L’Aula di Palazzo Cesaroni ha preso atto della proposta della minoranza (Pd, M5s, Misto, Patto civico) di istituire una commissione di inchiesta sulla “Gestione dell’emergenza sanitaria durante la pandemia da Covid-19″. Essendo stata sottoscritta da più di un terzo dei componenti dell’Assemblea, a norma di Statuto, l’istituzione della commissione di inchiesta è automatica ed il voto riguarda solo contenuti e tempistiche, votate all’unanimità.

L’organismo sarà composto da tutti i presidenti dei gruppi consiliari e resterà attivo per 12 mesi prorogabili per altri 12.

La proposta è stata illustrata in Aula dal capogruppo M5s Thomas De Luca: “E’ necessario – ha detto – fare chiarezza su quanto avvenuto negli ultimi mesi, sulle inefficienze e sulla gestione di molte questioni che non hanno permesso di affrontare le grande sfide che la pandemia ci ha posto, in ultimo quella dei vaccini, prima ancora la valorizzazione del patrimonio sanitario esistente, la carenza del personale, l’insufficienza delle terapie intensive. E poi la carenza nel contenimento dei focolai e del tracciamento, i contagi nelle Rsa”.

Fabio Paparelli (Pd) ha affermato che “ci sono diversi aspetti che la Commissione di inchiesta dovrà verificare: perché non c’è stata programmazione tra la prima e la seconda ondata; perché abbiamo sprecato risorse per l’ospedale da campo, non usando la ex Milizia di Terni; perché non abbiamo speso i fondi per le terapie intensive; perché in Umbria i decessi si sono decuplicati; perché abbiamo perso la capacità di tracciamento; perché ancora oggi abbiamo un piano dei vaccini così confuso”.