Migliorare la capacità amministrativa delle Province, razionalizzare la spesa pubblica, favorire una strategia unitaria di sviluppo territoriale. Sono questi gli obiettivi del progetto Province&Comuni realizzato dall’Upi. l’Unione provincie italiane, nell’ambito del Programma operativo nazionale Governance Istituzionale 2014 -2020 promosso dal dipartimento della funzione pubblica, con il coinvolgimento delle 76 Province italiane.

Il progetto, a cui aderisce anche Terni, accompagnerà gli enti, nei prossimi 36 mesi, in un percorso di riorganizzazione e accrescimento delle competenze del personale, mirato a rafforzare le capacità di programmazione, progettazione e realizzazione degli investimenti, non solo rispetto alle proprie competenze ma anche a supporto dei Comuni, in particolare attraverso la valorizzazione delle stazioni uniche appaltanti, del servizio associato politiche europee e dei servizi di innovazione, raccolta ed elaborazione dei dati.

“Abbiamo aderito subito e con entusiasmo al progetto perché va nella giusta direzione di rilanciare il ruolo strategico delle Province nell’area vasta e di supporto ai Comuni e alle realtà locali”, ha detto il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi, il quale, come già fatto pochi giorni fa, in occasione dell’ultima seduta di Consiglio provinciale, ribadisce la necessità di riprogettare il ruolo delle Province umbre e italiane.

“Il tavolo nazionale tutt’ora in piedi – spiega infatti – serve proprio a ridisegnare ruoli e funzioni dopo il fallimento della riforma Delrio e il no al referendum che voleva abolirle. Le Province sono enti sani e fondamentali per il raccordo fra istituzioni e comunità. Ci sono paesi in Europa, come la Francia, che questo concetto lo hanno già tradotto in rafforzamento significativo delle Province, l’Italia non può rimane indietro”.

Per quanto concerne l’Umbria, Lattanzi lancia un nuovo appello alla Regione. “Bisogna riprendere il filo della riforma endoregionale fermatosi ormai da troppo tempo. Ci sono funzioni essenziali per i territori che nessuno attualmente riesce a svolgere a pieno. Penso soprattutto all’ambiente, ai controlli e alle programmazioni.

Penso al ruolo delle polizie provinciali, legato al tema della sicurezza e penso ai controlli in materia venatoria. Sono tutti settori che non possono più rimanere congelati in attesa di non si sa cosa, mentre cittadini e attività economiche chiedono risposte e servizi rapidi ed efficienti”.

“Rilanciare gli investimenti, soprattutto quelli locali, è strategico per assicurare una ripresa strutturale del Paese che parta dai territori”, afferma l’Upi nazionale. In questo contesto il ruolo delle Province nel coordinamento e nella programmazione dello sviluppo locale è essenziale. Lo dimostra il fatto che ad ottobre 2020, nonostante il lockdown imposto dalla crisi sanitaria, gli investimenti delle Province sono aumentati del 14 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo progetto accompagnerà tutte le Province in un percorso di crescita e di acquisizione e rafforzamento delle competenze, consolidando questo ruolo e promuovendo la condivisione delle buone pratiche”.

Tra le azioni che saranno realizzate nei 36 mesi, lo sviluppo di modelli di servizi comuni che rispondano ad un’unica strategia nazionale, la formazione e l’accrescimento professionale del personale impegnato nelle Stazioni Uniche, nei Servizi Europa e Servizi di innovazione, la realizzazione di una piattaforma collaborativa informatica a supporto di tutte le Province che permetterà l’integrazione dei dati.