“Oggi più che mai il destino dei lavoratori della Treofan è strettamente collegato alla capacità delle istituzioni locali di creare le condizioni per rendere attrattivo il sito dell’ex Polymer verso una nuova industrializzazione. In questa fase Regione e Comune di Terni non possono più svolgere un ruolo passivo”: lo afferma il capogruppo M5s all’Assemblea legislativa, Thomas De Luca. “Servono politiche in grado di aggredire la crisi e ridare prospettive lavorative” aggiunge.

“In questa fase complessa – sostiene De Luca – si sta giocando una grande partita intorno ai 70 miliardi di euro del Recovery plan destinati alla transizione ecologica. Senza dimenticare i fondi regionali 2021-2027 e le risorse dell’area di crisi complessa. Sarebbe assurdo non compiere uno sforzo collettivo per potenziare il comparto della chimica verde, in un sito, quello ternano, dove già operano player importanti come la Novamont. Secondo le previsioni degli esperti il mercato del poliidrossialcanoato (Pha) dovrebbe raggiungere i 121 milioni di dollari entro il 2025. Parliamo di una famiglia di composti organici utilizzata per produrre polimeri e plastiche biodegradabili. Con un metodo di produzione legato alla fermentazione dello zucchero, dell’olio vegetale e del metano. Da una parte c’è la crescente attenzione alla riduzione delle plastiche non degradabili. Dall’altra, l’aumento previsto della domanda globale di Pha da varie applicazioni, inclusi imballaggi e servizi alimentari, biomedicale e agricoltura. E tutto grazie all’abbondanza di fonti di carboidrati presenti nella canna da zucchero, barbabietola, melassa e bagassa che possono essere facilmente consumate e convertite dai batteri per produrre PHA. Una nuova era nell’industria del confezionamento e dei servizi alimentari che può avere molteplici applicazioni, tra cui tazze, coperchi, contenitori per alimenti e altri prodotti per la ristorazione”.

De Luca ritiene che “le crescenti preoccupazioni ambientali, insieme ai problemi di gestione dei rifiuti, sono i fattori chiave di questo segmento”. “Imballaggi e servizi alimentari – prosegue – sono la principale fonte di rifiuti di plastica nel mondo. Il futuro del polo chimico non può che essere legato a bioplastiche e plastiche biodegradabili, e l’Europa si pone come il mercato più promettente per i prossimi anni. Le normative contro la plastica monouso e il cambiamento nel comportamento dei consumatori, dettato dalle crescenti preoccupazioni per la salute, sono i principali fattori trainanti. La necessità di prodotti rispettosi dell’ambiente sta guidando l’innovazione nel settore delle bioplastiche. L’industria degli imballaggi e dei servizi alimentari richiede plastica monouso e imballaggi sostenibili. Questo aumenta la necessità di bioplastiche, che a sua volta guida il mercato del Pha. Ma tutto dipenderà dalla capacità della politica locale di comprendere il ruolo che in questo momento la storia gli ha affidato. E dalla capacità di mettere sul tavolo una visione di sviluppo collettivo in scia con le politiche sostenibili che l’Europa intende perseguire”.