alla convenzione stipulata, a novembre 2020, con l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni per assicurare prestazioni sanitarie non procrastinabili in regime di ricovero a favore di pazienti non Covid”.

De Luca spiega che “in forza di questo accordo è stata prevista una remunerazione alla clinica privata corrispondente alla tariffa prevista per i Drg abbattuta del 20 percento in ragione del fatto che il personale medico-chirurgico è messo a disposizione proprio dall’Azienda ospedaliera e si sposta ad operare presso la Casa di Cura. Come descritto nella convenzione, l’attività svolta presso la Casa di Cura è esclusivamente legata all’emergenza Covid e non rientra nell’attività contrattualizzata con le Aziende sanitarie locali. I cittadini dell’Umbria del sud, quindi, per avere diritto ad una prestazione sanitaria, sono costretti a recarsi in una clinica privata a Perugia. Un enorme paradosso considerando anche il fatto che strutture come la Ex Milizia rimangono vuote nonostante possano con poco essere allestite. Considerando anche che strutture come quelle di Narni e Amelia, sebbene Covid-free, sono state pesantemente svuotate dei loro servizi. Il tutto mentre il Santa Maria in perenne stato di sottodimensionamento di organico subiva l’esodo dei propri operatori sanitari”.

Il capogruppo regionale M5S ricorda che “dal 1 dicembre scorso ad oggi sono stati effettuati a Perugia 4.013 interventi, mentre a Terni solo 2.300 con circa 1.500 persone in lista di attesa in più per un’operazione. Nel periodo preso in esame Perugia ha effettuato quasi 2.000 interventi in più di Terni. Un anno fa, con mille dipendenti in meno l’azienda ospedaliera di Terni aveva fatto solo 100 interventi in meno di Perugia. Questo considerando che nella provincia di Terni non esistono case di cura con posti letto convenzionati in grado di erogare servizi sanitari gratuiti. Anche per questo abbiamo presentato la mozione che sarà discussa domani dall’Assemblea legislativa per chiedere alla Giunta regionale un parere chiaro e favorevole sul progetto del nuovo stadio di Terni e la redistribuzione dei posti letto convenzionati con la sanità pubblica nell’ottica del riequilibrio territoriale. Se questo non è uno scientifico attacco alla sanità dell’Umbria meridionale – conclude De Luca – non sappiamo come chiamarlo. Abbiamo chiesto la rendicontazione di tutta l’attività erogata per sapere quanti soldi pubblici sono stati spesi, quante e quali prestazioni sono state svolte anche alla luce dei dati che vedono l’ospedale di Terni limitare gli interventi chirurgici rispetto a Perugia dove l’attività è proceduta in maniera più fluida”.