Alla fine di novembre avevo esposto le mie perplessità in merito al concorso di progettazione del Teatro Verdi, bandito dal Comune di Terni, in particolare in ordine ad un eventuale conflitto di interessi tra un membro della commissione giudicatrice e il vincitori del progetto, chiedendo perciò l’annullamento in autotutela del concorso di progettazione.

A ciò hanno fatto seguito interventi sui social e a mezzo stampa da parte dell’Assessore ai lavori pubblici Benedetta Salvati e non solo. Mi è pervenuta anche una lettera da parte dell’Architetto Cinti, inviata per conoscenza al Sindaco Leonardo Latini, al Dirigente Giorgini e all’Assessore Salvati, dunque nessuno non può non sapere.

Le mie perplessità – spiega il consigliere comunale ternano di Forza Centro Emanuele Fiorini – nascevano e nascono dal fatto che dalla lettura del curriculum della A+M2A balsa agli occhi come, in occasione del WaVe 2015, il workshop di architettura organizzato dall’Università Iuav di Venezia, vi sia stata una collaborazione alla didattica con il Prof. Francesco Chiellini, lo stesso Professore che è stato membro della commissione giudicatrice su concorso di progettazione vinto guarda caso proprio dalla A+M2A.

Sempre facendo una ricerca su internet nel sito ICEA Dipartimento Ingegneria Civile Edile e Ambientale dell’Università di Padova, fra i docenti per l’anno 2016 del master “Forme dell’abitare contemporaneo” figurano, strano ma vero, ancora il Professore Francesco Cellini e gli architetti dell’ A+M2A Marcello Galiotto ed Alessandra Rampazzo.

Uno dei principi costituzionali su cui poggia l’azione amministrativa è quello di imparzialità e buon andamento, principi che innervano anche il codice dei contratti pubblici e di cui costituiscono applicazione tutte quelle norme che contengono una disciplina minuziosa della composizione delle commissioni giudicatrici nelle procedure di gara. Tali norme da un lato attengono alla competenza e alla non influenzabilità di giudizio dei commissari, cui fa riferimento l’articolo 77 del codice dei contratti pubblici, dall’altro alla prevenzione delle frodi e della corruzione attraverso l’eliminazione del conflitto di interessi, cui fa riferimento il combinato disposto dell’art. 42 del codice degli appalti e dell’art. 7 DPR 62/2013. Si cerca in tal modo di garantire un giudizio dei commissari terzo, esente da possibili condizionamenti che ne possono compromettere l’imparzialità, con conseguente obbligo in capo ai membri della commissione giudicatrice di dichiarare l’inesistenza di ipotesi di conflitto di interessi e laddove le stesse sussistono di non assumere l’incarico. Ma fa capo anche alla stazione appaltante, in questo caso l’amministrazione comunale, verificare l’insussistenza di cause che impediscono la nomina di un soggetto a membro della commissione giudicatrice prima del conferimento dell’incarico.

Come si concilia quanto detto con quanto si legge nel curriculum della A+M2A?

Il membro della commissione giudicatrice Professor Cellini ha dichiarato, prima di assumere l’incarico, l’attività di collaborazione alla didattica con la A+M2A? Ha dichiarato di essere docente insieme agli architetti dello studio associato A+M2A nel master “Forme dell’abitare contemporaneo” organizzato dall’Università di Padova? Il Comune di Terni ha accertato l’esistenza di un eventuale conflitto di interessi in capo al professore Cellini che impedisce la sua nomina a membro della commissione giudicatrice?

Nella dichiarazione a firma del Professore Cellini del 22/06/2020 vi è scritto che lo stesso oltre a non trovarsi in alcuna delle cause di incompatibilità e di astensione previste dall’art. 77, comma 4, 5, 6, in ipotesi di conflitto di interesse, lo stesso si sarebbe impegnato laddove fosse sopraggiunta una di tali cause, a darne immediata comunicazione alla stazione appaltante, astenendosi da ogni comportamento pregiudizievole.

Oltre ad un eventuale conflitto di interesse tra il Professore Francesco Cellini e lo studio professionale vincitore del progetto, stante i loro rapporti di collaborazione, vi è anche un’altra situazione che va approfondita.

Infatti, sembrerebbe che il 22/09/2020 alle ore 9 in remoto, durante la seduta di decriptazione degli elaborati che doveva essere pubblica, vi siano stati dei problemi che hanno reso tale operazione non pubblica. Solo successivamente alle ore 11,30 in conferenza stampa tutti i partecipanti sarebbero venuti a conoscenza dei vincitori. Se cosi fosse, perchè non è stata annullata la procedura?

Per tali ragioni – conclude Fiorini – ho scritto alla Procura della Repubblica e ad altri organi competenti al fine di accertare eventuali profili di irregolarità e/o illiceità nel concorso di progettazione per il restauro del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Terni e se del caso di intraprendere ogni iniziativa di propria spettanza nei confronti degli autori e/o soggetti a qualunque titolo coinvolti nelle stesse, allegando varia documentazione in mio possesso.