Dopo le relazioni della presidente della Giunta regionale, Donatella Tesei, e del portavoce delle minoranze, Fabio Paparelli, nell’Aula di Palazzo Cesaroni sono state illustrate e discusse alcune proposte di risoluzione che ipotizzano altrettanti interventi per affrontare l’emergenza Covid 19 in Umbria.

Rinviate in Terza commissione, all’unanimità, due risoluzioni delle minoranze che proponevano di “Adottare una nuova strategia vaccinale con prima somministrazione delle dosi accumulate ed incremento di personale e punti di vaccinazione” e di “Proporre in Conferenza Stato-Regioni l’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e socio-sanitari pubblici e privati”.

Approvato all’unanimità l’atto di indirizzo a firma Pace e Squarta (FdI) che chiede all’Esecutivo regionale di Modificare l’ordinanza che impone la chiusura delle attività commerciali al dettaglio a partire dalle ore 14 del sabato e per tutta la domenica; Potenziare il tracciamento dei contatti, implementare il numero dei punti di vaccinazione; Chiedere al Governo l’invio delle dosi aggiuntive di vaccino promesse dal ministro Speranza; Richiedere alle autorità preposte il rafforzamento dei controlli anti-assembramenti; Estendere i canali di vaccinazione sui luoghi di lavoro, coinvolgendo categorie economiche e sociali e imprese”.

Approvata all’unanimità anche la risoluzione firmata da Stefano Pastorelli(capogruppo Lega) che propone di: Valutare la possibilità di riaprire i negozi di vicinato nel pomeriggio del sabato; Individuare le categorie dei soggetti fragili e provvedere alla prenotazione delle loro vaccinazioni;

Chiedere al Governo nazionale forme di ristoro retroattive per le attività commerciali chiuse per ordinanza regionale e per quelle, soprattutto turistiche, che hanno subito perdite legate al divieto di spostamento tra regioni.

Approvata infine, sempre all’unanimità, la risoluzione che reca la firma di tutti i capigruppo e mira a “Promuovere azioni mirate di sostegno per la vaccinazione degli ultra 80enni, coinvolgendo anche i medici in pensione; Procedere quanto prima alla vaccinazione delle persone ‘estremamente vulnerabili’ (affette da determinate patologie, a prescindere dall’età), ai loro familiari e caregiver; Rafforzare informazione e comunicazione sulle vaccinazioni per convincere la popolazione a vaccinarsi; Produrre formulazioni vaccinali, con la validazione Ema e Aifa, sul territorio nazionale; Reinserire dottorandi e dottori di ricerca tra le categorie del personale universitario aventi diritto alla priorità nel piano vaccinale.