“Estendere la platea dei tamponi rapidi gratuiti agli studenti compresi nella fascia di età dai 6 ai 19 anni, a tutto il personale sanitario non dipendente del sistema sanitario regionale e a quello impegnato, direttamente o indirettamente, nel trasporto sanitario”. È la richiesta della consigliera regionale del Partito democratico Donatella Porzi, che annuncia la presentazione di una mozione a riguardo per “chiedere alla Giunta regionale di sanare alcune discrepanze e disuguaglianze riscontrate nella propria condotta fino ad ora”.

Porzi ricorda che “è possibile utilizzare nelle scuole i test antigenici rapidi anche di seconda e terza generazione, visto che l’utilizzo di tali test antigenici rapidi è in grado di assicurare una diagnosi dei casi di Covid19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale, nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da Sars-CoV2. L’interrogazione e la mozione da me presentate ad ottobre e novembre hanno avuto esito negativo – dice Porzi – salvo poi essere recepite con ‘l’accordo tra la Regione Umbria e le associazioni delle farmacie pubbliche e private convenzionate per effettuare i test rapidi’: un fatto che ha dimostrato una, seppur tardiva, volontà di ravvedimento”.

“I test rapidi – prosegue Donatella Porzi – come avvenuto in Lazio, in Emilia Romagna e in Veneto, permettono di intercettare un rilevante numero di contagiati. Un fatto importante alla luce della necessaria valutazione epidemiologica della circolazione virale tra la popolazione studentesca e docente, alla vigilia della ripresa dell’attività didattica in presenza anche per le scuole superiori. È ingiustificabile però la volontà della giunta regionale di limitare la fruizione gratuita dei test ai soli studenti compresi tra i 14 e i 19 anni. Al momento le Usca della Regione Umbria risultano sottodimensionate e non riescono a raggiungere una sufficiente percentuale di tracciamento nonostante gli esperti avvertano che è in arrivo, nel nostro Paese, una terza ondata”.

“Ad oggi – spiega infine la Porzi – il personale sanitario delle cliniche private, a differenza degli operatori sanitari pubblici, non beneficia di tamponi gratuiti nonostante quotidianamente in tali strutture si eseguono non solo interventi in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale ma anche interventi chirurgici già programmati presso i due ospedali di Perugia e Terni. Così come non ne beneficiano gli altri operatori, per la maggior parte volontari, che gestiscono il trasporto sanitario. Una palese discriminazione – conclude – in una grave situazione di emergenza”.