La Jindal ha confermato il licenziamento collettivo per 142 dipendenti, la quasi totalità dei quali impiegati, quadri e operai dello stabilimento di Terni. Un epilogo purtroppo annunciato, nonostante la battaglia condotta da sindacati e lavoratori a fianco del governo nazionale e della Regione. Crediamo che in questa fase drammatica le divisioni e la mera propaganda politica debba essere completamente messa da parte. Serve unità di tutte le forze per un unico obiettivo rappresentato dalla difesa della comunità. Alla situazione della Treofan, infatti, si aggiunge la vertenza dei lavoratori della Sangemini in difesa di altri 86 posti di lavoro. Parliamo del presente e del futuro di centinaia di famiglie del nostro territorio. Parliamo della nostra storia e della nostra identità. Non si tratta di due vertenze separate, ma di una battaglia unica. E come tale anche le istituzioni sono chiamate a comportarsi. C’è bisogno di unità, come emerso questa mattina in commissione e confermato dalle parole della sottosegretaria Todde e dell’assessore Fioroni. I sindacati hanno chiesto unità e dal governo è arrivato un messaggio di cooperazione all’operato della Regione. Bisogna aprire una nuova pagina e va aperta nel segno lasciato questa mattina dagli stessi lavoratori. Quelli della Sangemini hanno raggiunto lo stabilimento della Treofan per portare cassa d’acqua in segno di solidarietà, ma anche per dimostrare che non intendono bloccare la produzione. In gioco c’è il futuro di centinaia di famiglie.