“Con la fine del 2020 concludiamo la prima metà del nostro mandato caratterizzata dalle emergenze, prima il dissesto che era comunque un problema che sapevamo di dover affrontare, poi l’imprevedibile pandemia”. “Riteniamo però di aver seminato moltissimo, pur in mezzo a tutte queste difficoltà e abbiamo la fondata speranza che la città, prima ancora che la nostra amministrazione, possa raccogliere i frutti di questo grande lavoro nella seconda metà del nostro mandato”. Lo ha detto il sindaco Leonardo Latini partecipando oggi alla conferenza stampa di fine anno 2020 insieme alla Giunta comunale.

“Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per costruire e trasmettere un’immagine di Terni fuori dagli stereotipi, una città proiettata verso il futuro, come è nel suo Dna, più verde, più consapevole e orgogliosa delle sue bellezze e dei suoi talenti, più attrattiva e sicura”.

“Intanto, nelle prossime settimane, ci sarà la posa della prima pietra del PalaTerni e il 2021 sarà l’anno della restituzione della fontana dello Zodiaco alla città”.

Tra tutto quel che è stato fatto nel 2020 il sindaco Latini ha indicato alcuni elementi più significativi. Innanzitutto lo straordinario impegno di tutti per arginare la pandemia. Il sindaco ha ricordato in particolare le numerosissime attività dei servizi sociali e della protezione civile del Comune. Ha sottolineato, in particolare, il metodo adottato: “Abbiamo puntato sul senso di comunità, abbiamo chiesto e ottenuto l’aiuto di tutti, in primo luogo dell’associazionismo”.

“Quello del confronto resta il nostro metodo e continueremo a portarlo avanti sempre: con i cittadini, i corpi sociali intermedi, le associazioni di categoria e quelle sindacali. La nostra idea, perseguìta fin dall’inizio, è lavorare insieme alla città, cercando di mettere a sistema le energie di tutti, specie in una fase come questa”.

“Abbiamo coinvolto anche i privati in progetti importanti per il futuro della città, come il PalaTerni e poi abbiamo cercato e ottenuto il sostegno della Fondazione Carit per progetti altrettanto fondamentali”.

“Nel 2020 abbiamo lavorato per porre le basi di servizi e attività innovative: cito il protocollo d’intesa con AST e Busitalia per fare di Terni un riferimento nazionale nell’utilizzo dell’idrogeno per la mobilità. Un progetto che va esattamente nella direzione da noi più volte auspicata di uno sviluppo sostenibile e che riporta Terni all’avanguardia nei settori dove ha avuto un ruolo di primo piano in passato: ricerca e sperimentazione”.

Il sindaco Latini ha poi parlato del turismo come di un altro motore di sviluppo fuori dagli schemi consueti per Terni. “Abbiamo capito che per essere vincenti e attrattivi dobbiamo fare rete e proporre pacchetti appetibili e originali: per questo abbiamo avviato i progetti sugli sport outdoor e sulle reti con altri siti vicini, con la Valle Incantata e l’dea del polo turistico dell’Umbria Meridionale, mentre continuiamo a spingere sul nostro principale attrattore che è la cascata”.

“Per rendere più attrattiva la città puntiamo infine sul miglioramento della qualità della vita a Terni, offrendo nuovi servizi, ripristinando quelli interrotti (come ad esempio quelli culturali legati alla mancanza di un teatro cittadino), migliorando il decoro e la manutenzione: solo nel 2020, nonostante la pandemia, sono stati asfaltati o ripavimentati 110mila metri quadrati di strade e marciapiedi e siamo intervenuti su 60 edifici scolastici”.

“In tutto questo – ha concluso il sindaco Latini – poniamo sempre in primo piano la difesa delle aziende ternane in crisi, del polo siderurgico e di quello chimico. Al tempo stesso però cerchiamo di fornire al settore manifatturiero la possibilità di confrontarsi con il mondo accademico e della ricerca: per questo la nostra idea – supportata da UniPg e Regione – di rilanciare il polo universitario ternano ripensandolo sulla base delle vocazioni del territorio e del suo possibile e auspicabile sviluppo”.

“L’augurio è che – già a partire dal 2021 – superata la pandemia Terni possa tornare ad essere una città dinamica e attrattiva in un ambito di area vasta, con un ruolo importante di collegamento tra l’area metropolitana di Roma e l’area appenninica che proprio nel 2020 abbiamo iniziato a indagare e a studiare grazie all’apporto dell’Università di Roma Tre per nuovi progetti e visioni d’insieme che abbiano solide basi scientifiche”.